La critica e la trasformazione delle cose

Reading Time: 2 minutes
Immagine tratta da consiglioaperto.blogspot.it

A forza di frequentare Facebook, forum, commentare blog, giornali, singole notizie, intervenire di qua e di là ANCHE sui temi più  stupidi – quindi SOPRATTUTTO sui temi più stupidi, ce li propongono apposta – stiamo finendo per trasformare le cose.

Improvvisamente, forse perché dotati del falso delirio di onnipotenza che la rete ci regala con la pia illusione dell’anonimato, abbiamo abbassato la soglia della sensibilità, per cui scambiamo facilmente una puntualizzazione con una polemica, una rettifica con una minaccia di adire alle vie legali, una critica con una diffamazione e la satira come un delitto di lesa maestà.

La sciatteria dei media è dilagante, e noi ci cadiamo dentro con tutte le scarpe. E’ una tentazione meravigliosa a cui non bisogna wildianamente resistere.
Bene che ti vada ti ritrovi copiato, interpolato, frainteso (come il noto Maestro Italiano del fraintendimento ci ha pazientemente insegnato), quando non ridicolizzato, comunque sempre deformato nel tuo pensiero e nelle tue intenzioni originali.
E’ per questo motivo che spesso si deve precisare, rettificare, cricare, dichiarare il proprio disaccorso, ironizzare.
In un clima di dibattito che, soprattutto su Facebook e sui giornali on line, dovrebbe essere la quotidianità. Voglio dire, la gente che scrive su questi cosi dovrebbe essere abbastanza avvezza a essere contestata, corretta, ribattuta.
Continua a leggere