Diritto Romano

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C’è qualcosa di nuovo nelle esternazioni del Presidente della Repubblica, anzi, di antico.

 Il Capo dello Stato si è espresso sul piano dell’opportunità politico-istituzionale di nominare il neo-ministro Romano titolare del dicastero dell’Agricoltura, in quanto indagato, sia pure con una richiesta di archiviazione da parte dei pubblici ministeri (su questa richiesta si pronuncerà il GIP nel prossimo mese di aprile).

Cioè, prima formalmente lo nomina, e poi dice che non è politicamente opportuno farlo.

Romano, come è ovvio, si è mangiato il Presidente della Repubblica con i panni e tutto, come si dice in Toscana, incluse le sue dichiarazioni.

Ha detto che lui è indagato e non imputato (e, del resto, anche il fatto di essere imputato non è di per sé sentenza di condanna, quindi prendete e portate a casa), e vagli a dare torto.

Ma, poi, la responsabilità istituzionale della nomina di Romano di chi è? Il potere di nomina dei ministri è del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, lo dice la Costituzione, per cui il Capo dello Stato non è soggetto puramente passivo quando nomina un ministro. Può anche dire "No, questa nomina non l’accetto" (come fecero in passato Ciampi e lo stesso Scalfaro), e il problema si chiude.

Noi italiani abbiamo la memoria corta, ma quando lo stesso Napolitano nominò l’imputato Aldo Brancher Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento lo sapeva che era imputato o no?

Siamo sempre lì, a scegliere il meno peggio per poi lamentarci sempre del peggio, solo perché è tale.

Brancher, ennesimo capro espiatorio di Berlusconi, si dimette

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Dunque, Brancher si dimette dalla carica di Ministro di Nonsocosa, lo ha annunciato in Tribunale  quando avrebbe dovuto annunciarlo alle istituzioni, si è difeso nelle istituzioni quando avrebbe dovuto farlo in tribunale, eccone un altro con le idee chiare…

Brancher davanti ai giudici è a capo chino o, almeno, lo hanno fotografato così.

Brancher è evidentemente una vittima, a parte il fatto che deve rispondere di un reato. Ha provato a farsi scuodo dell’immunità prevista per i ministri e Berlusconi gli ha detto "ehilà, ragazzo, non ti allargare, se la legge è ‘ad personam’ vuol dire ‘ad personam’ e la ‘personam’ sono io, tu vedi di dimetterti che devo fare in modo di mettere buonino Fini, se no lui e i suoi mi fanno lo sgambetto alla Camera, quindi in galera vacci tu, vai…"

Abbiamo tutti un blues da piangere….