Feedjit.com ha chiuso il servizio

Feedjit.com ha chiuso i battenti. Per chi fosse un aficionado del blog, feedjit.com era quel servizio di conteggio di accessi unici che visualizzava il nome e la bandierina del paese da cui venivano gli accessi e le pagine viste. C’era un rettangolo lungo nella parte sinistra del blog, che ora non c’è più perché i suoi gestori hanno deciso di chiudere il servizio.

Peccato davvero perché mi ricordo che con un mio caro amico che oggi compie gli anni e che mi segnalò questa risorsa web, facevamo a gara a chi collezionava le bandierine più strane ed esotiche: “Beeeeene, io ciò il Madagascar!!” “Sì ma io ciò Cuba che te un ce l’hai…” Era divertente, ed è un vero peccato che Feedjit.com non ci sia più. Comunque auguri Luigi.

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Ma il cancro non è uno spettacolo

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E’ tempo di outing. Nadia Toffa, Sabrina Scampini, Daria Bignardi, personaggi più o meno pubblici che hanno avuto un tumore (per il 100% donne) hanno deciso di raccontare la loro esperienza attraverso la TV o attraverso una intervista (le più discrete) alla stampa nazionale. Cosa spinga una persona che ha avuto un’esperienza così orribile come la scoperta di un cancro e le relative cure devastanti a metterci la faccia e andare in televisione a parlarne non si sa. Probabilmente è qualcosa che fa bene, che mette a nudo, che vuol dire “guardate, sono qui, con la mia parrucca e il mio fisico provato”, o, forse, più semplicemente, significa “ce l’ho fatta”. A prescindere dal fatto che quella persona ce l’abbia fatta veramente o meno.

Nadia Toffa è stata la prima in ordine di tempo ad apparire sullo schermo delle Iene per dire al suo pubblico (e non solo al suo, evidentemente) che è stata male, ma che in due mesi ha scoperto di avere un tumore, ha fatto la diagnosi, si è operata, si è sottoposta alle chemioterapie e radioterapie di rito ed è clinicamente guarita. Tempi da record, prima ancora di affermare che radio e chemioterapie sono le uniche armi per curare un tumore, proprio lei che fa parte dell’équipe di una trasmissione che ha rivendicato la presunta validità delle cosiddette cure “alternative”, dalle cellule staminali ai frullatoni di aloe, passando per l’Escozul (dalla contrazione dell’espressione castigliana “Escorpión azul”), il veleno degli scorpioni cubani azzurri (poi mi spiegheranno perché proprio quelli cubani, nelle altre nazioni non sono diffusi?), di cui io stesso avevo cominciato ad occuparmi quando la dottoressa Ester Pasqualoni, barbaramente assassinata nel giugno scorso, mi faceva pervenire preoccupanti lettere da La Habana da tradurre in italiano e mi chiedeva aiuto per dissuadere i pazienti che volevano farne uso. Perché c’è gente che ha bisogno di molto più di due mesi, e che arriva alla fine delle terapie stremata e senza forze, altro che parrucchina trendy e buonumore dal tubo catodico (ammesso che esistano ancora televisori col tubo catodico). Perché se prendi l’Escozul e non fai la chemio o la radio poi peggiori e probabilmente muori.

Perché di cancro si muore nella stragrande maggioranza dei casi. Queste donne rampanti, che teletrasmettono se stesse attraverso l’etere, che entrano, “sfondandola”, nella TV e nelle case degli altri, o non hanno idea di quello che è loro capitato (cosa che non voglio neanche pensare) o hanno avuto un gran culo a guarire in tempi rapidissimi e a riprendersi la loro vita.

La Scampini ha riferito: “E’ vero che ti senti una guerriera, e ogni volta che entri in un reparto di oncologia tu hai intorno a te tante guerriere.” Ed è questo che non torna. Questa immagine da guerriera che si vuol lanciare a chi guarda e a chi legge. E’ vero che un cancro si combatte, ma è anche vero che in una guerra molti guerrieri cadono in battaglia e c’è chi non ce la fa a tornare a casa, ai suoi affetti, alla sua famiglia, alla sua attività lavorativa, alla sua vita di sempre, perché bene che ti vada un cancro la vita te la cambia per sempre. Ma come si fa anche solo lontanamente a pensare che “Sì, è vero, ho avuto un cancro, ma adesso è tutto a posto, sto bene, sono guarita, giriamo pagina e facciamo finta che non sia successo niente”? Guerrieri di che? Se mi diagnosticassero un tumore io mi cagherei sotto, altro che guerriero! Vuol dire che queste tre donne saranno mille volte migliori di me, ma che cos’è, un gioco a chi è più bravo o un dramma personale? Il guerriero è quello che sa di poter morire da un momento all’altro nello scontro con il nemico. Perché anche il nemico ha armi molto efficace e ti può uccidere quando vuole. E allora non guarda in faccia a nessuno. Madri di famiglia, bambini, figli, padri, colleghi di lavoro, amici cari. E nessuno che sarà più lo stesso, dopo.

