La scuola büóna

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Illustrazione originale da "Cuore" di Edmondo De Amicis. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cuore_-_pic_7.png
Illustrazione originale da “Cuore” di Edmondo De Amicis. Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cuore_-_pic_7.png

E’ lo iato quella cosa
che al dittongo lunga suona
e trasforma tu’ ma’ buòna
nella büóna di tu’ ma’.

(Ettore Borzacchini, anima nobile)

 
E’ accaduto sabato scorso che Matteo Renzi, intervistato, tra le altre cose, sul tema della riforma della scuola, abbia detto “Qualcosa non ha funzionato”. Ma va’? Davvero?? O come se n’è accorto?? “Il colpevole sono io, riaprirò la discussione”, e questa è la premessa necessaria all’atteggiamento dirigenziale (o, per meglio dire, dirigista) che dovremo aspettarci. In breve, si parla, si discute, si fa pubblica ammenda degli errori, una marcia indietro prudenziale, si ascoltano tutte le parti in causa, poi si fa quel che ci pare.

Qual è, dunque, il busìllisi del contendere? Certamente non le assunzioni. Quelle è una sentenza della Corte Europea a imporle. E’ un dispositivo del 26 novembre che impone che i precari vengano stabilizzati dopo 3 anni di supplenze annuali. Sono stati individuati 148.000 lavoratori aventi diritto e il Governo, misteriosamente, ne ha stabiliti 100.000. Ma Renzi e compagnia cantante hanno dovuto accettare che quella sentenza fosse l’unico contenuto legislativo scritto da mano diversa dalla loro.

Il quid è un altro, è una scuola che si vedrà trasformare in azienda, con la figura del Dirigente Scolastico cui sarà data carta bianca sull’assunzione diretta dei docenti, dei collaboratori e sulla nomina dei supplenti. Sarà il festival dei clientelismi, dei favori, dei privilegi per i parenti, degli appoggi politici e perfino dei favori sessuali.
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Atto dovuto

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Sono stato per lungo tempo indeciso se parlare di questi argomenti. Oggi penso che ne sia giunto il momento adeguato.

a) A seguito della mia malattia, la mia dirigente scolastica ha ritenuto opportuno disporre nei miei confronti una visita collegiale. La motivazione, un po’ generica, invero, è che sono assente dal lavoro ininterrottamente dal 10 dicembre 2012. Da notare, inoltre, che la visita collegiale è stata disposta MENTRE la mia malattia era in essere. Quindi non potevano esserci dubbi che io fossi malato (circostanza, questa, attestata anche dal certificato del mio medico curante). Beh, certo che sono assente ininterrottamente dal 10 dicembre. Sono stato ricoverato fino al 19 giugno 2013, quindi per un periodo superiore ai sei mesi. Attualmente sono in convalescenza e sto usufruendo del secondo ciclo di fisioterapia. Ho alcune difficoltà di deambulazione. E il mio medico curante non ritiene opportuno che io ricominci a lavorare. Io, per la verità, la penso diversamente e vorrei rientrare subito. Opinioni.

Fatto sta che questa cosa della visita collegiale non mi è andata giù. COSA ne ha determinato VERAMENTE la richiesta, a parte il fatto che sono stato assente? Avrei potuto interrompere la continuità della malattia prendendomi le ferie durante il mese di agosto, oltretutto avrei risparmiato un mese sulle trattenute di legge, ma in agosto non ero in ferie, ero malato e non mi va di sottostare a questi giochini da sindacalista d’assalto.
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