Via Poma: finalmente assolto Raniero Brusco per l’omicidio di Simonetta Cesaroni

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Raniero Brusco è stato assolto in secondo grado dall’accusa di omicidio nei confronti di Simonetta Cesaroni per “non aver commesso il fatto”.

Formula piena, dunque. Senza dubbi e senza ombre.

Adesso sentiremo i paladini della vendetta a tutti i costi urlare che per Simonetta Cesaroni non c’è stata giustizia.

E’ vero. Non c’è stata giustizia perché NON E’ STATO Raniero Brusco a uccidere Simonetta Cesaroni. Quindi l’assassino deve essere ancora cercato e individuato. Dopo ventidue anni ci si lamenta che Brusco (ovvero il “mostro” artefattamente creato ad hoc da una macchina del fango giudiziari e massmediologica che ha agito con inaudita spietatezza contro ogni logica) non è stato condannato. Anzi, è stato assolto perché non è stato lui.

Ma non si dice che la Giustizia in 22 anni non ce l’ha mai fatta ad assicurare a un processo equo il VERO assassino di Simonetta Cesaroni. Gli innumerevoli buchi nell’acqua (Pietrino Vanacore per primo) sono una sconfitta per lo stato di diritto. E questa sentenza era dovuta: perché se non sono in grado (e non lo sono!) di condannare il colpevole, almeno che scagionino gli innocenti!

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C’è un senso di disgusto che sfugge, evidentemente, anche a chi legge, sempre più distrattamente, dei casi di malagiustizia, dell’accanimento giudiziario vòlto più a trovare UN colpevole, piuttosto che IL colpevole.

E soprattutto nel caso di Simonetta Cesaroni, la vittima del “delitto di Via Poma” di 22 anni fa, pare sempre di più che l’addebito della responsabilità di un omicidio dipenda ora da un articolo indeterminativo, ora da un articolo determinativo.

Troppo poco per convincere l’opinione pubblica che parole altisonanti come “avviso di garanzia”, “obbligatorietà dell’azione penale”, “diritti dell’imputato”, “presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva passata in giudicato” e, soprattutto “atto dovuto”.

Già, perché è tutto un “atto dovuto”. E’stato un atto dovuto indagare il povero Pietrino Vanacore, che, evidentemente, deve aver considerato un atto dovuto togliersi dalle grinfie della vita, considerato che la giustizia non smetteva di togliere le grinfie su di lui.
Pietrino Vanacore era indubbiamente colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Era colpevole di non aver commesso i fatti per cui è stato accusato. Era colpevole di non aver ammazzato Simonetta Cesaroni. E come si è permesso? Non si può mica, sapete… Se si viene accusati di un delitto qualsiasi, non può essere che un sospetto, o anche solo una condanna di primo e di secondo grado debbano valere meno di zero, no, uno deve essere colpevole PER FORZA, perché se no si dimostra che non si riesce a venire a capo di un “caso” di omicidio senza individuare l’assassino con l’articolo determinativo.
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