Se fai politica a scuola poi Salvini se ne accorge

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Un(‘) insegnante di Castel del Rio (Bologna) ha assegnato dei compiti ai suoi scolari. Tra domande di facile e banale risoluzione tipo “Come guarire molte malattie?” e “Come risolvere le desertificazioni?” c’è anche “Come facciamo a cacciare Salvini??“.

E allora Salvini si incazza. Si dichiara profondamente indignato, l’insegnante gliela deve pagare a tutti i costi, non ci vuole credere (e fa bene!) e promette ai suoi adepti di andare fino in fondo, di volere la testa del Battista e che quel marrano che ha osato dare dei compiti di simil fatta gliela pagherà e la pagherà all’intero popolo italiano che Salvini l’ha votato, oh, se la pagherà!

Solo che non era vero niente. Era una fake news. Però la reazione di Salvini era vera. Che, voglio dire, Salvini avrà pure degli strumenti molto più raffinati, come ministro dell’interno, per verificare la veridicità o meno di una notizia. E invece stavolta ci è cascato con tutte le scarpe.

Non è detto che le fake news siano tutte inutili. Qualcuna funziona da cartina di tornasole per evidenziare la suscettibilità delle persone. Propongo un premio speciale per chi ha messo in giro la bufala in questione che, guarda caso, non è stata sputtanata dai soliti debunker di stato. E c’è solo da chiedersene il perché.

Reintrodotto il reato di bestemmia. Si rischiano da 3 a 6 anni. Ma è una bufala!

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Quando scopri una “bufala” in rete ti senti tanto Paolo Attivissimo e ti vien voglia di far come lui, di scrivere, scrivere, scrivere, pubblicare, puntualizzare, correggere, cazzo quanto scrive quell’uomo!

Che poi non è mica detto che qualcun altro le stesse cose non le abbia scoperte prima di me, però sì, ve lo devo confessare, mi sento proprio un bel ganzo.

La notizia sarebbe stata la seguente: il reato di bestemmia è stato reintrodotto dalla Corte di Giustizia (majuscolo, mi raccomando, così fa più effetto), si rischierà una pena da 3 a 6 anni di carcere e una multa.

Perché è una bufala:

a) la bestemmia non è “reintrodotta”, ma esiste già un illecito amministrativo (così depenalizzato dalla legge 25 giugno 1999, n. 205) che la sanziona, all’art. 724 del codice penale: «Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309. […] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.»

b) non esiste nessuna Corte di Giustizia in Italia. Esistono la Corte di Cassazione, la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale. Ma la Corte di Giustizia no.

c) la pena sarebbe decisamente spropositata rispetto al tipo di reato commesso. Per una Porca si rischierebbe l’interdizione dai pubblici uffici e l’impossibilità di accedere all’affidamento in prova ai servizi sociali (per cui paradossalmente Berlusconi sì e il più incallito bestemmiator de’ santi no).
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