La Luxuria di vivere adesso questo tempo sbandato

Al Liceo Classico Muratori di Modena è già la terza volta che salta un incontro sui temi della transessualità con Vladimir Luxuria.

Premetto che Vladimir Luxuria non mi è esattamente simpatico. Lo trovo eccessivo in certe sue manifestazioni, ma questo è un mio punto di vista personale. Come è personale la mia decisione di chiamarlo al maschile, perché uomo è e non vedo perché sposare a tutti i costi la retorica di chi vuol fare il ganzino o la pottina incipriata declinandolo al femminile e mostrando, absit iniuria verbis, quella faciloneria amicale di facciata che vuole a tutti i costi il “chiunque” (così nominato dalle nostre leggi) a portata di pacca di spalla.

Ma ciò premesso il punto è un altro. L’incontro con il succitato Luxuria è saltato perché una cinquantina di genitori di alunni (quanti di loro minorenni?) hanno contestato l’assenza di un rappresentante della chiesa cattolica per il necessario “contraddittorio”, temendo che “un tema così delicato potesse influenzare profondamente i ragazzi”, se trattato in maniera “parziale e ideologica”.

Il “contraddittorio” è una delle tante balle che abbiamo inventato per perdere tempo o per prenderne.

Se i ragazzi del Muratori di Modena avessero organizzato un’Assemblea di Istituto sul tema “Scienza e fede, due posizioni a confronto” era comprensibile. Si chiama lo scienziato, il prete, un moderatore, li si fa azzuffare sul parquet della palestra e si fa il tifo per l’uno o per l’altro.

Ma qui c’era solo il desiderio dei ragazzi di confrontarsi con l’esperienza di vita di una persona. Punto. Nient’altro. Che minchia di contraddittorio vogliono costoro? Cosa vogliono contraddire, la vita di una persona? Il come questa persona si sente, agisce, parla, si muove, pensa? Da quando in qua l’intima essenza di una persona deve essere oggetto di contraddittorio?

Si parla di una trattazione “parziale e ideologica”. Ma certo che lo è, e non potrebbe essere diversamente. Luxuria ha una visione parziale (la sua) e ideologica (quella delle sue idee). Succede così molto spesso, nella scuola, anzi, più volte ogni giorno. Ogni volta che un insegnante comincia a spiegare un argomento. Se un professore di storia formazione comunista spiega la Riforma Protestante mica ha il cattolico che fa il contraddittorio e la spiega a modo suo (che poi, casomai, nel caso della Riforma Protestante dovrebbe avere il Valdese, come minimo). Quando il professore di Religione tratta tematiche delicate mica ha in classe l’ateo di rimbalzo che gli spiega la sua visione del mondo! anzi, probabilmente ci sono anche dei genitori che trovano questo perfettamente normale.

La preoccupazione maggiore la desta il fatto che se si muovono 50 famiglie sul totale degli alunni di un Liceo Classico l’attività didattica si blocca. La scuola in mano ai genitori è quanto di più deleterio e antidemocratico si possa concepire, fuori dall’idea di uno stato di diritto e da quella della libertà di insegnamento.

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Bergoglio: “Chi sono io per giudicarlo?”

Non si fa altro che parlare dell’effetto rivoluzionario che le parole del Papa sugli omosessuali, pronunciate durante il suo viaggio di ritorno dal Brasile avrebbero prodotto nell’opinione pubblica.

«Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?»

Dove sarebbe la rivoluzionarietà di questa frase? Quale apertura porta? La verità è che non c’è novità e che il Papa non ha detto assolutamente niente di particolarmente interessante da poter giustificare una svolta della visione dell’approccio cattolico verso gli omosessuali.

In primo luogo perché a chiunque abbia una coscienza il pre-giudizio, ovvero il giudizio preventivo, formato a monte, nei confronti dei gay come persone fa orrore.
Secondariamente perché lo stesso catechismo della chiesa cattolica prevedeva una particolare attenzione e accoglienza verso le persone omosessuali. Almeno sulla carta.

E se, poi, l’omosessuale, Dio non lo cerca perché, si veda il caso, è ateo? Dobbiamo giudicarlo? Siamo autorizzati a dare un giudizio su di lui?

Quello del giudizio, nella chiesa cattolica è un tema estremamente sensibile, addirittura portato all’esasperazione.

Ma quale sarebbe l’atteggiamento del Papa nei confronti delle legittime richieste delle persone omosessuali che vorrebbero contrarre matrimonio (immagino che un omosessuale che cerca Dio poi ambirebbe al matrimonio, e con una persona dello stesso sesso, altrimenti non avrebbe senso) e adottare dei bambini. E’ lì che la frase di Bergoglio perde completamente la sua efficacia empatica e non entra nel merito delle cose.

Qual è la risposta della chiesa cattolica a queste sacrosante istanze? Solo che la persona omosessuale deve essere rispettata? Ma questo lo sapevamo tutti.

Però se n’è parlato per due giorni, decentrando l’attenzione dai grandi argormenti di discussione per il nostro paese.

