Il discorso di Matteo Renzi al Senato. Ulteriori considerazioni.

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Un paio di giorni fa ho pubblicato alcuni estratti tratti dal discorso di Matteo Renzi al Senato della Repubblica. Nessun commento, solo delle citazioni virgolettate che, secondo le mie intenzioni, avrebbero dovuto parlare da sole. Non ritengo però sufficiente questo semplice atto per commentare compiutamente quello che è stato considerato da più parti come un discorso impeccabile. Ad puro titolo di esempio della trasversalità dei plausi espressi dal mondo politico e/o giornalistico, riporto la posizione di Ignazio La Russa (che non è esattamente uno dei più vicini a Renzi politicamente):

Giancarlo Caselli sul processo breve

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Su questo problema del cosiddetto processo breve, prima di tutto bisogna dire che c’è una grande confusione: chi propaganda questo progetto come una specie di panacea per i mali della giustizia forse dovrebbe fare i conti con le regole che disciplinano la pubblicità onesta, veritiera, corretta, con il codice di autodisciplina dell’attività pubblicitaria, perché si parla di processo breve, ma questa è soltanto, se non un’illusione, un obiettivo. In realtà bisogna mettere in campo quanto necessario affinché si arrivi all’obiettivo. Fatta questa premessa, più o meno scherzosa, diciamo subito che è la nostra Costituzione che esige che il processo abbia una ragionevole durata. Poi c’è la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, ripetutamente, ha condannato il nostro Paese perché i processi durano troppo e allora che il processo debba essere breve è sacrosanto, è nella Costituzione e ce lo dice l’Europa.

Ascolta l’intervento integrale di Giancarlo Caselli sul nostro lettore di MP3

Caterina Caselli – Insieme a te non ci sto piu’

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Ho sempre pensato che questa sia una delle più belle canzoni italiane.

Caterina Caselli, che la interpretò per prima (ma ne esistono altre versioni, di Franco Battiato, degli Avion Travel, di Ornella Vanoni e perfino di Alessandro Haber), riferì in un’intervista che quando Paolo Conte (che è Paolo Conte!) gliela propose, ne fu come ipnotizzata e la canticchiò ininterrottamente per sei giorni.

E’ un po’ il brano che “stacca” la Caselli dal suo personaggio un po’ stereotipato del “caschetto d’oro” (nella copertina del disco è addirittura scura di capelli) e la proietta verso una ricerca musicale un po’ meno superficiale.

Il brano, comunque, è perfetto così com’è, con quel testo che comincia con una banalissima rima baciata (“Insieme a te non ci sto più/guardo le nuvole lassù”) e contiene una verità poetica innegabile (“si muore un po’ per poter vivere”).

E Paolo Conte era lì. Zarrrazaz-zàz!!

Giancarlo Caselli e la legge sulle intercettazioni telefoniche

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"Quello delle intercettazioni è un problema fondamentale per quanto riguarda l’accertamento della verità processuale, delle responsabilità penali, e quindi la tutela efficiente della sicurezza dei cittadini."

Ascolta l’intervista di Giancarlo Caselli al blog di Beppe Grillo direttamente dal nostro lettore di MP3