Tunecore.com e il contratto coi manager di Ludwig van Beethoven

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Da un po’ di tempo, come sapete, mi occupo di editoria digitale. Sono passato dagli e-book di Amazon agli audiolibri di Audible (sempre Amazon!) e da un paio di giorni mi è venuto il pallino di pubblicare musica classica DI PUBBLICO DOMINIO (sia chiaro! Libera da copyright, tanto negli Stati Uniti come in Italia). Per rimpinguare un po’ le già misere tasche mie e dei miei siti (o sitarelli). Amazon Music non permette la pubblicazione diretta di brani musicali (come succede, per esempio, con gli e-book), ma bisogna rivolgersi a una sorta di editore esterno che faccia da intermediario. Esattamente come succede per gli audiolibri di Audible. Ne ho provati due o tre, tutti stranieri, e ho deciso di scegliere Tunecore.com. Mal me ne incolse.

Ho proposto loro di pubblicare una registrazione del 1945 (quindi, lo ripeto fino alla nausea, di pubblico dominio) della Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

Mi hanno risposto “dobbiamo essere sicuri che tu detenga il 100% dei diritti di distribuzione di questo contenuto.” Ma certo che li detengo, è di dominio pubblico! Chiunque li detiene e può pubblicare quel contenuto dove meglio crede, gratuitamente o a pagamento. E io lo faccio a pagamento, se a Lorsignori non dispiace. Di più, mi preannunciano che potrebbero addebitarmi 300 dollari per spese legali, traendoli dalla mia carta di credito (di cui, fortunatamente, non ho fornito loro gli estremi, e nel frattempo ho revocato tutti i pgamenti automatici a loro favore da PayPal, fossi scemo!) cioè per sottoporre ai loro avvocati una questione che appare chiara, limpida, cristallina

Ho risposto a mia volta facendo valere le mie ragioni. Ne ho ricavato una replica sibillina firmata da un certo Jim, che mi chiede: “potresti inviare un contratto firmato col manager dell’artista che mostri che avete accettato di includere l’artista”Ludwig van Beethoven”nella tua musica”

Ludwig van Beethoven è morto nel 1827!! Le sue opere sono (lo ripeto di nuovo) in pubblico dominio, non ha più nessun manager, visto che qualunque soggetto giuridico (una persona fisica, un editore, una casa discografica) può ripubblicarne l’opera. Un “manager” per Beethoven. Ma stiamo scherzando?? Temo che il braccio di ferro che sto tenendo con Tunecore.com si risolverà, comunque, a mio sfavore. Ma è una battaglia che vale la pena di essere combattuta fino in fondo. Vi terrò aggiornati, e comunque vada sarà un successone.

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 13.00: Ricevo questa risposta da Tunecore.com:

Ciao Valerio,

grazie per averci scritto. Purtroppo abbiamo deciso di non rilasciare i contenuti e di proteggere le nostre politiche di revisione e le nostre pratiche di revisione, non comunichiamo i motivi per cui le pubblicazioni vengono bloccate.

Ho contrassegnato la tua pubblicazione per la rimozione e sto accreditando i fondi sul tuo metodo di pagamento originale. I rimborsi possono richiedere 3-5 giorni lavorativi per essere visualizzati sul tuo account PayPal.

Come volevasi e dovevasi dimostrare.

RAI: la svolta nel (nuovo) contratto di servizio

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“Offrire all’utenza la possibilità di scaricare, modificare e ridistribuire via internet i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla RAI mediante proventi dei canoni di abbonamento”. Queste sono alcune delle più importanti novità emerse venerdì in Commissione di Vigilanza sulla RAI, novità che re-introducono diritti per gli utenti televisivi che sembravano destinati all’oblìo.

Come segnala sul suo blog Mauro Vergari di Adiconsum molte sono le novità significative introdotte dalla Commissione. Al comma 3 dell’articolo 6 del Contratto, si legge:

rendere disponibili, nel rispetto dei diritti dei terzi, i contenuti radiotelevisivi trasmessi nell’ambito dell’offerta televisiva e radiofonica di cui agli articoli 4, comma 1, e 5 direttamente dal portale RAI.IT agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica.

Si tratta di un’affermazione fondamentale, come sottolinea Stefano Quintarelli sul suo blog, in quanto significa garantire la neutralità tecnologica: connettersi direttamente al portale RAI per accedere ai suoi contenuti significa implicitamente riconoscere il diritto di tutti gli utenti in regola col canone di fruire di quei materiali alle medesime condizioni.

Lo spiega nella sua relazione il parlamentare della Rosa nel Pugno Marco Beltrandi, relatore della Commissione per il Parere sullo schema di Contratto di Servizio: “