M5S: gli hacker, le e-mail e le foto hard

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E così qualcuno ha perso una ottima occasione per andare a fare una passeggiata all’aria aperta.
La notizia del giorno, strisciante come una biscia di botro, insinuante fino a sconfinare nella pruderie è che tra le e-mail hackerate a Grillo, Casaleggio e ai parlamentari del Movimento 5 Stelle ce ne sarebbero di personali e hard. Tutto verrà pubblicato se i capi del M5S non diranno quanti quattrini prendono dalla politica.
Bruttissima cosa andare a ravanare nei computer altrui. Ancora peggio minacciare di esporre al pubblico ludibrio le foto di una persona che si masturba e vuole scambiare il risultato visivo finale con chi le pare, Perché la sessualità fa parte della vita privata di ciascuno di noi e dobbiamo renderne conto a noi stessi in prima persona, al partner in subordine e al destinatario delle nostre performances in terza analisi. Basta. Finisce lì.
Non ha nulla a che vedere con la professione o con l’attività politica.
Sono azioni che non fanno altro che attizzare il prurito della curiosità e lo schifoso esercizio dello stigma: fai le cosacce? Sei brutto e sporco e appena tutti ti avranno visto sarai distrutto non per quello che hai fatto in politica, ma per come ti comporti nel tuo privato, dimensione in cui hai il diritto di fate quello ti pare.
È la logica di chi non ha idee da controbattere alle idee e che per tutta risposta si mette a guardare dal buco della serratura.

beppegrillo.it e il fallimento di “Adagio”

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Su beppegrillo.it è successa una roba strana. Nulla di “particolarmente grave”. Solo un episodio che ritengo “particolarmente significativo”.

Nel mese di aprile, Grillo lancia l’iniziativa Adagio, “10 libri di nuovi autori nel corso di un anno, per sostenere il blog arrivato al suo ottavo anno di vita”. Cento pagine a libro. Il tutto costa 57 euro. Va bene, aderisco. Il perché, ovviamente, sono fatti miei, così come i soldi che decido di spendere. Dal punto di vista squisitamente editoriale mi sembrava una iniziativa lodevole perché, finalmente, avremmo potuto leggere testi scritti da persone diverse da Grillo. Che, magari, potevano avere qualcosa di interessante da proporre anche loro. I libri sarebbero stati spediti al ritmo di uno al mese (tranne nei mesi estivi, suppongo, come accade per molti abbonamenti a riviste e periodici). “Adagio”, appunto, anche per dare un senso di auspicabile lentezza digestiva a una serie di argomenti che da Grillo è sempre stata trattata con una inusuale fretta.

Il primo libro avrebbe dovuto essere stato spedito nel mese di maggio. Maggio passa, e il 31 ricevo una nota di credito da Casaleggio Editori in cui mi si comunica che l’ordinativo non è stato perfezionato col pagamento. Col cavolo, ho la ricevuta della carta di credito.

Preparo una raccomandata in cui spiego il tutto. Va beh, dico, la spedirò domani. All’indomani, prima di andare alla posta (privata, perché Poste Italiane non la uso quasi più) ricevo una mail in cui mi si preannuncia che l’iniziativa ha avuto solo 600 aderenti o poco più, che in pratica non ci stanno dentro con le spese, e che i 57 euro mi saranno restituiti direttamente sulla carta di credito. Non ho motivo per dubitare che questo avvenga.

Ma la riflessione va bene al di là dell’accaduto, pur spiacevole.

In un suo spettacolo del 2006 Grillo parlò di una gara di sci sospesa perché le telecamere della TV andarono in tilt e non fu possibile riprenderla e trasmetterla.

Disse anche che se fosse stato per lui quella gara si sarebbe svolta lo stesso, se non altro per rispetto della gente che aspettava a bordo pista assiderata dal freddo.

Ecco, allora perché mai “Adagio” non è stato portato avanti per rispetto di quei 600 e passa utenti che ci hanno creduto e che hanno tirato fuori 5,70 euro a libro?

Capisco che possa non essere conveniente, e odio profondamente fare i conti in tasca alla gente, soprattutto a un genovese, ma su Lulu.com stampare una copia di un libro di 100 pagine con carta standard costa 4,58 euro A ME, che non sono nessuno per avere un prezzo di particolare favore.

 

Siccome si tratta di ben 6000 libri, o, se si vuole, di un ordine di oltre 600 copie alla volta, (ma non è necessario, per ammortizzare le spese si possono ordinare, che so, i quantitativi per i primi tre mesi di spedizione) immagino siano compresi degli sconti secondo la quantità. Quindi, alla fine, ti costa ancora meno.

Poi, certo, ci sono le spese di trasporto e quelle di spedizione al destinatario finale. Ma, porca vacca, la gente ti ha già dato 57×600 = 34200 euro, che te li tieni lì puliti puliti in banca (Banca Etica? E sia, non sono mica razzista!), nel frattempo prendi qualche interesse, ammortizzi le spese, alla fine ci rimetterai un pochino, dico, qualcosina,  ma i tuoi lettori e sostenitori saranno contenti e avranno quello che hanno ordinato e a cui hanno diritto, cioè i libri e un po’ di rispetto.

Sarà per questo che hanno messo la pubblicità di Google sul blog senza dire niente a nessuno?

Il baraccone mediatico di Grillo sta mostrando cenni di inevitabile e sinistro scricchiolio.