C’è una critica anche per Daria Bignardi. Che riferisce nella sua intervista: “Chi è ammalato considera la propria malattia il centro del mondo, ma anche se ho rispetto per chi sta soffrendo in questo momento, parlare pubblicamente della malattia in generale, o peggio ancora della mia, non mi interessa.” E allora non si sa perché abbia rilasciato pubblicamente informazioni sul suo vissuto, sulla parrucca che indossava (la testimonianza inoppugnabile, per chi ha a che fare con te, che sì, hai avuto o stai curando un tumore), e poi “ Si ammalano milioni di donne, a cui va tutto il mio affetto”. Ma perché, gli uomini non si ammalano di tumore? Nemmeno un pochino di affetto anche per loro?? Il cancro è una malattia squisitamente al femminile? E perché mai? Tutte domande che non troveranno una risposta. Inventeranno una parola come “femminicancro” prima o poi. E farà molti più danni di “femminicidio”, questo è certo, perché avrà per oggetto la donna-guerriero che ce la fa sempre e comunque.

Dicevo all’inizio di questa eccessiva spettacolarizzazione del problema. Ed è vero che non tutti quelli che si ammalano di cancro hanno a disposizione una rete di Berlusconi e un programma seguito come “Le Iene” o “Quarto Grado” (addirittura in prima serata quest’ultimo). Se io mi ammalassi di cancro (già, e perché non dovrebbe capitare proprio a me?) mi riterrei già fortunato ad avere a disposizione un blog attraverso il quale veicolare i miei pensieri e le mie emozioni. E mi chiedo che cosa sarebbe stato se il tumore avesse colpito qualcuno della redazione di “Report” o di “Presa diretta” su una rete del servizio pubblico nazionale. Perché per la gente la televisione di denuncia è solo ed esclusivamente “Le Iene”, e allora la notizia di una malattia a una dei presentatori, giovane, piena di vita, carina e nota per aver scavato nelle magagne della realtà che ci circonda, salvo poi intoppare nel veleno degli scorpioni cubani, è un evento che fa audience sul serio.

Ma il cancro non è uno spettacolo.

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La radio ha 90 anni. 50 sono miei.

Il primo ricordo che ho dell’aradio (perché a Vada la radio era l’aradio, e l’apostrofo si sentiva anche senza scriverlo) era quello della mi’ zia Iolanda (la Iolanda era la moglie del mi’ zio Piero) che sedeva alla macchina da cucire e mentre lavorava ascoltava il “Trentuno Trentuno”, come diceva lei. Verso sera, con l’orario invernale, la mi’ zia Iolanda spostava la rotella “sul centodieci”, e io pensavo che quel “centodieci” fosse una sorta di formula magica per accedere alla voce di Paolo Cavallina, invece era l’abbreviazione stampigliata sulla manopola della frequenza delle onde medie su cui veniva trasmessa Radio 2. In realtà credo di ricordare che si trattasse di 1116 kHz, da Pisa.

La mi’ cugina Mariella, da ragazza, ascoltava sempre la Hit Parade della buonanima di Lelio Luttazzi, sia la trasmissione del venerdì che la replica del lunedì. Era una delle modalità per accedere alle hit del momento, mentre la mi’ nonna Angiolina sentiva sempre “La Corrida”, dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado al sabato e la domenica zitti tutti che c’era “il Gambero” con Franco Nebbia.

Smanettando smanettando ebbi accesso a quell’immenso juke box che era Radio Montecarlo, su 701 kHz (poi diventati 702, ma tanto stai a guardare il capello!). Nomi come Ettore Andenna, Herbet Pagani, Awana Gana, Luisella Berrino e Roberto Arnaldi arrivavano a bomba dalle 6,30 alle 19,30. Tutti i giorni. Ed erano voci che ti entravano in casa in modo permanente, tanto che volevi anche vederne il volto. Chissà come sarà questa Luisella… e questo Awana Gana con quella voce profonda e quel nome così strambo. Accadde che stamparono delle serie di cartoline che riproducevano i nostri beniamini. Bastava richiederle, dicevano, inviando una “cartolina postale” (sapevo una sega io cos’era una cartolina postale!) lì nel Principato di Monaco, che io mi chiedevo se esistesse e dove fosse. Dopo tre mesi le fotografie arrivarono perdavvero, con i francobollini di quel Principato di Monaco che allora esiste sul serio, e fu la prima volta che mi resi conto che con la radio si poteva anche interagire per scritto.

