Le piu’ belle canzoni della nostra vita – Riccardo Del Turco – Luglio

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Il primo post del mese non poteva che essere dedicato alla storica canzone di Riccardo del Turco, artista dal cognome roboante, da Governatore dell’Abruzzo.

Un po’ perché stamattina si sono fatte sentire le prime cicale, segno che il caldo pesante si fa sentire, ed è curioso perché fino a ieri sembrava di essere ancora in una stagione di mezzo, di quelle che non ci sono più.

“Luglio”, dunque, era la classica canzone estiva di successo degli anni ’60. Perfetta, perché a differenza di quelle nostalgiche alla Peppino Gagliardi, in cui l’oggetto dell’amore, solitamente lei, se ne va e non torna più, qui lei, a luglio, si fa rivedere e la storia d’amore va a fine bene.

Quando ero piccino, alle elementari, andava molto di moda un delizioso refrain parodistico che diceva:

Luglio
ho cagato in un cespuglio
e mi son bucato il cul
(ahi ahi ahi ahi…)

ma erano altri tempi, e la creazione di questi sirventesi riempiva le giornate di noi poveri infanti dèditi alle faccende del poetare in trobar leu (che sapete un accidente voi cos’è!)

Resta una canzonetta fresca come un tuffo nell’acqua di mare non ancora presa d’assalto da pinne, fucile ed occhiali.

Chissa’ perche’ non piove mai quando ci sono le elezioni

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Il seggio n. 9 allestito per le Elezioni Regionali Abruzzesi presso la scuola elementare "Pasquale Celommi" di Roseto degli Abruzzi era praticamente vuoto quando questa mattina mi sono deciso a tapparmi il naso per l’ennesima volta e andare a votare.

Una signora mi ha detto "Senta, Giovane…" (giovane??) "…mio figlio mi ha detto di votare per Berlusconi…" (si senta orgogliosa di Suo figlio, signora, che le dice di votare per una persona che neanche si candida come Presidente della Regione, mi raccomando), "…ma io non gli voglio votare…" (in Abruzzo si confonde sempre il complemento oggetto con quello di termine), "…anzi, mi ha pure diminuito la pensione, questo mese…".

E’ stata una delle poche soddisfazioni della giornata.

Per il resto Ottaviano Del Turco, ex Presidente della Regione, dimissionario, inquisito, incarcerato e attualmente in attesa di giudizio con domicilio obbligato, ha ottenuto la dispensa per andare a votare e ha già detto che il candidato per il centro-sinistra (coalizione per la quale si era presentato nel 2005 ottenendo la carica di Governatore) Costantini non solo non lo ha votato, ma che spera addirittura che perda, perché così potrà riflettere sull’opportunità di candidarsi alle elezioni europee nelle file del Popolo delle Libertà di Berlusconi (così c’è, tra l’altro, più possibilità di essere eletti, e se si è eletti a Strasburgo si gode dell’immunità parlmentare, è chiaro). Quando si dice un uomo coerente…

Aspettiamo soltanto il diluvio, che la regione Abruzzo si svenda al primo belloccio di turno con il capello impomatato abbracciato da Berlusconi. ‘Nu vase pizzichille nun me lo pòi negà’…

(screenshot da: ilcorriere.it)

Si dimettono i sindaci di Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Celano e Teramo. Amoveatur ut promoveatur

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L’Abruzzo sta tentando di cicatrizzarsi, ma soprattutto sta cercando di fare in modo che una volta cicatrizzatasi la voragine del terremoto giudiziario che ha decimato il Consiglio Regionale, cogliendo tutti con le mani nella marmellata, tutto torni come prima, a tarallucci e vino.

Nei giorni scorsi si sono dimessi i sindaci di Roseto degli Abruzzi (e ti pareva!), Giulianova, Teramo e Celano.

Che, fino a prova contraria, dovrebbero essere stati eletti dalla gente per fare i sindaci e non per dimettersi a metà del mandato elettorale.

Le dimissioni sono tecniche, la legge le prevede in caso di candidatura a una carica superiore.

Tecniche sì, ma non obbligatorie.

E, dunque, tutti vanno a concorrere a questo gioco dell’oca, anche se loro lo chiamano “progetto politico“.

A Roseto i giochi sono già fatti.
Di Bonaventura
lascia, la vice-sindaco Teresa Ginoble, sorella del più famoso Tommaso, deputato e inquisito che ci ha tenuto a specificare che le ipotesi di reato che gli sono state contestate sono del tutto diverse e comunque meno gravi rispetto a quelle che hanno visto in carcere Ottaviano Del Turco e gli altri furbetti dell’arrosticino (e ‘sti cazzi??), la vice, dicevo, tiene la reggenza per 20 giorni, poi subentra il commissariamento, si va alle urne e a sorpresa sarà eletta proprio lei, altrimenti, come ha dichiarato in una intervista al bravo Massimo Di Giacinto per tgroseto.net, “resterà a disposizione del partito”.

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L’arresto di Del Turco – Conferenza di Nicola Trifuoggi

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Pescara, 14 luglio 2008

da: www.radioradicale.it

Licenza: Creative Commons

Su Radioradicale i file cessano di essere scaricabili dopo tre settimane. Qui no.

E puoi ascoltare questo evento anche dal nostro lettore di MP3:

Arrestato Ottaviano Del Turco, Presidente della Regione Abruzzo

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L’Abruzzo di timballo e pallottine, di genziana e salumi schiacciati, di pecora alla callara ( "a ju cuttore", secondo la Ulteriorità o Citeriorità del caso), di arrosticini e birra, l’Abruzzo "forte e gentile", quello delle donne con la conca sulla testa, del settembre andiamo è tempo di migrare, l’Abruzzo di Ignazio Silone e Ennio Flaiano ha lasciato il posto alla politica locale becera, rozza, approssimativa, catastrofistica, corrotta e menefreghista.

Del Turco è solo un esempio di come la politica riesca ad essere capillarmente presente fino nelle fibre più recondite di un territorio marcio di cemento, di inquinamento delle falde acquifere (e l’Abruzzo ha sempre avuto l’acqua migliore d’Italia) e di piani regolatori andati a farsi benedire, di appalti dati a questo o a quel costruttore perché così si fa, di "voto lui perché così mi fa un favore".

E invece un favore la Guardia di Finanza di Pescara lo ha fatto a noi, arrestando questo galantuomo, già inquisito, e con il linguaggio di chi è "sicuro di poter chiarire la propria posizione assolutamente estranea ai fatti contestati".

Marco Pannella, teramano, ingravescentem aetatem, ha aperto bocca e le ha dato fiato:

"Formulo sinceri auguri al mio compagno e amico Ottaviano del Turco e al per me sconosciuto magistrato che si assunto la responsabilità che si è assunto, del quale mi trovo a dover constatare che d’ufficio purtroppo fa parte di quella associazione per delinquere sul piano tecnico che imputo al regime italiano. Auguri dunque ad Ottaviano, ai colleghi che con lui sono stati arrestati, al magistrato che sta indagando."

Stai a vedere che adesso è il magistrato l’associato a delinquere. Ha completamente stravolto ruoli, posizioni e senso della realtà.

Dulcis in fundo, Cossiga: «non basta combattere il Cavaliere, ma bisogna aiutare la magistratura militante e metterlo in galera…».

Ch’avrà voluto di’?