Ora ci càa l’orso!

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Qualcuno sbaglia le dosi di un anestetico e l’orsa Daniza che doveva solo essere catturata, ci rimette la pelle per colpa di certi pseudo-ambientalisti incompetenti.

“Ora ti càa l’orso!”, si dice a Livorno, per sottintendere che “Ora son veramente affari tuoi, e che affari!” Ma l’orso a chi ha sbagliato non gli “càa” mai.
Ma come fa un veterinario (perché si spera che si siano rivolti a un veterinario questi galantuomini, non al tortaio all’angolo) a cannare una anestesia di questo genere? Ma è roba che si dà a occhio, come il citrato (“Toh, pigliane un po’ di più, ché sei ingombro di stomaco”)?? La risposta è caduta nel vento, come direbbe Bobby Zimmermann.

Qualcuno omette per anni di analizzare il DNA che si trovava sotto le unghie di Chiara Poggi e finisce che il reperto diventa inutilizzabile, degradato o non più utile processualmente.

Ma come si fa ad avere un possibile elemento a carico o a discarico di una persona e non disporre l’analisi del DNA nel momento stesso in cui questo elemento viene raccolto? Lo sa anche un bambino che un pezzetto microscopico di pelle dopo tutto questo tempo si deteriora. Quindi chi non è un bambino dovrebbe sapere che ricavare un DNA perfettamente sovrapponibile con quello di un indagato in un frammento deteriorato è per uno storpio come andare a fare un pellegrinaggio a piedi al Santuario di Montenero.
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