E lo feci. Alle 19,30 Radio Montecarlo finiva le trasmissioni in onde medie, ma restava ancora “collegata” per un quarto d’ora per fare da ripetitore a una stazione protestante europea (seppi dopo che si chiamava Trans World Radio). A seconda di chi c’era a farti il sermone ti offrivano di tutto e di più. Da una copia del Nuovo Testamento a un disco con orrendi canti e inni religiosi, da audiocassette con sermoni a veri e propri libri, tutta roba che doveva costare anche un bel po’, e io scrivevo, scrivevo a tutti, e la paccottiglia protestante arrivava, arrivava a fiumi, tanto che i miei genitori si chiesero seriamente se io non avessi avuto una crisi mistica e chi fossero questi che mi scrivevano.

Alla fine fu la volta della scoperta delle onde corte. Radio religiose a bizzeffe anche lì (ma ormai sapevo già come funzionava il giochino), ma anche e soprattutto le emittenti ufficiali del blocco comunista in una propaganda esasperata. Scrivevo anche a loro, naturalmente, scrivevo a tutte le radio che riuscivo a sentire, la mia buca delle lettere era sempre più inondata di pacchetti, pacchettini, stampe, riviste e così via. Il postino si chiedeva chi fossi mai io per ricevere posta ora da Cuba ora dalla DDR, per non parlare di Pechino e di tutti gli altri che mi scrivevano.

Ma non l’ho solo ascoltata la radio, l’ho anche “fatta”. Sei anni di preziosissimo volontariato presso Antennaerre, emittente di Rosignano Solvay in cui ho vissuto una delle parti più belle della mia vita e che ci vorrebbe un blog intero per raccontare ricordi, emozioni, autobus persi, risate a crepapelle.

La radio ce l’ho nel sangue, e lei oggi compie 90 anni.
Il primo annuncio dell’URI

      Primo messaggio URI
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Yoani Sánchez e la dittatura capitalista degli sms

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Yoani Sánchez, blogger e dissidente cubana ha sottolineato ieri, attraverso il suo account Twitter (sia detto per inciso, detesto espressioni volgarmente di moda come “il suo Twitter” o “il mio Facebook”) che non può postare i propri messaggi con caratteri estesi perché altrimenti il suo gestore telefonico cubano, attraverso il quale accede a Twitter in scrittura via sms, le farebbe pagare il doppio.
Si tratta delle parole accentate, ad esempio. La lingua castigliana ne è piena ed è praticamente impossibile non trovarne neanche uno in un testo correttamente scritto di 160 caratteri.
La possibilità di inviare un testo di 160 caratteri è subordinata dunque all’uso dei caratteri base. Viceversa il costo di una comunicazione potrebbe lievitare in maniera preoccupante se si considera che alcuni gestori latino americani per ogni accentata utilizzata decurtano un monte-caratteri considerevole (circa una novantina per un semplice “sí”).
Normale che attivisti come la Sánchez (sì, anche il suo cognome si scrive con l’accento) ripieghino su un uso maggiormente semplificato dell’ortografia. Ma pensare ai milioni di adolescenti sudamericani che comunicano con gli sms e che massacrano l’abitudine di scrivere in modo corretto fa pensare a un deperimento delle conoscenze delle regole della scrittura a vantaggio di un risparmio economico.
È il costo della revolución, bellezze!

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Arrestata a Cuba la blogger Yoani Sánchez

Screenshot tratto da "El nuevo Herald" - Miami

Apprendo che la blogger cubana Yoani Sánchez è stata arrestata poche ore fa assieme al marito Reinaldo Escobar, giornalista di opposizione.

La Sánchez si sarebbe recata a Bayamo per protestare contro il processo a cario del politico  spagnolo Angel Carromero, accusato dell’omicidio colposo dell’oppositore Osvaldo Payá,capo del Movimiento Cristiano de Liberación, morto in un incidente stradale.

Yoani Sánchez è una delle blogger più seguite del mondo. In Italia molti dei suoi articoli sono tradotti e pubblicati sulla rivista “Internazionale”.

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Cuba: e’ morta Laura Pollan, fondatrice delle “Damas de blanco”



Interrompo per qualche secondo le mie elucubrazioni per comunicare ai lettori del blog che ho appena appreso della morte di Laura Pollán, dissidente del regime di Cuba. Era la líder [1] delle famose "Damas de Blanco", donne che si sono impegnate a fondo per denunciare la situazione dei prigionieri politici nelle carceri dell’isola.

