Je suis l’Empire à la fin de la Décadence

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Io guardo i canali satellitari della Camera e del Senato, va bene??

Lo so che è una roba da non dire così su due piedi malandati come sono i miei, ma questa è la verità. Mi sembra di avere fatto outing.

Credo che un giorno mi ritroverò qualche attentato dinamitardo al traliccio della parabolica.

E’ un’attività noiosissima, perché noiosissime sono le sedute della Camera e del Senato. Inquadrature fisse, telecamere puntate esclusivamente sul parlamentare che sta parlando o sul presidente. A guardarli tutti i giorni uno si fa una cultura sulle pettinature della Boldrini.

Non ho mai capito perché questi canali vengano trasmessi solo sul satellite e non anche sul digitale terrestre, visto che sono servizio pubblico. Probabilmente perché se no poi la gente li guarda e non sta bene.

Oggi il neo-signor Berlusconi non è più parlamentare. Bene.

Il dibattito che andava avanti da questa mattina, e che mi sono sorbito fino alla fine, non è stato manchevole di pregevoli pezzi da commedia dell’arte, come Bondi che puntava il ditino sui Senatori a vita e che pronunciava “Vergogna!”.
L’unico difetto dei Senatori a vita è stato quello di essersi recati in aula per votare. E si sa, votare è una cosa brutta.

Qualcuno ha tirato fuori il nome di Claudio Abbado. Che è gravemente malato e ha dato lustro all’Italia con la sua arte. Chissà che cosa c’entrava con questo minestrone nazional-popolare! Si disturba Abbado per difendere un frodatore fiscale??Minestrone che si è svolto in un’aula semivuota per il dibattito. Per certi versi si è avuto il grato sentore che di Berlusconi ormai non fregasse più nulla a nessuno.
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Sandro Bondi non e’ piu’ Ministro della Cultura. Gli succede Giancarlo Galan

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Non so se ve ne siete accorti, ma questo brav’uomo dall’endecasillabo libero, dalla rima facile e dall’estro poetico arguto e raffinato non e’ piu’ Ministro della Cultura.

Dopo essere stato oggetto di mozioni di sfiducia ad personam (stavolta si’), bufere di polemiche indubbiamente ingiuste e strumentali (cosa volete, purtroppo la sinistra tende sempre a far polemica e a non dare credito all’opera di governo di persone serie e affidabili, per tacer del fatto che il Comunismo, ahinoi, e’ ben lungi dall’esser sconfitto -e Lui che e’ stato lungimirante se n’e’ accorto in tempo, e’ passato dalla parte dei Giusti e dei servitori della Patria-), Bondi non e’ piu’ al servizio di quella Pompei casualmente crollata sotto il peso dell’incuria resa irreversibile da decenni di totale stasi da parte dei governi precedenti che hanno lasciato all’attuale una eredita’ troppo difficile da gestire umanamente parlando.

Pur non avendo nessuna colpa, Sandro Bondi e’ stato sostituito al Ministero della Cultura da Giancarlo Galan, gia’ Ministro delle Politiche Agricole e Forestali dove si e’ distinto per le sue posizioni di apertura agli organismi geneticamente modificati.

Il suo limpidissimo contributo alla cultura italiana, del resto, e’ ampiamente attestato e consolidato essendo Galan coautore di un volume intitolato “Il Nordest sono io” (Marsilio, 2008).

La sfiducia per il ministro Bondi: Fini accusato di “imparzialita'” (eh…)

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Io non lo so perché ogni volta che voglio dare torto pubblicamente a Gianfranco Fini, poi finisco sempre col difenderlo.

Si vede che sto invecchiando e che le sinapsi cerebrali non mi corrispondono più, che volete che vi dica, fatto sta che per liberarsi definitivamente della presenza di Fini basterebbe ricordare il suo passato di delfino di Almirante e la firma congiunta messa in calce alla legge sull’immigrazione stilata assieme a quella persona calma e riflessiva che è Umberto Bossi, il fallimento della mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi di due giorni fa, altro che ricostruirsi una verginità istituzionale.

Invece no. Invece leggo su Liquida.it (che non ho mai capito bene che cosa sia, fatto sta che spesso mi linka dei post e mi fa salire gli accessi sul blog, bontà sua, io non ho chiesto nulla a Lorsignori, beninteso…) che Fini, da presidente della Camera, sarebbe stato accusato da Bondi (nei confronti del quale è stata calendarizzata una mozione di sfiducia) di essere imparziale.

Proprio così. O hanno clamorosamente cannato quelli di Liquida.it (che avrebbero, in questo caso, dovuto scrivere "parziale") oppure stiamo andando tutti a carte quarantotto, ce ne accorgiamo e la cosa ci piace anche un po’.

Santo cielo, cosa dovrebbe fare Fini o qualunque Presidente della Camera, essere parziale e di parte? Sono certissimo che Fini lo sia, ma il fatto che per un organo di informazione l’imparzialità divenga motivo di forte critica da parte di un ministro mi lascia scettico e anche un tantino disturbato a livello gastro-enterico, come dopo aver visto una delle sue improponibili cravatte color rosa confettino.

Federico Bondi – Mar Nero – Roseto Opera Prima 2009

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L’ultimo film della rassegna, diciamoci la verità, non è stato gran che.

A riprova del fatto che non basta un’idea eccellente (raccontare i rapporti tra le badanti che vengono dalla Romania e gli anziani che debbono accudire, con tutte le implicazioni che questo comporta), non basta una Dorotheea Petre, indubbiamente tenera, carina e calata perfettamente in una parte che le calza a pennello, ma soprattutto non basta una grande interpretazione di una grande Ilaria Occhini per fare un grande film.

Certi ritmi eccessivamente lenti, una fotografia non sempre impeccabile, a dispetto della scelta del regista Federico Bondi di voler utilizzare le tecniche digitali e soprattutto una Ilaria Occhini troppo radicata nel ruolo della anziana fiorentina brontolona e bubbolatrice, che ci ricorda piuttosto da vicino il ruolo di Adele Papini in "Benvenuti in casa Gori" ("C’è più puntali in questa ‘asa che Cristi sulla croce!!").

Cinque.