I furbetti della prescrizione

Reading Time: 3 minutes

Noi italiani abbiamo un retto senso della giustizia. Buon sangue non mente, giacché precede dalle ceneri del Verri e del Beccaria.

Per noi una persona è colpevole quando viene pronunciata la sentenza definitiva, ma se una donna muore siamo lieti di trattare da assassino il marito prima ancora della sentenza definitiva di cui sopra, perché tanto uno che ha quella faccia lì non ci piace. Per noi una circostanza non significa necessariamente responsabilità penale: uno che tradisce la moglie non è necessariamente il suo assassino, ma se lo fosse saremmo tanto, ma tanto più contenti.
Noi italiani, se veniamo raggiunti da un avviso di garanzia non facciamo altro che dichiararci “sereni”, dimentichi del fatto che la serenità è il vizio dei colpevoli e che quando hai un procedimento penale pendente sul capo sei tutto meno che sereno. Noi italiani abbiamo una cieca fiducia nell’operato della magistratura e siamo sicuri che in qualsivoglia frangent  saprà fare del proprio meglio per accertare la verità e ristabilire la giustizia. Ma ci incazziamo se alla fine di un processo qualcuno viene assolto.

Dunque il processo cosiddetto “Eternit” si è concluso con la prescrizione e, quindi, senza che gli imputati venissero condannati. Tuttavia è stata riconosciuta la loro responsabilità oggettiva rispetto ai fatti che venivano loro contestati.
Continua a leggere

Copyright sui fonogrammi: 70 anni di cultura negata

Reading Time: < 1 minute

Quello che si ventilava dal 2008 sta per accadere anche in Italia.

I termini per il copyright per la libera diffusione delle incisioni sonore passeranno presto da 50 a 70 anni.

Il che significa che moltissime delle registrazioni (soprattutto di musica classica e operistica, ma non solo) presenti e distribuite in rete (anche dalle mie biblioteche on line!) non potranno più essere (re)distribuite, né tanto meno scaricate in Italia.

Lo schema di recepimento è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Ora la parola passa alle Camere, al mPresidente della Repubblica e alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da lì ci saranno altri 15 giorni di comporto.

Per quanto attiene le mie iniziative, queste registrazioni resteranno in linea il più a lungo possibile, ma saranno tolte dalla distribuzione con tanto di spiegazione non appena la normativa starà per essere operativa anche in Italia.

E’ una legge assurda che, inutile dirlo, penalizza la libera fruizione dei contenuti a favore delle industrie discografiche e con scarso vantaggio per gli interpreti. E’ il frutto di un compromesso all’europea, perché la proposta iniziale del commisario europeo McCreevy rischiava di portare questo termine a 95 anni.

Ma, comunque sia, non ho nessunissima intenzione di rischiare la galera per voi, quindi dàtevi una regolata.