Salvini si faccia processare

Reading Time: 2 minutes

Il Tribunale dei Ministri di Catania, rigettando la tesi del Pubblico Ministero che aveva chiesto l’archiviazione, ha deciso di chiedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Salvini contestandogli il reato di sequestro di persona (art. 605 del Codice Penale), per il quale sono previste pene variabili da 3 a 15 anni di carcere.

Inizialmente Salvini ha affermato di volere immediatamente il processo, posizione che gli fa onore, salvo poi ripensarci e dire, successivamente, che si vedrà che cosa dice il Parlamento (della serie: “C’è sempre l’immunità parlamentare”), posizione che gli fa un po’ meno onore.

Non ci sono santi che tengano, Salvini deve farsi processare. Non può salvarsi dal processo, ma nel processo, difendendosi come riterrà più opportuno e accettando il rischio di una condanna. Non è un cittadino qualsiasi, è il Ministro dell’Interno, è il capo delle forze di polizia, non può essere gravato dal peso del sospetto di aver sequestrato una nave intera, con tutti i suoi componenti a bordo e averli privati della libertà personale. Deve difendersi (se può) in un pubblico dibattimento e in tre gradi di giudizio. Se ad essere accusato di sequestro di persona fosse, ad esempio, un privato cittadino senza ruolo istituzionale, come, ad esempio, un ufficiale della guardia costiera, che non facesse attraccare o scendere a terra gli occupanti di una nave in stato di necessità, a quest’ora quella persona sarebbe già sospesa dal suo incarico e in attesa di procedimento penale. Non potrebbe, cioè, contare sul filtro del dibattito parlamentare che potrebbe salvarlo dal procedimento. E’ detto un po’ di schifo ma si capisce.

Continua a leggere