E’ uscito “Qualunquemente” di Antonio “Cetto” Albanese. E non mi pare sia poi tutto ‘sto gran che.



Il film “Qualunquemente” di Antonio Albanese, diciamocela tutta, non mi pare un gran che.

Lo hanno presentato come un film divertente, magari comico, ma l’ho trovato un grandissimo sfracassamento ‘e cogghiuna.

Non mi fa ridere, e questo è tutto. Non solo per la coincidenza temporale che ha visto uscire la pellicola, parodia del modello del puttaniere di stato portata all’esasperazione (un po’ eccessivo il Kitsch di certi colori e ambientazioni), per cui il riferimento alla tristezza della situazione di governo è fin troppo scontato, ma anche per il fatto che Albanese/La Qualunque è strepitoso nei dieci minuti di gag sul Partito d’u pilu, ma le battute a raffica si diluiscono troppo quando il personaggio deve reggere un’ora e quaranta di film.

“Qualunquemente” è triste come tutti i film di questo genere, quando i personaggi e le macchiette incontrano il grande schermo si appiattiscono e diventano vittime di loro stessi.

Qualche battuta divertente c’è, per forza, ma il personaggio è comunque triste e deprimente come un militare di leva a Bressanone, i ritmi da incalzanti e pirotecnici si fanno lenti e sonnolenti, Sergio Rubini fa un cammeo poco convincente e io ho speso 5,50 euro per nulla. ‘N ‘tu culu!

Da evitare al cinema, Cetto è da guardare, riguardare, riguardare ancora e studiare a memoria in TV.
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L’ultima puntata di “Vieni via con me”

Hanno ragione Cetto La Qualunque e Beppe Grillo.

Cetto la Qualunque ha ragione quando dice che una evento televisivo-culturale è bellissimo alla prima puntata, interessante alla seconda, sopportabile e passabile alla terza, ma alla quarta puntata ti fa spaccare i cogghiùna.

Beppe Grillo ha ragione da vendere quando dice che il format della trasmissione "Vieni via con me" con Fazio e Savio è di proprietà di Endemol, che Endemol è di proprietà di Mediaset e che il banco vince sempre, e l’illusione di avere una TV alternativa a quella di regime è, appunto, un’illusione, perché "Vieni via con me" è una trasmissione di regime, in cui il tornaconto è sempre e comunque quello del Presidente del Consiglio.

Come ogni copia di "Gomorra" venduta, del resto. Almeno finché Saviano continuerà a pubblicare per la Mondadori.

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