In ricordo di Susanna Pierucci

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Susanna Pierucci, la mia insegnante di matematica e geometria del Liceo, è morta in questi giorni durante una vacanza alla Maddalena e io ci son rimasto cacino.

La Pierucci è stata una delle più giovani insegnanti di Livorno (credo abbia iniziato a lavorare verso i 21-22 anni) ed è stata una pietra miliare al Liceo Scientifico Sperimentale “Francesco Cecioni” di Via Crispi (poi si è trasferito, ma quella è storia più recente), insieme al Preside Luciano Castelli, universalmente conosciuto come “Boccino”.

Quel poco che riusciva a inculcarci nel ceppione la Pierucci era frutto di un entusiasmo senza limiti. Credeva nelle potenzialità dell’essere umano, e sicché via, Di Stefano, alla lavagna, dimostramo come l’angolo al centro del cerchio sia il doppio dell’angolo al vertice.

E le feci un bello scherzetto da coccolone alla Pierucci, sì. L’ultima ora del sabato, in quinta, era giustappunto matematica, e io avevo il permesso firmato dal suddetto Boccino in persona per uscire 10 minuti prima del suono della campanella finale. Veramente eravamo in due ad averlo, io e un certo Matteo. Così potevamo prendere il pullman e arrivare a casa a un’ora più o meno decente.
Insomma mia alzo, mi metto la giacca e sento la Pierucci che mi fa “Oh, bellino, àlzati pure, eh?? Fai come se tu fossi a casa tua!”
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