La Luxuria di vivere adesso questo tempo sbandato

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Al Liceo Classico Muratori di Modena è già la terza volta che salta un incontro sui temi della transessualità con Vladimir Luxuria.

Premetto che Vladimir Luxuria non mi è esattamente simpatico. Lo trovo eccessivo in certe sue manifestazioni, ma questo è un mio punto di vista personale. Come è personale la mia decisione di chiamarlo al maschile, perché uomo è e non vedo perché sposare a tutti i costi la retorica di chi vuol fare il ganzino o la pottina incipriata declinandolo al femminile e mostrando, absit iniuria verbis, quella faciloneria amicale di facciata che vuole a tutti i costi il “chiunque” (così nominato dalle nostre leggi) a portata di pacca di spalla.

Ma ciò premesso il punto è un altro. L’incontro con il succitato Luxuria è saltato perché una cinquantina di genitori di alunni (quanti di loro minorenni?) hanno contestato l’assenza di un rappresentante della chiesa cattolica per il necessario “contraddittorio”, temendo che “un tema così delicato potesse influenzare profondamente i ragazzi”, se trattato in maniera “parziale e ideologica”.

Il “contraddittorio” è una delle tante balle che abbiamo inventato per perdere tempo o per prenderne.

Se i ragazzi del Muratori di Modena avessero organizzato un’Assemblea di Istituto sul tema “Scienza e fede, due posizioni a confronto” era comprensibile. Si chiama lo scienziato, il prete, un moderatore, li si fa azzuffare sul parquet della palestra e si fa il tifo per l’uno o per l’altro.
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