Concretezza

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“Il Nucleo della Concretezza assicura la concreta realizzazione delle misure indicate nel Piano Triennale delle Azioni concrete (DDL concretezza – sic!- art. 1 comma 3)

Fake news: il ddl della vergogna

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Il ddl contro le “fake news” (o “bufale”, come amano chiamarle gli attivissimi della lingua italiana) è al Senato.

Tragico ma vero, un pugno trasversale di senatori è riuscito a portare in aula un testo che più raffazzonato non si può e che fa acqua da tutte le parti. Il tutto allo scopo dichiarato di evitare la diffusione di notizie false e che possano suscitare allarme sociale nei media.

Di fatto la situazione è ben diversa, e i primi a farne le spese saranno i blog e i forum. Ma lo vedremo man mano analizzando alcune parti del ddl che mi sembrano determinanti (ci divertiremo!)

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Primo firmatario del documento è Adele Gambaro. Eletta tra le file del M5S è stata successivamente espulsa con una votazione via internet dal blog di Beppe Grillo. Ha fatto anche altre cose degne di nota, come votare la fiducia al governo Letta e, perché no, un pochino anche a quello di Renzi. Così, tanto per non farsi mancare nulla.
E’ una donna, dunque, che è stata eletta mediante le strategie del web e che da un blog ha avuto la sua delegittimazione.
Non sorprenda, dunque, che il nome della Gambaro figuri in testa all’elenco di chi appoggia e sottoscrive in aula il testo normativo.
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Il testo del DDL Aprea in discussione al Senato

Reading Time: 10 minutesNorme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali (C. 953 Aprea e abbinate, C. 806, C. 808 e C. 813 Angela Napoli, C. 1199 Frassinetti, C. 1262 De Torre, C. 1468 De Pasquale, C. 1710 Cota, C. 4202 Carlucci e C. 4896 Capitanio Santolini).

TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE, RISULTANTE DAGLI
EMENDAMENTI APPROVATI
Capo I.
AUTONOMIA STATUTARIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI

Art. 1.
(L’autonomia scolastica e le autonomie territoriali).

1. L’autonomia delle istituzioni scolastiche, sancita dall’articolo 117 della Costituzione, è riconosciuta sulla base di quanto stabilito dall’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.
2. Ogni istituzione scolastica autonoma, che è parte del sistema nazionale di istruzione, concorre ad elevare il livello di competenza dei cittadini della Repubblica e costituisce per la comunità locale di riferimento un luogo aperto di cultura, di sviluppo e di crescita, di formazione alla cittadinanza e di apprendimento lungo tutto il corso della vita. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali contribuiscono al perseguimento delle finalità educative delle istituzioni scolastiche esercitando le funzioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni. Vi contribuiscono, altresì, le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, ciascuna secondo i propri compiti e le proprie attribuzioni.
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Perche’ l’opposizione al DDL Alfano sulle intercettazioni non riuscira’ mai

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Nell’opposizione dura e incondizionata al DDL Alfano sulle intercettazioni, la sacrosanta opposizione -almeno quella poca che c’è-, sacrosantemente si sta concretizzando in uno zoccolo duro (fondamentalmente rappresentato dai giornalisti e dai lettori de "Il fatto quotidiano") disposto a darsi una mano nel caso in cui qualche giornalista debba essere costretto a pagarsi le spese legali, e ad andare avanti, nonostante i divieti della legge che sarà, a pubblicare le intercettazioni e le notizie relative agli atti di indagine.

L’obiezione di coscienza va sempre incoraggiata, sia chiaro. Quello che proprio non torna e che non può tornare è l’atteggiamento della base. Si cominciano a vedere segnali inquietanti, che vanno sotto il comune denominatore dell’"intercettatemi pure (tanto non ho nulla da nascondere)".

E’ un ragionamento che è perdente in partenza, perché uno può essere una persona onesta quanto vuole ma proprio per questo dovrebbe esigere di non essere intercettato. E, magari, proprio perché non fa nulla di male, o, per meglio dire, non commette nessun reato (c’è una bella differenza tra ciò che è reato e ciò che l’opinione pubblica percepisce come tale), ha il sacrosanto diritto che quello che legittimamente (ancorché non moralmente) fa non si venga a sapere solo perché, magari, uno viene intercettato perché non sa che l’amico del cuore con cui parla al telefono è un mafioso.

Se una persona che legge "il Fatto Quotidiano" (lo leggo anch’io e ci sono abbonato, questo non significa che io debba bere per forza con piacere e gusto tutto quello che mi propinano, anzi, proprio per il fatto che lo pago mi sento in dovere e in diritto di criticarlo, dato che sono io che gli do da vivere) tradisce la moglie o il marito, non commette nessun reato, nemmeno se si tratta della persona più pervertita d’Italia. Il che non significa che il suo sia un atto accettabile da tutti sotto il profilo della "morale". Ammettiamo che il fedifrago o la fedifraga siano in contatto telefonico con persone accusate di un reato. Naturalmente saranno  indagateanche loro, o,  quanto meno, le loro conversazioni con quanti vengono intercettati saranno gioco forza trascritte, e magari anche quelle che fanno all’amante. Poi faranno parte di un fascicolo di indagine, e verranno archiviate se non emergeranno elementi di reato a carico della Traviata o del Don Giovanni di cui sopra.

Però non credo proprio che quelle persone sarebbero contente di veder trascritta o pubblicata la loro vita privata spiattellata ai quattro venti (non hanno commesso reato, hanno solo scopato con una persona che non è il partner regolarmente sposato).

Nessuno di noi ha nulla da temere se invia un cartoncino di auguri di Buon Natale a un amico, ma allora perché tutti chiudono la busta sigillandola con la colla? Perché sono cazzi nostri, ecco perché.

Il Procuratore Grasso ha recentemente dichiarato che "Se la privacy crea problema per l’ordine pubblico e fa morire delle persone credo che quello della sicurezza sia un valore maggiore della privacy". E’ una dichiarazione che mette letteralmente i brividi.

Parafrasando quel Tale, uno Stato che è disposto a far rinunciare i propri cittadini al diritto al privacy per il diritto alla sicurezza non si merita né privacy né sicurezza.

Ogni diritto è tale proprio perché immediatamente disponibile. In rete strumenti come PGP (e la sua versione-derivazione open source GPG) esistono da anni proprio perché se io voglio scrivere "Buongiorno" a un amico ma NON voglio che l’universo mondo sappia che cosa gli scrivo, l’universo mondo NON lo saprà.

E’ pauroso vedere che la libertà di dire e di criticare sia in mano a una cricca di politici che fanno le ore piccole di notte per mandare avanti un testo di legge da penitenziario psichiatrico, mentre dall’altra parte, in nome di un giustizialismo da macello, la gente è pronta a farsi sbattere in prima pagina senza saperlo.

Ma si sa, tanto la gente non ha nulla da nascondere…