I call center in Romania e Albania

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Foto tratta da Wikipedia -lo so, son disgrazie, ma il copyright m'ammazza-
Foto tratta da Wikipedia -lo so, son disgrazie, ma il copyright m’ammazza-

C’è la gente che ogni volta che chiama un call center di un gestore telefonico e si sente rispondere “la chiamata sarà gestita dalla Romania” (o dall’Albania, o dalla Bulgaria o da chissà dove) butta giù indignata l’apparecchio (senza peraltro risolvere i propri problemi), o commenta sarcastica che è un’indecenza che ti rispondano degli extracomunitari (la Romania mi risulta essere membro della CE) che non sanno nemmeno l’italiano (vorresti parlare tu il rumeno come loro parlano la nostra lingua, stronzo) che vengono pagati fior di quattrini mentre i nostri giovani trovano con fatica questo genere di lavoro da strozzinaggio, e allora prima gli italiani, non facciamo sbarcare i rifugiati dalle navi delle ONG, chiudiamo i porti, mandiamoli tutti a ca’, nessuno tocchi Salvini e via così.

Io, invece, quando mi rimbalzano la chiamata a Bucarest o in chissà quale sperduto paesino della Transilvania sono contento come un pupo. Perché gli operatori prima di tutto sono gentili e professionali. Non sono come gli italiani che quando ti rispondono “Sono Peppinella in che cosa posso esserle utile?” sembra che ti stiano facendo un favore o che si stiano svegliando in quel momento, tanto è impastata e svogliata la tonalità di voce. Le donne hanno dei nomi che finiscono tutti in -ina. “Buongiorno sono Irina, rispondo da Romania, come posso aiutarla??” E ti accorgi che dietro a quella risposta c’è tutto un mondo. Chissà chi sei, Irina, chissà qual è la tua storia, il tuo vissuto, perché sei liì a rispondere a un utente italiano, a lavorare per una azienda italiana, a leggere al computer istruzioni per l’uso italiane, a pensare, financo, in italiano. Ecco, a me quando penso queste cose verrebbe da rispondere “Mi parli di lei, Irina, mi dica cosa fa, come vive, mi parli della sua famiglia, del tempo che fa in Romania, del libro che sta leggendo, se ha dei figli o no…” e invece come un bischero mi lascio sedurre dalla professionalità della Irina (o Adina, o Romina) di turno, modulo un po’ la voce e le dico “Buongiorno Irina, la mia linea è la seguente, ho bisogno di attivare una opzione nuova” ma non me ne frega niente dell’opzione, del telefono, della scheda sim e di tutti i cazzi che gli si fregano, in quel momento due sconosciuti in due parti diverse del mondo si stanno parlando, proiettati su quella linea telefonica da chissà quale combinazione cabalistica del fato si stanno parlando, devono per forza parlare di contratti, di offerte, di reclami, di ricariche mancate?? Ma ci saranno argomenti più interessanti e importanti da esaurire in cinque minuti dall’Italia alla Romania?? Nulla da fare, è più forte di me. Irina è gentile, professionale ma estremamente distaccata. Non è colpa sua, le hanno insegnato a fare così. Ottengo quello che le ho richiesto dopo che mi ha messo in attesa un paio di volte ad ascoltare la “Primavera” di Vivaldi.

“Puosso fare qualcuos’altro per Luei, signuore?” “No, grazie, questo è tutto per ora” “Allora Le auguro una buona giornata!!” “Arrivederci Irina”. Clic.

Il Garante della Privacy sul Decreto Ronchi che approva il telemarketing libero e selvaggio

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L’Autorità Garante per la privacy esprime forte preoccupazione riguardo agli effetti negativi che potranno derivare dalle nuove norme in materia di telemarketing introdotte dal cosiddetto “decreto legge Ronchi”, appena approvato in via definitiva dalla Camera.

In particolare suscita molta perplessità l’istituzione di un registro pubblico al quale devono iscriversi quanti non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali, caricando così i cittadini di incombenze e problemi.

Si rischia, inoltre, di causare ulteriori molestie ad abbonati e utenti, che, almeno fino a quando non sarà istituito il registro, si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori telefonici, società di servizi con le offerte più diverse.

La norma prevede, peraltro, che possano essere contattati a fini promozionali anche coloro che a suo tempo avevano manifestato la volontà di non ricevere più pubblicità telefonica, provocando in questo modo ulteriori fastidi a tutti, compreso  chi si era già espresso su questa questione.

Sconcertante e inspiegabile appare anche la mancata previsione del parere formale del Garante sull’istituzione del registro, sul cui funzionamento e sulla cui organizzazione l’Autorità viene tuttavia chiamata a vigilare.

Pur riservandosi di verificarne in concreto il funzionamento, l’Autorità esprime infine dubbi sull’effettiva efficacia del registro, il quale peraltro non verrà, come erroneamente riportato da notizie di stampa, gestito direttamente dal Garante, ma da un ente o organismo diverso, ancora da individuare.

Roma, 19 novembre 2009

 

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Senato: approvata la norma ammazzaprivacy. Via libera ai call center di telefonata pubblicitaria selvaggia

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Mentre ieri pomeriggio eravamo impegnati a pensare alla categoria ontologica che la critica filosofica contemporanea chiamerebbe “Dei cazzi nostri”, al Senato della Repubblica veniva approvato un articolo che limita, se possibile, ancora di più la privacy dei cittadini.

La maggioranza ha approvato un provvedimento che allunga i termini per cui i call center potranno effettuare telefonate promozionali nelle case degli italiani a loro piacimento.

Nel frattempo, presso il Garante della Privacy verrà istituito un registro presso il quale sarà possibile iscriversi telematicamente (ce li vedo gli anziani a cercare di raccapezzarcisi…) se si intende dare il proprioo dissenso alla possibilità di essere tormentati.

In genere si dovrebbe (e si deve!!) presumere che una persona se vuole un servizio o accetta di essere contattato per fini di comunicazione pubblicitaria debba dare preventivamente il consenso. Ovvero, se voglio qualcosa la chiedo espressamentre, viceversa non sei autorizzato/a a disturbarmi per mandarmi alcunché.

Mauro Paissan, componente dell’Ufficio del Garante della Privacy, ha commentato:

‘I cittadini verranno disturbati da una quantita’ incredibile di telefonate pubblicitarie, anche se non hanno mai dato il loro consenso alle chiamate’

‘Si tratta di un errore. Gli utenti telefonici