Involtini di carne con verdure al forno in salsa di zafferano

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Comincio testé questa rubrica di economia domestica e di igiene alimentizia cor una ricetta che vi verrà grata e che ho fatto oggi, non avendo in casa che quattro fettine di carne sottilmente tagliate dal macellajo rincorbellito, e che s’avevan a buttar via se non ci fosse stato altro da aggiungervi.

V’avverto che si tratta d’un piatto assai lèggio e che se non ne preparate a sufficienza di codesti involtini potreste ritrovarvi, com’io mi ritrovièdi in effetti, a completare il già misero manducare con pane e salame e vino di quello buono, chè in mancanza di cose di sostanza, è sempre bene attingervi.

Questa è una ricetta adeguata alle signore a dieta, giacché di grassi un ce n’è proprio punti, e che è tutta un’illusion per lo stomaco ma soprattutto per gli occhi, che pensan di mangiare assai.

Dunque, munitevi di:

– 1 macellajo ricorbellito
– 2 fette di carne a testa tagliate sottili, meglio se della parte delle fettine alla pizzajuola, chè il taglio è più ignobile ma vengon più saporose al palato e non vi parrà nemmeno della differenza
– zucchine o coccocce o cococcille o come cazzo le chiamate
– radicchio in foglie oblunghe, meglio se tardivo ma o cchio che quello costa una caterva di vaìni
– una supposta di indivia belga per vostri personali trastulli
– latte parzialmente scremato un mezzo bicchiere sennò diociliberi guarda qui non entro più nei vestiti
– una bustina di zafferano ogni due commensali
– farina un cucchiajo raso
– sale, pepe e aromi quanto basta
– stecchini da denti

Insaporite le fettine di carne tagliate sottili col sale fino, il pepe, se la gradite una fogliolina di salvia fresca, ma aglio no se no viene la mia massaia appo voi e vi rovina dai nocchini.

Smettetela ora di rompere i coglioni alla carne e passate alle zucchine, che taglierete a listarelle anch’esse sottili e che passerete al forno assieme al radicchio in foglie e alle medesime della supposta di indivia belga, poi se non avete l’indivia belga metteteci un po’ cosa vi pare, ma cosa volete che me ne freghi a me, salate il giusto, che le verdure pajano avere una loro sacralità agli occhi delle donne, ma è ormai acclarato che non v’è alcuna susta in esse.
Quando tutto si sarà grigliato, mettetene una generosa dose nelle fette oblunghe, alternando, se volete, le zucchine col radicchio e l’indivia, ma tanto non se ne accorgerà nessuno e allora cosa state lì a fare a votarvi i coglioni, arrotolate la carne degl’involtini e fermatela cor uno stecchino da denti stile saltimbocca alla romana.

Ponete il tutto sulla teglia del forno che avrete lasciato precedentemente in caldo, munita della maladitta carta forno che prima di stendersi vi si arrotolerà di nuovo due o tre volte insistendo a voler pigliare la forma originaria.
Ciò fatto, non ugnéte la carta forno, ma versate appena appena un filo d’olio extravergine d’oliva sugl’involtini, i quali cuoceranno un un amen, sicché sbrigatevi col resto.

Ora pigliate un pentolino in cui verserete il latte, la farina, altro sale, pepe, e le bustine di zafferano, che non vi preoccupate se viene forte, perché la salsa ha da esser così, se non si sente lo zafferano allora cosa ce lo mettete a fare, madonna come li odio quelli che fanno il risotto alla milanese per otto persone e ci mettono una bustina stitica di zafferano comprata alla Coop!!
Ponete il tegame (meglio se di Vostra Madre) sul fuoco basso basso e comunciate a rimestare cor una frusta, andrebbe bene anche un cucchiajo di legno ma oggi mi sento particolarmente rompicoglioni.

Cominciate a girare la salsa affinché possa inspessirsi, versatela a specchio nel piatto di portata e adagiatevi gl’involtini bollenti, indi servite ben caldo, poi mi raccontate cosa volevate di più, chè oggi un ciavevo nulla in casa.

Ci si può bere del Prosecco di Valdobbiàdene, ed essendo un piatto che fa assai colpo sulle PHYAE aspettatevi un dopocena scoppiettante, tuttavia resterete colla fame essendo una pietanza di scarsissimo valore nutritivo, ecco, l’avete voluta la ricettina del giorno, o ciuccàtevi i diti!!

Come la carne gloriosa e santa

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Io sottoscritto scrivente Prof. Valerio Di Stefano, innanzi a lettori di comprovata e stimata rettitudine, con l’ajuto di Dio e dell’Arcàgnolo Gabriello, sotto l’amata ed apprezzata reggenza spirituale del caro Don Zauker s.j., essendo il Sommo Pontefice Papa Giovanni Razzo 16 da Ratisbona felicemente e augustamente regnante, nell’anno in cui il reggente Silvio Papi I si liberò da qualsivoglia persecuizione giudiziaria (e lo sa lui dove dorme il polpo, vai…), dichiaro solennemente e in modo irreversibile, sì che tutto ‘l volgo ne cognosca i pensamenti definitivi, dichiaro che a me piace la

CARNE®

e che per me possono andare a prenderselo tranquillamente nel Diocilìberi:

a) INSALATINE, soprattutto CRUDE a base di lattuga;
b) le summenzionate INSALATINE accompagnate da frutta fresca come arance, mele, pignòli & uvetta sultanina;
c) le QUICHES di qualsivoglia fatta & natura;
d) i VOLOVAN che Dio li stramaledica;
e) i CARCIOFI che tanto non mi son mai piaciuti;
f) le VERDURINE AL VAPORE che possano schiantarsi subito nello sfintere anale di chi le apprezza;
g) il VEGETARIANESIMO in genere

di cui tuttavia vanno salvati:

1) MELANZANE, ZUCCHINE, RADICCHIO e quant’altro possa essere cucinato alla griglia;
2) LEGUMI cotti (ma anche crudi, i baccelli -fave!- col prosciutto il primo maggio buttali via!!)
3) MINESTRE a base di cereali e legumi
4) RISO Basmati, Parboiled, Carnaroli e Arborio (quest’ultimo con moderazione)
5) Salse e condimenti fermetati e non anche di provenienza macrobiotica (Tahini, Tamari, Malti d’orzo e di riso)
6) PATATE, che cosa sarebbe stato del mondo se Colombo non le avesse scoperte;
7) CIOCCOLATO (che è vegetariano anche quello, sissignori, allora cosa rompete i coglioni…)
8) FORMAGGI E LATTICINI in genere (ma meglio se stagionati, lo JOcca  è roba da signorine sverginate a 15 anni e messe incinte a 20!!!)

Ma vuoi mettere una bella bistecca di Chianina schiaffata sulla brace, salata e pepata da ultimo con un filo d’olio extravergine (o, perché no, anche quel popò di pezzo di stracotto che ciò in pentola e che fra una quarantina di minuti gli tiro il collo…)