I grandi racconti dell’ottocento sul “Fatto Quotidiano”: per molti, ma non per tutti

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Su “Il Fatto Quotidiano” (oggi vi parlerò due volte di questo giornale) è iniziata ieri la pubblicazione giornaliera di una serie di classici (“stranieri”? Finora par di sì…) del racconto dell’800. Si è iniziato con Cechov e si prosegue con Maupassant.

Per carità, nulla da dire. O, meglio, sì.

E’ certamente bello e perfino un po’ romantico pubblicare un racconto dell’800 al giorno. In fondo in Europa ce ne sono a centinaia, l’arte della narrazione breve si è perfezionata via via e in maniera sempre nuova e uniforme, dai racconti di Balzac a quelli di Verga, dal favolistico al verismo, naturalismo e realismo più spinti. C’è di tutto, insomma.

La collana “I grandi racconti”, curata da Silvia Truzzi si è avvalsa, fino ad oggi (non so se sia una semplice coincidenza) delle traduzioni tratte da alcuni volumi pubblicati dalla Garzanti.

Ora, probabilmente, quindi, ci sarà un accordo con la Garzanti che non credo permetta a chiunque di accedere ai propri diritti d’autore (o, come in questo caso, di traduzione) solo per gli occhi belli color del mare e perché a qualcuno piace far filtrare un po’ di cultura sotto gli ombrelloni dei bagnanti che leggono il “Fatto”, voglio dire, un minimo di soldini questi signori li vorranno, per poter consentire la ripubblicazione e la diffusione di ciò che è di loro proprietà.
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L’assemblea di Wikimedia 2008

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Non avevo mai assistito a una assemblea di Wikimedia, la associazione che sovrintende a Wikipedia.Non l’ho fatto neanche questa volta, nel senso che non ci sono andato di persona, ma mi sono divertito a guardare il filmato della lunga riunione (circa 3 ore e 20), zompettando un po’ qua e là per accorciare i tempi morti di una inquadratura fissa che se non fai così ti rompe anche le scatole.

Ero curioso di sentire che cosa avessero da dire, ma, soprattutto, di vedere che faccia avessero.

Volevo vedere in mano a chi fosse il sapere libero in Italia.

E nonho avuto una bella sensazione.

Ragazzi giovani, certo, bravi ragazzi, tutti perfettamente alternativi, talmente anticonformisti da essere conformisti fino al midollo.
Il modello del santone, quello del Nerd, quello della ragazza del santone (o del Nerd), del timidone barbuto con gli occhialini e il maglione di lana stile anni 70, urletti sulla scia di “Un bell’applauso al presidente!!” e il presidente che ribatte “Lo sapete quanto mi imbarazzano queste robe qui”.

Le mozioni sono state tutte approvate a larghissima maggioranza, nessuno era contrario (ovviamente, tutt’al più qualche astenuto…), e tutti erano lì a compiacersi del fatto di aver creato una associazione privata su un principio nobile ed elevato come la condivisione del sapere.
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