Piccoli pignolini crescono

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Il mio ultimo post sul blog “Le balene restino sedute” ha provocato qualche innocua polemica. Mi hanno chiesto rispettivamente:

a) Quali sono le fonti dell’articolo?

Allora, oltre al già citato sito cronacheancona.it [sul post c’è un refuso che non ho voglia di correggere, se mai lo farò quando le acque si saranno calmate] c’era, naturalmente, anche il servizio delle Iene su Blue Whale.

b) Ma le Iene non sono una fonte affidabile.

Lo so e sono perfettamente d’accordo. Ma era l’elemento da cui si è mossa la mia indignazione, non potevo non tenerne conto. Sono quasi costretto a guardare quel programma, e quel filmato in particolare è circolato con molta insistenza negli ambienti adolescenziali che frequento. Non mi interessava avere una fonte autorevole (nel caso cercavo l’ANSA o la Reuter), mi interessare partire da una serie di informazioni il più possibile comuni a chi mi leggeva.

c) E infatti Paolo Attivissimo ha dimostrato che la notizia del suicidio del ragazzo di Livorno non era necessariamente legata a Blue Whale.

A parte il fatto che da un po’ di tempo a questa parte Paolo Attivissimo m’ha fatto du’ zebedei a questa maniera, non mi pare sia stato detto nulla, al contrario, sulla ragazza di Pescara fermata in tempo e ricoverata ad Ancona. Se anche solo quella notizia fosse vera basterebbe e avanzerebbe per giustificare tutto il vespaio che si è mosso intorno al servizio delle Iene.

d) Sta di fatto che hai dato una notizia falsa.

Io non sono un’agenzia di informazione, io non sono Paolo Attivissimo, io sono un blog(ger) e sul mio blog posso basarmi anche sul sentito dire o sulla vox populi. Se volete uno smascheratore di bufale on line, semplicemente, quello non sono io.

e) La fotografia che hai messo a corredo del post è un falso.

E chi se ne frega?

f) Cancellerai o correggerai il post?

Ma non ci penso nemmeno lontanamente.

(no, per dire..)

Le balene restino sedute

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E allora non si fa altro che parlare di Blue Whale. La gente è scandalizzata ma non ancora sufficientemente schifata, evidentemente. Non si è ancora arrivati a toccare il fondo di una realtà fin troppo orribile di per sé. La guardiamo, ce ne distacchiamo, rimaniamo orripilati ma ci limitiamo a quello. In fondo ce lo fanno passare solo per un “gioco”. Un gioco, sì, uno di quelli ollàin, di quelli che fanno tendenza, di quelli che fanno figo, inventato da un delinquente che adesso è in galera e che non si pente minimamente del suo gesto, anzi, lui dice di aver ripulito la società dai parassiti (vedi giudizio human come spess’erra?), un gioco che in cinquanta mosse porta i partecipanti minorenni al suicidio, a buttarsi dall’ultimo piano del palazzo più alto della città, attraverso notti insonni passate a guardare film horror, ad ascoltare musica deprimente, a vedersi manipolare il cervello fino a ridurselo in pappa duttile e malleabile, a incidersi sul corpo vari disegni facendosi del male senza nessun altro scopo che arrivare alla soluzione finale, cazzo quello non è un gioco. Quella è una roba che bisogna identificare i responsabili e punirli duramente, non ci son Cristi che tengano. E’ successo a Livorno, mica cazzi, che un ragazzino di 15 anni si sia buttato giù dal grattacielo di piazza Roma (Piazza Matteotti) al culmine del suo percorso di “gioco”.Ti danno una specie di “tutor” che ogni giorno ti rende edotto sulla cazzata che devi fare e tu la fai. Fino ad arrivare al cinquantesimo giorno in cui te ne vai. Semplicemente. Però hai almeno la soddisfazione che qualcuno ti riprende mentre fai il volo finale e pubblica il video su Facebook o su qualche altra baggianata di social networking, vaffanculo, gliela darei io a loro la soddisfazione. C’è una ragazzina che abita nel pescarese che è arrivata a un passo dal cinquantesimo giorno, l’hanno presa per i capelli e ricoverata nel reparto di Neuropsichiatria infantile di un ospedale nell’anconetano. Ha solo 13 anni, cazzo, e allora questi stronzi sì che ci si sanno mettere con i più deboli, con chi aderisce al programma di morte solo perché vuole provare qualcosa di forte, perché vuole sentirsi figo/a e perché la vita di tutti i giorni, evidentemente, non è abbastanza interessante, cazzo ci avranno nella testa anche questi ragazzini lo sa solo il padreterno. Su un sito denominato “cronacheancora.it” leggo che “Non è escluso che parta un’indagine…”. Minchia, “non è escluso”? Ma l’indagine la devono fare e subito, altro che “non è escluso”! E sono storie così, a distrarci schifati ogni giorno. “Sì, è terribile, ma non ci si può far niente, è la tecnologia, questi ragazzini sono malati, stanno sempre accanto al  loro cellulare (e tu tògliglielo, contròllaglielo, fai qualcosa, pirla!), non si sa che cosa ci facciano (e prendersela un po’ con la nonna o con la zia che glielo ha regalato nel giorno della sua prima santa Comunione no, eh??), il mestiere di genitore è difficile (cazzo, ma te ne accorgi se tuo figlio ha dei tagli sulle braccia o sul resto del corpo, o vuoi dirmi che non vedi mai tuo/a figlio/a nudo??), però è certamente orribile, sissì…, ora scusate ma mi è arrivato un tweet!”Perché in fondo in fondo è solo un “gioco”, vero?