Francesco Guccini – Dizionario delle cose perdute

Reading Time: < 1 minute

Non so quando uscirà il “Dizionario delle cose perdute” di Francesco Guccini, ma appena un minutino fa, BOL mi ha chiesto se lo voglio prenotare. Non (più) da loro, ça va sans dire.

Il passato non è una terra straniera, no, ed è bello che non lo sia. Nel ricordarsi delle cose perdute (tanto da farne addirittura un dizionario) c’è un senso di antico, di nostro. La gente si ritrova o nei ricordi o nelle antipatie verso qualcuno.

Ma l’avete visto per chi insiste a pubblicare Guccini? Mondadori, già…

Chissà se, scorrendo il dizionario delle cose perdute, alla G troverò un lemma che mi rimanda a “Guccini, Francesco”…

Amazon: gli e-book del Kindle Store si potranno prestare (pensate un po’!)

Reading Time: 3 minutes
Amazon ha diffuso recentemente la notizia che gli e-book acquistati e scaricati dal Kindle Store, potranno essere prestati.

Ma ci pensate? Questa sì che è una notiziona, non stavamo più nella pelle, com’era possibile comprare un libro elettronico senza poterlo prestare? Un’ingiustizia bella e buona a cui, fortunatamente, quelli di Amazon hanno posto rimedio, perché non è vero che guardano ai profitti, no, loro vogliono solo far felici gli utenti che sborsano fior di quattrini per acquistare un file. Dico un file.

Voi pensate che al mondo ci sono biblioteche virtuali e digitali come il Project Gutenberg che da anni gli e-book li distribuiscono gratis, senza bisogno di acquistare alcunché? Siete dei retrogradi, dei trogloditi dell’informatica, ma come, perché dovete scaricare gratuitamente dei titoli disponibili in formati per tutte le piattaforme quando potete comodamente pagare?

E pensate che quello che pagate potete tranquillamente prestarlo a un amico per volta, per un periodo massimo di 14 giorni, e solo a patto che sia iscritto a sua volta a Kindle Store.

Tutti felici e contenti. Alleluja.

E pensare che se comprate un libro di carta potete prestarlo a chi volete (sì, sì, anche a chi NON è iscritto al Kindle Store, pensate un po’ a dove è arrivata la tecnologia inventata da Gutenberg nel XV sec.!), per tutto il tempo che volete,  e se proprio non ce la fa a leggerlo nel tempo tassativo di 14 giorni potete anche dirgli, in uno slancio di generosità "Tienilo pure, se ti fa piacere, te lo regalo", oppure se proprio non vi piace potete regalarlo alla biblioteca della vostra città in modo che qualcuno lo prenda in prestito (anche per un mese, nientemeno!).

E’ inutile, finché la gente non si renderà conto che il libro elettronico serve a cose completamente diverse da quelle per cui serve un libro di carta (ad esempio, non è possibile aggiustare la zampa di un tavolino con un file .PDF o .EPUB, non si può usare un file .TXT per accendere il fuoco) questo affare degli e-book sarà un completo e totale flop, soprattutto perché non si può far pagare al pubblico quasi lo stesso prezzo (quando non un prezzo maggiorato) di un libro cartaceo per un file.

BOL oggi vendeva "Il cimitero di Praga", l’ultimo libro di Umberto Eco a 13,99 in versione e-book:



e a 13,65 (con il 30% di sconto dovuto a un’offerta speciale) il cartaceo:



C’è qualcosa che non va: perché devo pagare di più qualcosa che non posso nemmeno passare a un amico perché se lo legga, o che, nel migliore dei casi, posso prestargli solo per 14 giorni?

La carta è il formato più libero che abbiamo.

La Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato, è ancora perfettamente leggibile dopo 600 anni. Il file del libro di Umberto Eco, tra 600 anni, probabilmente non lo leggerà più nessuno e nessuno saprà cosa sia. Non per colpa di Umberto Eco, naturalmente (il suo è solo un esempio).

A dire il vero, tra 600 anni nessuno leggerà più nemmeno questo blog. Ma almeno per leggerlo  oggi non pagare una lira. Poi lamentatevi, eh?