Lettera al Senatore Francesco Russo (PD)

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Senatore Russo,

ho letto la Sua lettera a Beppe Grillo, che riporto qui sotto per comodità dei lettori del mio blog e, nello spirito della libertà di opinione e di critica, ho deciso di risponderLe.

Cominciamo dal fondo (in cauda venenum).

Beppe Grillo non è un parlamentare, è vero. Non è necessario esserlo per esercitare i propri diritti politici, in particolare quello di formare un movimento. Così come non è necessario essere incensurati. Se il vostro alleato Silvio Berlusconi prendesse anche solo minimamente atto di questo, non assisteremmo al gioco al rimando e al perdere tempo della Giunta per le Elezioni che dovrebbe sindacarne l’incompatibilità con la carica che riveste.

Grillo è stato condannato per un delitto colposo e non doloso. Mettere sullo stesso piano i 14 mesi per omicidio colposo plurimo cui è stato condannato Grillo, con le pene cui vengono condannati i parlamentari (si pensi, appunto, ai 4 anni di reclusione per il vostro alleato Berlusconi) è semplicemente inaccettabile.
Il titolo della Legge Severino reca chiaramente “disposizioni in materia di incandidabilita’ e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi”. Quindi è evidente che con quella condanna Grillo potrebbe benissimo candidarsi, e che, se non lo fa, è solo per il suo senso civico, fermo restando che, comunque, sarebbe una condanna di entità inferiore ai due anni.
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