Le dimissioni di De Magistris: why not?

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C’è quel luogo comune che dice che “le sentenze si rispettano“. Che è un po’ come dire che non ci sono più le mezze stagioni o che la frutta non ha più lo stesso sapore, cioè tutto e nulla. Ma, soprattutto, nulla.

De Magistris, ex magistrato, ora sindaco di Napoli, è stato condannato in primo grado a 15 mesi di reclusione per abuso d’ufficio. E’ stata anche disposta l’interdizione dai pubblici uffici per un anno e una provvisionale complessiva di 20.000 euro alle parti civili. Sia la pena principare che quella accessoria sono state sospese.

Non mi interessa se De Magistris sia colpevole o innocente, deve dimettersi, e subito.

La prima e più diretta ragione che mi viene in mente è che è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici, e anche se il reato per cui è stato punito non ha nulla a che vedere con la sua carriera politica di sindaco, riguarda comunque quella di magistrato, quindi si tratta di fatti verificatisi nel suo rapporto con la pubblica amministrazione. Ed è questo quello che non va. Non è stato processato per aver comprato una stecca di sigarette di contrabbando, ma per il modo in cui ha gestito la sua funzione pubblica. Se un insegnante compra un CD tarocco da un marocchino e lo processano, pur se condannato potrebbe non rischiare il posto di lavoro. Ma se corregge il registro con la scolorina e mette un 5 dove sotto c’era un 6 (magari perché ha sbagliato) commette un falso in un atto pubblico.
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Paisa’!

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La vittoria di Luigi De Magistris è chiara, perfetta, trasparente, cristallina, immacolata.

E’ lui il sindaco di Napoli, e su questo non si discute. Tanti auguri, pastiere, babà al rum, triccheballacche e pizza con la pummarola ‘n coppa.

Mi vengono un paio di riflessioncine umili e timide, cui, certamente, nessuno o quasi darà un seguito.

La prima è che De Magistris viene da una carriera di pubblico ministero. Ovvero da una carriera di magistrato inquirente, che è, come è logico, diversa da quella del politico.  E mi auguro di cuore che non voglia mescolare i metodi tradizionalmente accusatori e inquisitòri tipici della professione forense che ha esercitato con quella di rappresentanza istituzionale che eserciterà. La politica ha bisogno di garanzia-e-basta e non di avvisi-di-garanzia che, visto che ora è sindaco, non può e non deve emettere lui.

La seconda è che De Magistris è stato eletto come Deputato al Parlamento Europeo.
Lasciamo perdere il fatto che ha dichiarato di volersi dedicare alla politica il 17 marzo 2009 con un post sul blog di Antonio Di Pietro, ma ha successivamente chiesto e ottenuto dal Consiglio Superiore della Magistratura la concessione dell’aspettativa  (29 luglio) che ha mantenuto fino a poco dopo la sua elezione a Strasburgo (si è dimesso dalla magistratura il 19 novembre 2009).

Quindi ritengo sia legittimo chiedersi: il Dott. Luigi De Magistris rinuncerà alla carica di parlamentare europeo per dedicarsi a tempo pieno all’esercizio della carica di sindaco della città che lo ha eletto a primo cittadino? O deciderà di mantenere entrambe le funzioni (e, pertanto, entrambi gli stipendi?)

Anche perché come Eurodeputato è stato eletto anche con il mio voto (l’ho votato alle europee, sì, non me ne pento, anche se non tornerei a farlo).
Per questo penso, anzi, sono sicuro di essere legittimato a pormi, porvi e porgli queste questioni.

E’ chiaro che siamo tutti contenti che abbia vinto De Magistris. E’ un momento di grande speranza che dobbiamo sperare non vada deluso. Ma il fatto che la politica sia corrotta non significa automaticamente dover affidare la politica agli ex PM, perché tra Giustizia e giustizialismo il passo è breve, e un sindaco non dovrebbe occuparsi né della prima né del secondo.

Tra Costituzione e poteri deviati

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Nell’ambito del 4° Incontro Nazionale dell’Italia dei Valori dal titolo: "L’alternativa di governo" (in programma dal 18 al 20 settembre 2009).

da: Radio Radicale
Licenza: Creative Commons

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Marco Travaglio – Peter Gomez – Luigi De Magistris – Michele Santoro – “Mani sporche” e “Se liconosci li eviti” – Presentazione al salone del libro di Torino

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da: RadioRadicale

Presentazione dei libri: "Mani sporche" di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio (Edizioni Chiarelettere) e "Se li conosci li eviti", di Peter Gomez e Marco Travaglio (Edizioni Chiarelettere) nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro di Torino.
 
 
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Indagato Mastella. Tolta l’inchiesta a De Magistris. Fine dello stato di diritto

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E’ ufficiale, Mastella è sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta "Why not", portata avanti dal Dott. De Magistris della Procura di Catanzaro.

Per tutta risposta, l’inchiesta a De Magistris è stata avocata.

Vuol dire che non ce l’ha più lui, che non dovrà più occuparsi di Mastella e Prodi.
Vuol dire che se ne dovrà andare.

Non c’è niente di strano, è la fine dello stato di diritto.
Esiste un concetto nel diritto che è quello del giudice naturale a cui nessuno può essere sottratto.
Ed è esattamente quello che sta facendo Mastella: non potendo sottrarsi al suo giudice naturale lo sottrae all’attenzione del suo caso giudiziario.
Berlusconi faceva le norme ad personam, Mastella gioca a soldatini con la magistratura inquirente.

E dopo, come se c’entrasse qualcosa, ha cominciato ad invocare le elezioni a primavera. Tanto ha già detto che non si dimette.

In un paese normale, e possibilmente civile e democratico, un ministro della giustizia inquisito per quattro capi d’imputazione si sarebbe dimesso il giorno stesso.

Invece abbiamo una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che il governo Prodi, grazie al cielo, cadrà presto. Quella cattiva è che tornerà Berlusconi. A primavera.