Il privilegio di studiare in una scuola più sexy

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato: «All’inizio dell’anno scolastico capita di affrontare la scuola con riluttanza, perfino come un pesante dovere, ma la scuola, il poter studiare è soprattutto un privilegio». Che strano, io pensavo che fosse un sacrosanto diritto riservato a quanti volessero dare voce e realizzazione alle proprie ispirazioni individuali. Ma forse mi sbaglio.

Il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, a sua volta, ha affermato: “Dobbiamo rilanciare una scuola che sia più attraente… più sexy. Sarebbe necessario lanciare la Costituente dell’istruzione”. Una scuola sexy?? Com’è una scuola sexy??? Cosa si deve fare in una istituzione degna dell’aggettivo “sexy”? Si deve sculettare? Si deve ballare sulla colonna sonora di “9 settimane e mezzo” sulla cattedra? Si programmeranno corsi intensivi di seduzione per gli insegnanti come aggiornamento??

E i ragazzi? Un articolo di Flavia Amabile su “La Stampa” chiarisce che, seguendo una ricerca dell’Università Milano Bicocca, “più sono connessi [si intende alla rete] meno studiano”. Ah sì?? Davvero??? E io che pensavo che a stare su Facebook tutto il giorno a scambiarsi micini e bacini si diventasse dei profondi conoscitori dei “Paralipòmeni della Batracomiomachia” di Leopardi, o anche in grado di dissertare con una certa disinvoltura sul bosone di Higgs o sulle tendenze dell’economia sociale di mercato. E invece NON studiano o studiano di meno o studiano pochissimo. Ma questo lascia stupiti. Non ce lo saremmo proprio mai aspettato. Anzi, in genere usano il web per accedere a siti di interesse spiccato ed evidente (generalmente a luci rosse), strano che non imparino qualcosa.

Beh, certo. Con una scuola sexy…

[Questo è l’ultimo articolo sulla scuola che scrivo per un bel po’ di tempo]

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Dio esiste. E’ il bosone di Higgs.

Il bosone di Higgs

Dio c’è. Ed è anche simpatico, con questi spennacchietti laterali e questa formina  a farfalla (“Schmetterling”, per le persone cólte e i cinghiali) che gli dà un’aria aggraziata e gentile.

Si fa fatica a riconoscere in questa fotografia il Dio vendicativo e irascibile di certe parti dell’Antico Testamento, quello che distruggeva gli eserciti, quello che si manifestò a Mosè e gli diede le tàvole della tegge. Sembra addirittura che abbia perfino cacciato Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Non sembra così nervoso, in fondo.

Il bosone di Higgs, la vita della materia, l’aleph, l’arcifonema, quello che viene prima di tutto, è realtà. Ci sono voluti migliaia di anni di ricerca scientifica e di osservazione della materia, di raccolta dati, di lotta all’oscurantismo cattolico per arrivarci. E adesso è bello saperlo. E’ bello sapere che questa particella infinitamente piccola ha dato vita all’universo e a ciascuno di noi senza chiedere nulla in cambio. Senza chiederci di amare nostro padre e nostra madre (rilassiamoci, possiamo anche cominciare a odiarli, se proprio ci fa piacere e se se lo meritano), senza pretendere che non diciamo falsa testimonianza (una bugia può salvare mille verità), senza imporci di non desiderare la donna e la roba d’altri (nel caso ce la vedremo con il marito che ci gonfia di mazzate o con il proprietario della suddetta roba).

Noi siamo fatti a immagine e somiglianza del bosone di Higgs, siamo davvero fatti della stessa materia di cui sono fatte le stelle, come dice Margherita Hack.

E non so a voi, ma a me tutto questo dà una gioia immensa.

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