Il Disegno di Legge “ammazzablog” e l’ignoranza del popolo della rete

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Svariate persone in questi ultimi giorni mi hanno chiesto che cosa io pensi del Disegno di Legge che dovrebbe mettere definitivamente a tacere blog, internet e quant’altro in Italia.

E’ molto semplice, tutto il male possibile.

La stortura primaria del disegno di legge presentato (quella che imprudentemente il popoluccio di internet ha già chiamato la “legge ammazzablog”) riguarda proprio l’assimilazione del blog, dei siti web personali, e di qualunque iniziativa venga messa in rete per la libera consultazione, al concetto di prodotto editoriale. In buona sostanza, chi gestisce un blog personale, gestisce una pubblicazione in tutto e per tutto analoga a un quotidiano, un libro, un compact disc e quant’altro.

E’ un concetto molto semplice ma che nella foga della battaglia antigovernativa di Grillo, Travaglio e Di Pietro è sfuggito ai più. Il blog, da pura e semplice libera espressione del pensiero individuale, diventa un “prodotto” blindato nel concetto dell’editoria. In pratica il blogger è un editore, solo che non avrà, in determinati casi, l’obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione.

Dal punto di vista strettamente formale non ci sarà più nessuna distinzione tra il blog che state leggendo e “La Padania”, a parte il fatto che “La Padania” riceve fior di contributi statali, mentre questo blog e tutti gli altri che sono in Internet dallo Stato non percepiscono nemmeno una lira.

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