Reintrodotto il reato di bestemmia. Si rischiano da 3 a 6 anni. Ma è una bufala!

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Quando scopri una “bufala” in rete ti senti tanto Paolo Attivissimo e ti vien voglia di far come lui, di scrivere, scrivere, scrivere, pubblicare, puntualizzare, correggere, cazzo quanto scrive quell’uomo!

Che poi non è mica detto che qualcun altro le stesse cose non le abbia scoperte prima di me, però sì, ve lo devo confessare, mi sento proprio un bel ganzo.

La notizia sarebbe stata la seguente: il reato di bestemmia è stato reintrodotto dalla Corte di Giustizia (majuscolo, mi raccomando, così fa più effetto), si rischierà una pena da 3 a 6 anni di carcere e una multa.

Perché è una bufala:

a) la bestemmia non è “reintrodotta”, ma esiste già un illecito amministrativo (così depenalizzato dalla legge 25 giugno 1999, n. 205) che la sanziona, all’art. 724 del codice penale: «Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309. […] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.»

b) non esiste nessuna Corte di Giustizia in Italia. Esistono la Corte di Cassazione, la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale. Ma la Corte di Giustizia no.

c) la pena sarebbe decisamente spropositata rispetto al tipo di reato commesso. Per una Porca si rischierebbe l’interdizione dai pubblici uffici e l’impossibilità di accedere all’affidamento in prova ai servizi sociali (per cui paradossalmente Berlusconi sì e il più incallito bestemmiator de’ santi no).
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La bestemmia di Berlusconi (MP3) va contestualizzata, parola di Monsignor Fisichella

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La parola d’ordine è "contestualizzare".

Lo sanno anche i bambini che una parola interpretata fuori dal contesto iun cui è stata pronunziata potrebbe essere come minimo fraintesa.

E il re del fraintendimento non ha pronunziato una bestemmia, nossignori, tutto va ricontestualizzato, dice Monsignor Fisichella.

E allora ricontestualizziamo.

Berlusconi con un gruppo di militari racconta una barzelletta su Rosi Bindi. E già qui si muore dalle risate, a comando, come quelle registrazioni del pubblico che venivano montate durante le battute dei Jefferson o di Arnold.

Nella barzelletta il pastiche linguistico è perfino banale, del resto non credo che il nostro Presidente del Consiglio sia in grado di produrne di migliori: nella boutade si doveva vòlgere al maschile il nome di un fiore. Che so, "Margherita" diventava "Margherito", "Rosa" diventava "Roso", per cui, per analogia e trivializzazione, "Orchidèa" diventa "Orcodìo".

Ecco cos’ha detto Berlusconi, ha detto "Orcodìo". E’ stato talmente timoroso del giudizio altrui , soprattutto quello della Chiesa (tanto, appunto, il pubblico ride a comando) che non ci ha messo nemmeno la "p" davanti (del resto la barzelletta gli sarebbe crollata miseramente, come fa una "Orchidea" a diventare un "Pochidèo"?)

Va contestualizzato, lògico, per cui, all’interno di una gustosa e strabiliante storiella che avrebbe fatto impallidire i fratelli Marx dal deflagrante effetto comico intrinseco, oltretutto su Rosi Bindi (gesto garbato e gentile e per nulla volgare quello di alludere all’aspetto di Rosi Bindi con i militari), "Orcodìo" si può dire.

Berlusconi sembra un po’ quelli che in internet scrivono "caXXo" invece di "Cazzo" (nei fòrum, nelle chat, nei commenti su Facebook) e poi, quando li sgàmi, ti rispondono: "Eh, sai, ma io volevo dire ‘carro’!! Sei tu che pensi male…!"

Ma certo, come no, uno dice "Maremma maiala" o "Porca Maiella" perché vuole VERAMENTE offendere l’ex palude della Toscana del Sud e un massiccio abruzzese (cazzo avrà fatto il massiccio abruzzese alla gente per essere bestemmiato così?… mica la gente dice "Porco Gran Sasso!", anche perché il Gran Sasso è veramente grosso e gli fa un mazzo tanto!!), non penserebbe MAI alla divinità. In Abruzzo va molto di moda anche "Porco due!" E anche lì, come resistere alla tentazione di dare una lezione attraverso la bestemmia di quel campione di divinità che è il numero due??

Contestualizziamo! Non diciamo di essere dei gran pusillanimi, anzi, contestualizziamo e vedremo che una "porca" quando ci vuole ci vuole (del resto, quando diciamo "porca paletta!" abbiamo detto tutto, le palette sono notoriamente delle gran zòccole e vanno bestemmiate assai!).

Libertà di bestemmiare, dunque, con ipocrisia e velato ricatto (il "se qualcuno di voi tradisce…" finale).

Bestemmi pure Berlusconi. Ha il placet di Santa Romana Chiesa®, che quando si tratta di dare il premio Nobel per la medicina all’inglese Edwards, papà della fecondazione in vitro, dichiara che si tratta di una scelta inaccettabile. Quella!

(Qui di seguito, nel nostro lettore visrtuale di MP3, la barzelletta incriminata di Berlusconi, per chi ha stomaco…)

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