Il dottor Claudio Marabotti e i dati sulla mortalità nel Comune di Rosignano Marittimo

Ripubblico di seguito (perché è stata già pubblicata da il Tirreno) la lettera aperta che l’amico Claudio Marabotti ha indirizzato al Sindaco del Comune di Rosignano Marittimo sui tassi e le cause di mortalità nel territorio. Penso che la lucidità con cui Claudio espone la materia del contendere sia esemplare e mi viene da dire che è così che si scrive una lettera a un primo cittadino o, comunque sia, qualcosa che abbia la speranza e l’aspirazione di essere pubblicato da qualche parte. E siccome Claudio Marabotti è anche incredibilmente bravo in queste e in altre cose, ho deciso di dar seguito al suo scritto anche qui sul blog, così mi sento un po’ ganzino anch’io.

Egregio Sig. Sindaco, le scrivo perché lei è la massima autorità sanitaria del nostro Comune. Sono un medico, e mio padre è morto per un mesotelioma pleurico.
A fine 2014 ho visto i dati epidemiologici sulle cause di morte nella nostra zona e, nel mare di cifre che raffrontano l’incidenza di patologie osservate qui rispetto alle medie italiane, mi sono balzati agli occhi alcuni dati, che riassumo brevemente.
Mesotelioma. Nel nostro Comune c’è un eccesso marcatissimo di casi di mesotelioma pleurico. Si parla di una incidenza di oltre il 300 per cento (!) rispetto all’atteso, cioè oltre tre volte l’incidenza media italiana, sia per i maschi, sia per le femmine. In dieci anni ci sono stati 16 morti per mesotelioma pleurico in più rispetto all’attesa. Ci sono alcuni dati aggiuntivi da sottolineare su questo tema:
1. il mesotelioma è un tumore amianto-correlato.
2. Il fatto che anche le donne (tradizionalmente meno esposte professionalmente agli inquinanti industriali) siano maggiormente colpite può indicare un possibile inquinamento da amianto di tipo ambientale (quindi non solo legato alla esposizione professionale-industriale).
3. I dati sulla maggiore incidenza di mesotelioma sono estremamente solidi, perché l’incidenza di questa malattia è notevolmente più alta in tutta la ASL 6 (il 250% nei maschi ed il 190% nelle femmine) verosimilmente per la presenza di altre zone industriali, come i cantieri e le raffinerie a Livorno e le acciaierie a Piombino). Ma i dati di Rosignano, dove la fabbrica Solvay rappresenta una fonte potenziale di inquinamento da amianto, sono marcatamente più alti rispetto a quelli medi dell’ASL.
Altri tumori. Nel nostro Comune è stata registrata una mortalità superiore alle attese anche per altri tumori: Linfomi non-Hodgkin (20% di incidenza in più rispetto alle attese), tumori della mammella (15% in più rispetto alle attese). Anche l’eccesso di mortalità per tumore della mammella appare un dato verosimilmente solido, perché si ripete anche nei comuni vicini (Cecina), nella zona Bassa val di Cecina e nell’intera ASL6. I dati del comune di Rosignano sono però, ancora una volta, i più alti.
Malattie cardiovascolari: la mortalità per malattie cardiovascolari è risultata maggiore nel nostro Comune, in quello di Cecina, nella zona Bassa val di Cecina e nell’intera ASL6. Anche le malattie cardiovascolari possono essere correlate all’inquinamento ambientale (molte sostanze inquinanti possono danneggiare la parete delle arterie, dando inizio ai processi di degenerazione che hanno, come conseguenze finali, infarti ed ictus). Come per il tumore della mammella, il fatto che l’incidenza sia maggiore in tutte le zone campionate rende il dato solido e probabilmente non legato a fluttuazioni statistiche casuali. Qui le percentuali di eccesso sono più basse (dall’1% al 13% rispetto alle attese), ma le malattie cardiovascolari sono talmente comuni che anche piccoli scostamenti determinano grandi numeri in termini di morti in eccesso. Nell’intera ASL6, queste percentuali di scostamento rispetto alle attese determinano un eccesso di oltre 1500 morti in 10 anni.

E’ ovvio che da queste cifre “grezze” non si può trarre alcuna conclusione, in quanto le variazioni potrebbero essere frutto del caso. Però bisogna chiarire, e bisogna farlo presto. Per chiarire ci vuole un’analisi statistica inferenziale, che risponda a questa semplice ma fondamentale domanda: “Gli eccessi di mortalità sopra evidenziati sono compatibili con il caso?” Una risposta negativa, cioè se le variazioni non potessero ragionevolmente essere imputate al caso, significherebbe che l’ambiente del nostro Comune espone gli abitanti al rischio di contrarre malattie gravi, spesso mortali; una situazione non dissimile a quella della terra dei fuochi della Campania o dell’area intorno all’ILVA di Taranto.

Non so se un simile approfondimento (per cui servono pochi giorni di lavoro da parte di un esperto in biostatistica) sia stato fatto; dal 23 gennaio (data dell’incontro con il Direttore Generale ASL) non ho più avuto notizie in merito da parte degli organi di informazione. Le chiederei quindi la cortesia di chiarire cosa è stato fatto finora e cosa verrà fatto nel prossimo futuro. Nell’attesa di una sua risposta, le invio i miei più cordiali saluti,

Dott. Claudio Marabotti

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Alessandro Iacuelli – Gli inganni di Terzigno

"Aprire una discarica in un parco nazionale era una scelta da evitare". Lo dice il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, in una trasmissione di Radio Svizzera Italiana. E non sbaglia, visto che si tratta di una scelta ottusa e in contrasto con leggi e regolamenti dello Stato, oltre che con le direttive dell’UE, che vietano tassativamente la costruzione d’impianti in riserve naturali. Anzi, a dirla tutta, le direttive europee dicono anche che di discariche non se ne devono proprio più fare. Allora? Perché all’improvviso scoppia una nuova emergenza rifiuti in Campania e tutta la politica dice che occorre destinare a discarica la cava Vitiello, tra Terzigno e Boscoreale, che c’è una legge dello Stato che lo prevede? Continua la lettura di Alessandro Iacuelli – Gli inganni di Terzigno”

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Campania senza sbocchi – di Alessandro Iacuelli

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Così, a Serre il terreno individuato per insediare la discarica è stato scelto, manco a farlo apposta, in prossimità dell’oasi Wwf di Persano. Un progetto che il ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, non ha gradito, dichiarando la sera del 6 marzo a Palazzo Chigi: "Una grande discarica regionale dentro un’oasi? È una scelta che non condivido, spero che la notte porti consiglio". Ma prima della notte sono arrivate le dimissioni di Bertolaso. Continua la lettura di “Campania senza sbocchi – di Alessandro Iacuelli

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