“Perché guariremo”: citazioni (in)citabili dal libro di Roberto Speranza ritirato dal commercio

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“Si fa largo l’idea che stiamo esagerando, che al costo economico e sociale che le zone rosse stanno già pagando si aggiunga un importante danno di immagine sul piano internazionale”

“Mi turba persino veder passare le automobili per strada”

“Il potere di questo maledetto virus ha i mesi contati”

“Sono nervoso al pensiero di qualsiasi aggregazione di più di due persone, mi turba persino veder passare le automobili per strada”

“Ho deciso di scrivere nelle ore più drammatiche della tempesta, nelle lunghe notti in cui il sonno mi sfuggiva perché ero tormentato dalla preoccupazione”

“Mi colpisce un pensiero, non posso lasciare solo Arcuri”

“Guai se un’emergenza sanitaria diventasse la scusa per una torsione antidemocratica”

“Credo che dopo tanti anni controvento per la sinistra ci sia una nuova possibilità di ricostruire un’egemonia culturale”

“Le persone lo hanno capito, e questa consapevolezza ha dissodato per la sinistra un terreno molto fertile”

“Nazionalismo e liberismo dopo decenni di successo barcollano, vanno in crisi, perdono egemonia nella società”

“Durante la crisi le persone hanno capito che c’è bisogno di qualcuno che protegga e difenda la loro vita, la loro sicurezza personale.”

“Sono convinto che abbiamo un’opportunità unica per radicare una nuova idea della sinistra, basata su un impegno di cui tutti riconoscono la necessità: difendere e rilanciare i beni pubblici fondamentali, a partire dalla tutela della salute, dal valore dell’Istruzione e dalla difesa dell’ambiente”

“C’è bisogno di una tutela sovraordinata dei diritti fondamentali che solo le istituzioni pubbliche possono garantire”

da “Perché guariremo”, di Roberto Speranza, libro ritirato dal commercio.
Con la collaborazione (preziosa) di Vivi Maria Grazia Codemo.

Berlusconi sul caso Feltri-Avvenire: “Io sono un liberale autentico”

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«Certo che mi dispiace l’assalto del Giornale al direttore di Avvenire. Ma io, posso giurarlo, non ne sapevo niente di niente. E comunque sono un liberale autentico, mai che mi sia intromesso nelle scelte editoriali dei direttori Mediaset per dare la linea o suggerire servizi, figurarsi se l’avrei fatto con Feltri su una cosa del genere. Mi offende la sola idea che qualcuno possa pensarlo…»

Silvio Berlusconi, La Stampa, 30 agosto 2009

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Craxi nel Pantheon del Partito Democratico

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"Penso che Bettino Craxi faccia parte anche lui del Pàntheon del Partito Democratico, come De Martino, Lombardi, Pertini o Nenni."

(Piero Fassino, Repubblica TV, 10 aprile 2007)

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Formigoni e l’intelligenza del Premier

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“Ai partiti alleati dico semplicemente di farsi i fatti loro… Sono certo che Berlusconi mi candiderà perché non ho dubbi sull’intelligenza del Premier”.

(Roberto Formigoni, Il Giornale, 2 marzo 2006)

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Le parrocchie di Regalpetra

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L’incommensurabile lettore Baneschi Raniero, – qui rappresentato in una sua recente istantanea – che in vacanza a Lisbona assieme alla sua Druda (che lo sopporta pazientemente e lo randella giustamente con mazzuolate bene assestate su quella testaccia dura), durante il riposo dal lavoro (lavoro? Ma di che) trova il tempo, beato lui, per leggere Sciascia, e mi invia questo estratto che mi prega di pubblicare, cosa che fo’ di buon grado, non prima di aver rifiutato la pubblicazione della seconda citazione (non di Sciascia) inviata dal Baneschi, che ho già pubblicato tempo fa e di cui lui non si è minimamente accorto, particolare, questo, che mi fa guardare con particolare sussiego e distacco alla sua presunta attenzione alle sorti del blog.

Don Ferdinando Trupia salta su dal divano – ho settant’anni, ma una bella donna la sento da qui alla chiesa del Carmine; voi voglio vedere quando avrete la mia età. I giovani protestano – ma noi in generale parliamo, sappiamo quello che lei è ancora capace di fare. Sì – dice don Ferdinando – son capace di fare cose da pazzi, con una donna.
L’altro giorno a Palermo, sapete che mi disse una donna? Tu meglio di un giovane di vent’anni sei, mi disse, non è una cosa normale, dovresti andare da Coppola (Coppola è il primario della clinica psichiatrica universitaria). Da Coppola, capite? Pare anche a me che non è una cosa normale, proprio voglio andarci, i nervi sono.

(Leonardo Sciascia, Le parrocchie di Regalpetra)

Altero Matteoli e la pesca abusiva

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"I bracconieri sono simpaticissimi… Sono stato l’altro giorno in Corsica con degli amici in barca. Mi sono divertito da morire. Abbiamo buttato i paranchi la sera e la mattina alle cinque li abbiamo tirati su. Oh! Cinquanta saraghi… credo abusivamente. Credo." ("Corriere della Sera", 20 agosto 1994)

Storace e il caso Contrada

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"Il caso Contrada è l’ennesima vergogna italiana: un uomo di 76 anni, che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato, sta morendo in carcere (…) per reati che ha sempre negato di aver commesso."

(22 dicembre 2007)

Maurizio Gasparri e il saluto romano

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"Il saluto romano l’ho fatto una volta, al cimitero del Verano, 15 anni fa, il 28 ottobre, per la commemorazione dei morti della marcia su Roma. Dal punto di vista igienico è meglio della stretta di mano. Mi tocca stringere centinaia di mani, sudate, calde, sporche. E al Sud, addirittura il bacio. Il saluto romano è più pulito, dovrebbero imporlo le ASL per evitare contagi."

(intervista a Claudio Sabelli Fioretti, "Sette, 10 maggio 2002)

Niccolò Ghidini e la veste di deputato e avvocato

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Non è casuale che l’avvocato che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere. (citato in Paolo Berizzi, Da Ghedini esposto-bis per Villa Certosa "Sequestrare le altre cinquemila foto", la Repubblica, 13 giugno 2009)

Antonino Ingroia: siamo all’anno zero della legalità

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“Siamo ben oltre le leggi ad personam e l’assedio alla libertà d’informazione. Siamo all’anno zero della legalità, al deserto dei diritti. E’ in atto un tale meccanismo di assuefazione che neanche ce ne accorgiamo… il diritto all’informazione non è dei giornalisti ma dei cittadini.”

Antonino Ingroia, PM antimafia di Palermo

Roberto Calderoli e il contratto di Biagi e Santoro

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"Biagi e Santoro fanno le verginelle candide e rispondono a Berlusconi parlando di intimidazione del potere. Ma i veri potenti sono stati proprio loro per anni, dando vita a trasmissioni faziose, schierate dalla parte della sinistra contro la Lega e il Polo, senza dare diritto di replica e addirittura preparando trappoloni incresciosi, come avvenne nella puntata dedicata a Marcello dell’Utri. Biagi sottolinea che dovrà essere il Cda a licenziarlo e non il premier. Per fortuna il contratto di Biagi è in scadenza e sarà sufficiente ai vertici non rinnovarglielo." (Roberto Calderoli, Ansa, 19 aprile 2002)