I commenti intolleranti a “Fahrenheit” di RadioTre

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Questo post doveva essere più rapido e fulmineo nell’essere pubblicato. Poi ho visto che sabato mattina dell’argomento aveva parlato anche Massimo Gramellini sul suo Caffè del Corriere, e allora ho deciso di prendermela comoda. Allora. A “Fahrenheit”, rubrica culturale pressoché quotidiana su RadioTre, trasmissioncina un po’ da radical-chic di sinistra di quelli con la puzzetta sotto il naso, con giochini, rubriche, ma soprattutto recensioni di libri, si è parlato di Primo Levi. E Primo Levi è sicuramente un gigante della letteratura del ‘900 italiano. Siccome la trasmissione è aperta ai commenti degli ascoltatori, gli ascoltatori hanno commentato con frasi tipo “Basta con gli ebrei”, “Non fate politica” e altre delizioserie simili. Solo che la conduttrice Loredana Lipperini e la redazione di “Fahrenheit” che cosa hanno deciso di fare? Di leggere in diretta i commenti degli ascoltatori, anche quelli più ostici ed ostili, per mostrare, dicono loro, una realtà tangibile e non occultare quello che è l’umore del paese reale che ascolta RadioTre (solitamente personcine garbate e disposte al dialogo). In breve, in piccolo quello che successe nell’86 con Radio Parolaccia a Radio Radicale, dove si sospesero le trasmissioni e venne dato ad ogni ascoltatore un minuto di tempo per dire quello che voleva in estrema libertà, e le cassette delle segreterie telefoniche venivano poi messe in onda senza nessun filtro dall’emittente in odore di chiusura.

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Ancora su Cesare Battisti, sui lettori pignolini del blog e sul video del ministro della giustizia Bonafede

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Ho sempre sostenuto di avere dei lettori pignolini, ma le lettrici, se Dio vuole, sono anche peggio.

Una signora, che evidentemente legge in maniera approfondita quello che scrivo, mi fa notare che negli anni 09-10, a proposito del caso Battisti e sulle problematiche della sua estradizione, non ero così duro e perentorio come oggi, ma più “possibilista” (utilizza proprio questa parola, “possibilista”) sulla eventualità di uno stato di libertà per il terrorista. Ma io non sono né per Battisti né per la Francia o il Brasile. Io sono, e sono sempre stato, per lo stato di diritto. Cesare Battisti è un terrorista omicida riconosciuto colpevole da sentenze definitive passate in giudicato. Come tale deve scontare la sua pena. Senza se e senza ma. Per fortuna o abilità è riuscito a eludere la sorveglianza italiana e a farsi dare l’asilo politico in Francia prima e in Brasile poi. Che sono paesi con una democrazia consolidata e che si fondano, a loro volta, sullo stato di diritto. E che hanno avuto le loro ragioni a negare l’estradizione di Battisti in Italia. Queste ragioni possono essere discutibili e discusse, ma sono altrettanto legittime delle richieste dello Stato italiano. Battisti è rimasto latitante per 38 anni. Non credo che in questo periodo chiunque volesse fare un bliz e arrestarlo in casa sua non abbia avuto la possibilità di farlo. Ma ci sono delle vittime, perbacco, di cui Battisti è responsabile. Ci sono delle parti lese, gente rimasta sulla sedia a rotelle o che ha perso un caro familiare. Stare dalla parte di Cesare Battisti sempre e comunque è una presa di posizione destinata a fallire. Per questo ho pubblicato l’elenco dei primi 1500 firmatari dell’appello di Carmilla on Line del 2004, perché bisogna sapere e ricordare da che parte si è schierata certa “intellighenzia” (italianizzato) e come si siano mossi certi guru di una sedicente sinistra che ormai, in quel caso, non aveva più nulla da dire a nessuno. Prendiamo Vauro, per esempio. Giorni fa ha dichiarato al Fatto Quotidiano:

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Stupide cretinerie e deficienze imbecilli

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Certo che bisogna veramente essere dei cretini patentati e aver studiato su Facebook per realizzare dei “meme” (parola orrenda che viene usata ad ogni pie’ sospinto sui social media, dove circola di tutto e di più, soprattutto per quanto riguarda l’uso di un linguaggio arbitrario che fa rabbrividire e scendere i gomiti all’altezza dei coglioni) di questo genere. Quindi, qui i casi sono due, o chi l’ha realizzato e diffuso (“condividendolo”, come si usa dire, usando una bella parola per una brutta cosa) è veramente un cretino che ha creduto per un momento che Cesare Battisti, il terrorista arrestato due giorni fa in Bolivia, fosse la stessa persona di quel Cesare Battisti, patriota, giornalista, geografo, politico socialista e irredentista italiano, come recita la Benemerita, oppure chiunque sia stato a diffondere queste bestialità antistoriche lo ha fatto sapendo che si trattava di una evidente forzatura della realtà, e allora non è un cretino ma un imbecille di primissima categoria. Fare della propaganda politica (oltretutto su un partito come il PD che è già morto per conto suo) su queste cose è fuori dal mondo, non è una cazzata falsa, è una cazzata vera, senza contare che non è affatto vero che è stato il governo Conte ad arrestare Cesare Battisti, ma la polizia boliviana (un paio di esponenti del Governo Conte hanno, tutt’al più, fatto le belle statuine all’aeroporto di Ciampino, per attendere l’arrivo del pluriomicida, indossando le divise delle forze dell’ordine alla prima occasione disponibile). Sono i social network, bellezze, non ci sarebbe da stupirsi di nulla, e allora mi spiegate perché io mi ci incazzo ancora? Su, via, ditemelo…

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