La sfortuna di vivere adesso questo tempo sbandato

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Dire che “Ha vinto la democrazia”, durante i cortei e le proteste di insegnanti e studenti a Roma è un po’ come tirare un sospiro di sollievo, dare un contentino ai manifestanti e rallegrarsi che non sia successo nulla di grave.

Forse ha vinto un po’ anche la scuola italiana, ma questo non lo dice nessuno.

Però questa mattina i quotidiani on line titolavano in modo più che allarmistico: “Roma blindata, Inviolabili Camera e Senato, Paura a Roma, Allarme cortei”.

Avevano paura degli studenti e degli insegnanti. Avevano paura dell’istruzione, della cultura, della voglia di apprendere e di dare sapere.

Categorie sociali al margine, trattate alla stregua di potenziali black-bloc, pronti ad impossessarsi dei luoghi sacri della democrazia, in cui si stanno discutendo normative essenziali per il nostro paese, come la salva-Sallusti, o la infratta-Porcellum.

Chissà cosa avrebbero potuto fare questi insegnanti e questi studenti, magari mettere a ferro e a fuoco la città, loro che sono arrivati “già menati”.

E invece neanche una macchina divelta, una vetrina rotta, un motorino dato alle fiamme, un cassonetto centrato da una Molotov. Macché, niente di niente.

Certo che è proprio strana questa gente.

Il Garante della Privacy: INCA-CGIL deve rifondere 300 euro di spese

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Resterebbe solo da sapere chi sia il signor XY…

da: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1842944


Provvedimento del 21 luglio 2011

Registro dei provvedimenti
n. 315 del 21 luglio 2011

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTA l’istanza ex art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) inviata ad INCA-CGIL, con la quale XY, (il quale in data 3 febbraio 2011 era rimasto vittima di un infortunio "in itinere"), dopo aver ricevuto il 16 febbraio 2011 una comunicazione postale non sollecitata (contenente l’invito all’interessato a recarsi presso gli uffici del Patronato INCA-CGIL per comunicazioni inerenti il proprio infortunio), ha chiesto di avere conferma dell’esistenza dei dati personali, anche sensibili, che lo riguardano presso gli archivi della resistente, di averne comunicazione in forma intelligibile, di conoscere l’origine delle informazioni, le finalità, le modalità e la logica su cui si basa il loro trattamento, nonché i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati; rilevato che, con la medesima istanza, l’interessato si è opposto all’ulteriore utilizzo dei dati che lo riguardano, sollecitandone a tal fine la cancellazione;

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Tremonti: e’ meglio avere il posto fisso

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[screenshot da: corriere.it]

Il Ministro delle Finanze Tremonti ci ha regalato, negli ultimi giorni, un sillogismo aristotelico, una espressione del pensiero kantiano da far restare a bocca aperta i più accreditati filosofi.

Dice che secondo lui è molto meglio avere un posto fisso per tutta la vita e pianificare la propria esitenza e quella della propria famiglia attorno a un posto che dia sicurezza nella vita, piuttosto che avere un lavoro precario ed essere costretti a una mobilità che preclude qualsiasi slancio vitale e che costringe il lavoratore ad avere altalenanti entrate economiche.

Non ci aveva mai pensato nessuno, in effetti.
E tutti ad applaudirlo, bravo, bravo, diccene un’altra.

Mia nonna quel pensiero lì ce l’aveva già fin da quando io ero piccolo, e aveva solo 80 anni quando mi diceeva "Dài retta a me, tròvati un bel lavorino, piglia il tu’ stipendio e vai in tasca a tutti!"
Grazie nonna!

Alitalia: Berlusconi ed Epifani salvano la compagnia di bandiera. Rossa.

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E così la CGIL si è calata le braghe davanti al Governo di Berlusconi e ha accettato 3250 esuberi senza battere minimamente ciglio.

Adesso c’è solo da vedere chi, tra Epifani e Berlusconi, falsi burattinai di un vero gioco politico al massacro, si prenderà il merito di avere salvato l’azienda e di avere avuto la responsabilità di mandare a casa la gente che lavora.

La cordata di Berlusconi non era certo quella dei suoi figli, come ha voluto darci ad intendere fin dal primo momento, e la soluzione dei sindacati della Triplice è stata, come sempre, quella del male minore, quella di farsi infinocchiare ma con un occhio di riguardo, così chi guarda, anche se ci vede, non lo saprà mai.

E qualcuno avrà ancora il coraggio di chiamarla "compagnia di bandiera".

Beppe Grillo – Brigate CGIL

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brigate_rosse.jpg

I sindacalisti sono istituzionali, qualche volta conservatori, spesso riformatori. Osservatori del mondo del lavoro. Amano lo Stato, diventano presidenti della Camera, del Senato. Perfino ministri e sindaci. Dopo l’Arma dei Carabinieri ci sono loro. E allora perchè nessuno si è chiesto perchè dei sindacalisti sono diventati brigatisti rossi?
Forse perchè
1200 persone muoiono sul lavoro ogni anno? Morti con stile. Meglio che nei racconti di Hannibal Lecter. Negli ultimi giorni un operaio è morto in una vasca di trielina e un altro è stato incenerito da una fiammata.
Forse perchè molti sono assunti solo dopo morti per regolarizzarli?
Forse in questi sindacalistibrigatisti si è insinuato il dubbio che in Italia esista lo schiavismo? E che i diritti conquistati nel dopoguerra siano stati annullati dalla legge Biagi?
Chissà.
I sindacalisti sanno che un banchiere condannato per bancarotta in Italia non rischia niente. Che in Parlamento stanno comodamente seduti
venticinque condannati in via definitiva. E che se ad essere condannato fosse un operaio nessuno gli darebbe più un lavoro. Hanno arrestato quattro persone perchè distribuivano volantini a sostegno delle Brigate Rosse. Dopo due giorni le hanno rilasciate. Nulla da obiettare. Ma se ci fosse la stessa severità nei confronti del vertice Telecom, dei manager di Stato che hanno trasformato le aziende in scolapasta e delle amministrazioni corrotte quanti ne dovrebbero arrestare?
Farsi qualche domanda può aiutare a capire perchè nella CGIL si annidassero dei pericolosi brigatisti. O più semplicemente delle persone che, sbagliando, non vedevano altre vie.
Capirne 20 per evitarne 100.000.

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