Wikipedia: nessuno mi può querelare

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Questo articolo è un po’ lungo e parte da lontano. Spero risulti chiaro.

Nel 2009 mi è “saltata” una notizia. Non me ne sono accorto. E, quindi, ne ho avuto contezza solo adesso. La ripropongo adesso come “starter” di un’analisi più ampia.

Nel 2009 (appunto!), attorno alla metà di settembre, l’associazione Wikimedia Italia viene citata in giudizio in sede civile da Giampaolo e Antonio Angelucci che intentano una causa per diffamazione. Richiesta di risarcimento: 20.000.000 (venti milioni) di euro. Su Wikipedia, alla pagina “Antonio Angelucci”, successivamente oscurata, sarebbero state inserite, a detta del ricorrente, informazioni non corrispondenti al vero e/o atte a ledere la dignità di uno o più soggetti.

Questo è il fatto.

Adesso le opinioni.

Per quanto possa sembrare paradossale, considerate le mie posizioni nei confronti di Wikipedia, esprimo totale solidarietà a Wikimedia Italia e alla sua presidente Frieda Brioschi. Per questo specifico evento, s’intende e
per il semplice ed evidente fatto che Wikimedia Italia, per statuto e costituzione, non avendo nessun potere su Wikipedia dal punto di vista della modifica, della proprietà, del controllo e della realizzazione dei contenuti, non può essere citata in giudizio di un fatto di cui non può essere, ictu oculi, responsabile.

Questo è un principio valido per chiunque. Non solo per chi ci sta simpatico. Dunque, il principio non è in discussione, io non posso citare Caio se Tizio mi ha offeso. Wikimedia Italia sta a Wikipedia come il Fans Club di Guccini sta al cantautore.
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