Kim Jong-Il: morte di un dittatore

La retorica della Corea del Nord, messa in piedi in anni di propaganda e ideologismo costruito giorno per giorno, ha contaminato l’informazione occidentale al momento il cui il "caro Leader" Kim Jong-Il è stato còlto da infarto, dopo una vita fatta di culto della personalità, privazioni dei mezzi primari di sostentamento del suo popolo, realizzazione di ordigni atomici, cognacchini e film porno proiettati in privato.

Qualcuno dice, sia pure virgolettando, che è morto il "caro Leader", qualcun altro accenna all’erede di Kim Il Sung (perché è normale passare sopra al passaggio filiale dei poteri plenipotenziari del paese più povero e più chiuso del mondo), giornali e televisione insistono sul video ufficiale dell’emittente ufficiale  nordcoreana in cui l’annunciatrice del telegiornale delle 12 locali si mostra in preda a una incontenibile commozione non riuscendo a trattenere le lacrime (e ci credo, perché se le avesse trattenute dopo cinque minuti chissà che fine avrebbe fatto…), sui dodici giorni di lutto proclamati, qualcuno si mette a riportare le dichiarazioni della Chiesa sudcoreana.
Per poco qualcuno ha mancato la propaganda di Pyongyang secondo la quale Kim Jong-Il avrebbe scritto oltre 1500 libri e che avrebbe cominciato a parlare all’età di due mesi. Desolante "Il Fatto Quotidiano" che conclude uno dei suoi articoli sul tema dicendo che "Rimane l’incognita del figlio Kim Jong-un, già designato come leader della Corea, ma forse la nazione può cominciare a guardare avanti con più fiducia rispetto al passato."

Ma come no, e i regali sotto l’albero li mette Babbo Natale.

Ma non c’è nessuno che osi dire e stampare che quest’omino qui era, soprattutto, un dittatore? (No, perché l’ovvio non lo scrive più nessuno…)

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Io? Sangean ATS 909!

Alla fine la passione per la radio ha prevalso e me lo sono comprato.

Il mio Grundig Satellit 500 sta per tirare le cuoia dopo appena 19 anni di onoratissimo servizio (l’ho comprato di terza mano quando cercavo l’oro nel Klondike), per cui ho deciso di sostituirlo con un Sangean ATS 909. Mi fa un po’ senso cambiare la robusta tecnologia tedesca con un "Made in Asia" qualsiasi, ma chi me ne ha parlato ne è entusiasta.

195 eurini (o sterline abruzzesi, ora non rammento) e ti levi il pensiero.

Tanto vale sempre la pena di godersi la vita.
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Un cesso di casa

L’hanno costruita in Corea (quella del sud, naturalmente), nei pressi della capitale Seoul.
E’ una casa. Sembra anche che sia una delle case in assoluto più lussuose che mente umana abbia potuto concepire.
Ed è a forma di tazza del cesso.
Ora, chi sia così disgraziatamente imbecille o imbecillemente disgraziato di andare a vivere in una casa così dovrebbe essere relativamente importante.
Però l’hanno costruita e c’è di che mettersi a pensare
Che la gente possa aver voglia di andare a vivere in una tazza del water ha del fantastico. E anche un po’ del lugubre.
In fondo, però, una casa così potrebbe essere la metafora di una vita intera: si nuota in un mare di liquame per tutta la vita. Finché qualcuno tira la catena.
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