Elegia in onore di Madonna Cassetta

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L’audiocassetta è arrivata a compiere 50 anni. E infatti l’hanno messa fuori produzione. Capirete, una tecnologia che riesce a superare indenne il tempo diventa pericolosa.

Io ho 49 anni e aspetto la rottamazione, renziana o no che sia.

Chi non ha vissuto l’audiocassetta non si può dire che abbia vissuto a pieno, considerata la variabilità e l’estensione dei suoi significati affettivi.

L’audiocassetta, prima di tutto, si girava. Sissignori, c’era un “Lato A” e un “Lato B”. Si ascoltava la musica che vi era incisa ma con respiro. Dopo un certo tempo il nastro finiva e uno si doveva alzare, qualunque cosa stesse facendo, per girare la cassetta e continuare ad ascoltare. Magari in quel frattempo poteva anche decidere che si era rotto i coglioni di ascoltare musica o che il gioco non valeva la candela.
Se compravi la versione in cassetta di un LP, il “Lato A” e il “Lato B” corrispondevano esattamente a quelli del disco. La cassetta costava di meno del vinile, e potevi andartene soddisfatto del tuo acquisto in negozio, senza la sensazione di aver fatto una figura barbina da poveraccio.
Oggi il “Lato B” è una espressione truce e volgare per indicare il culo delle donne. Che farci? L’indisponibilità di una tecnologia ci ha appiattiti.
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