[1] Non è un errore di ortografia, è scritto secondo l’uso della lingua castigliana.

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Proclama del Comandante en Jefe al Pueblo de Cuba

Con motivo del enorme esfuerzo realizado para visitar la ciudad argentina de Córdoba, participar en la Reunión del MERCOSUR, en la clausura de la Cumbre de los Pueblos en la histórica Universidad de Córdoba y en la visita a Altagracia, la ciudad donde vivió el Che en su infancia y unido a esto asistir de inmediato a la conmemoración del 53 aniversario del asalto a los cuarteles Moncada y Carlos Manuel de Céspedes, el 26 de julio de 1953, en las provincias de Granma y Holguín, días y noches de trabajo continuo sin apenas dormir dieron lugar a que mi salud, que ha resistido todas las pruebas, se sometiera a un estrés extremo y se quebrantara.

Esto me provocó una crisis intestinal aguda con sangramiento sostenido que me obligó a enfrentar una complicada operación quirúrgica. Todos los detalles de este accidente de salud constan en las radiografías, endoscopías y materiales filmados. La operación me obliga a permanecer varias semanas de reposo, alejado de mis responsabilidades y cargos.

Como nuestro país se encuentra amenazado en circunstancias como esta por el Gobierno de los Estados Unidos, he tomado la siguiente decisión:

1) Delego con carácter provisional mis funciones como Primer Secretario del Comité Central del Partido Comunista de Cuba en el Segundo Secretario, compañero Raúl Castro Ruz.

2) Delego con carácter provisional mis funciones como Comandante en Jefe de las heroicas Fuerzas Armadas Revolucionarias en el mencionado compañero, General de Ejército Raúl Castro Ruz.

3) Delego con carácter provisional mis funciones como Presidente del Consejo de Estado y del Gobierno de la República de Cuba en el Primer Vicepresidente, compañero Raúl Castro Ruz.

4) Delego con carácter provisional mis funciones como impulsor principal del Programa Nacional e Internacional de Salud Pública en el Miembro del Buró Político y Ministro de Salud Pública, compañero José Ramón Balaguer Cabrera.

5) Delego con carácter provisional mis funciones como impulsor principal del Programa Nacional e Internacional de Educación en los compañeros José Ramón Machado Ventura y Esteban Lazo Hernández, Miembros del Buró Político.

6) Delego con carácter provisional mis funciones como impulsor principal del Programa Nacional de la Revolución Energética en Cuba y de colaboración con otros países en este ámbito en el compañero Carlos Lage Dávila, Miembro del Buró Político y Secretario del Comité Ejecutivo del Consejo de Ministros.

Los fondos correspondientes para estos tres programas, Salud, Educación y Energético, deberán seguir siendo gestionados y priorizados, como he venido haciéndolo personalmente, por los compañeros Carlos Lage Dávila, Secretario del Comité Ejecutivo del Consejo de Ministros, Francisco Soberón Valdés, Ministro Presidente del Banco Central de Cuba, y Felipe Pérez Roque, Ministro de Relaciones Exteriores, quienes me acompañaron en estas gestiones y deberán constituir una comisión para ese objetivo.

Nuestro glorioso Partido Comunista, apoyado por las organizaciones de masas y todo el pueblo, tiene la misión de asumir la tarea encomendada en esta Proclama.

La reunión Cumbre del Movimiento de Países No Alineados, a realizarse entre los días 11 y 16 de septiembre, deberá recibir la mayor atención del Estado y la Nación cubana para celebrarse con el máximo de brillantez en la fecha acordada.

El 80 aniversario de mi cumpleaños, que tan generosamente miles de personalidades acordaron celebrar el próximo 13 de agosto, les ruego a todos posponerlo para el 2 de diciembre del presente año, 50 aniversario del Desembarco del Granma.

Pido al Comité Central del Partido y a la Asamblea Nacional del Poder Popular el apoyo más firme a esta Proclama.

No albergo la menor duda de que nuestro pueblo y nuestra Revolución lucharán hasta la última gota de sangre para defender estas y otras ideas y medidas que sean necesarias para salvaguardar este proceso histórico.

El imperialismo jamás podrá aplastar a Cuba.

La Batalla de Ideas seguirá adelante.

¡Viva la Patria!
¡Viva la Revolución!
¡Viva el Socialismo!
¡Hasta la Victoria Siempre!

Fidel Castro Ruz

Comandante en Jefe
Primer Secretario del Partido y
Presidente de los Consejos de Estado y de
Ministros de la República de Cuba.

Julio 31 del 2006
6 y 22 p.m.

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