Il giudizio di distrazione di massa!

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Non vuole più fare parte della Chiesa Cattolica, ma la parrocchia non adempie nei tempi stabiliti. Interviene il Garante della Privacy

[doc. web n.1870535]

Provvedimento del 17 novembre 2011

Registro dei provvedimenti
n. 427 del 17 novembre 2011

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTO il ricorso, pervenuto al Garante il 28 giugno 2011, con il quale XY (rappresentato e difeso dall’avv. Adriana Cimmino), nel lamentare il mancato riscontro all’istanza previamente formulata ai sensi dell’art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. n. 196/2003), ha ribadito la richiesta, indirizzata alla Parrocchia di San Giovanni Battista di Gravina di Puglia (BA), volta a far annotare sul registro dei battesimi la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica, chiedendo altresì di porre a carico della resistente le spese sostenute per il procedimento;

VISTI gli ulteriori atti d’ufficio e, in particolare, la nota del 1° luglio 2011 con la quale questa Autorità, ai sensi dell’art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato la resistente a fornire riscontro alle richieste dell’interessato, nonché la successiva nota del 4 ottobre 2011 con la quale è stata comunicata alle parti la proroga del termine per la decisione del ricorso;

VISTE le note datate 2 agosto 2011 e 22 settembre 2011 con cui il ricorrente ha ribadito le proprie richieste, comunicando di aver ricevuto solo una missiva datata 25 luglio 2011 con la quale la Curia Diocesana di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti “si dichiarava disponibile a eseguire la predetta annotazione (…)”;

RILEVATO tuttavia che nessun riscontro risulta pervenuto al Garante dalla Parrocchia resistente nè dalla relativa Curia diocesana in ordine alle richieste dell’interessato;

RITENUTO pertanto di dover accogliere il ricorso e di ordinare, ai sensi dell’art. 150, comma 2, del Codice, alla Parrocchia di San Giovanni Battista di Gravina di Puglia (BA), di provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento del presente provvedimento, ad annotare sul registro dei battesimi la volontà del ricorrente di non appartenere più alla Chiesa cattolica, e di dare conferma dell’avvenuto adempimento a questa Autorità entro il medesimo termine;

VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dell’ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l’ammontare delle spese e dei diritti inerenti all’odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro 150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico della Parrocchia resistente nella misura di euro 300, previa compensazione della residua parte per giusti motivi;

VISTA la documentazione in atti;

VISTI gli artt. 145 e ss. del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196);

VISTE le osservazioni dell’Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Fortunato;

TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE:

a) accoglie il ricorso e ordina, ai sensi dell’art. 150, comma 2, del Codice, alla Parrocchia di San Giovanni Battista di Gravina di Puglia (BA), di provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento del presente provvedimento, ad annotare sul registro dei battesimi la volontà del ricorrente di non appartenere più alla Chiesa cattolica, dando conferma a questa Autorità, entro il medesimo termine, di tale adempimento;

b) determina nella misura di euro 500 l’ammontare delle spese e dei diritti del procedimento posti nella misura di euro 300 a carico della parrocchia resistente, che dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Avverso il presente provvedimento, ai sensi dell’art. 152 del Codice, può essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinario del luogo dove ha sede il titolare del trattamento entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento stesso.

Roma, 17 novembre 2011

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Fortunato

IL SEGRETARIO GENERALE
De Paoli

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La nuova cripta di Padre Pio griffata Arnaldo Pomodoro by “Chiesa Cattolica”

Gioia, letizia, tripudio, gaudium magnum.

Finalmente i resti di Padre Pio da Pietralcina (Santo quasi subito) saranno traslati nella nuova cripta a lui dedicata e progettata da Arnaldo Pomodoro, tutta sfavillante d’oro, e costata ben 35 milioni di euro, mica pizza e fichi.

Eh, ma si sa, con l’allestimento appositamente voluto per lui dall’organizzazioneChiesa Cattolica” ci voleva una scenografia all’altezza e non si bada a spese, tanto quello che viene speso rientra in breve tempo sotto forme di oboli, donazioni, commercio di statuine, candele, oggetti votivi, perche’ c’e’ anche un indotto intorno a Padre Pio, e la Chiesa non è mica la Fiat, lei lo sa…
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Volti di silicone e facce di bronzo

Alla fine la parte più biecamente necrofila del culto ha trionfato.

Lo hanno tirato su, lo hanno siliconato perbenino, lo hanno infilato in una teca e lo hanno esposto, anzi "ostentato", come si dice in cattolichese.

In ottocentomila hanno prenotato per andarlo a vedere, gli albergatori fanno affari d’oro, i venditori di cazzatelle religiose (rosari di plastica, statuine di gesso da mettere in giardino vicino all’innaffiatoio, immaginette, santini stropicciati) si fregano le mani, la Chiesa Cattolica S.p.a. guarda compiaciuta il tutto, e San Pio da Pietralcina continua a fare miracoli. Economici.

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