Il sito di Guido Bertolaso: “Grazie neve per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve”

Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve.

Sono stato tirato in ballo più volte, nei giorni scorsi, nel corso delle varie polemiche che hanno accompagnato l’ondata di freddo e la nevicata eccezionale che ha colpito l’Italia ed anche la sua capitale, creando disagi e facendo vittime in diverse località.

Non ho volutamente detto nulla, nei giorni scorsi, e preferisco fare alcuni commenti, che magari in pochi leggeranno, in attesa della prossima ondata di maltempo che in molti temono peggiore di quella appena terminata la cui gravità e imponenza è stata offuscata dalle diatribe puerili di chi cerca scuse per giustificare le proprie leggerezze, mentre la gente muore assiderata per le strade perché nessuno è andato a soccorrerla, un po’ come per la Concordia.”

(da: http://www.guidobertolaso.net/?p=219#comments)

 

Ringraziamo, dunque, la neve. Anche per averci ricordato che la Protezione Civile non è nulla senza Bertolaso. Francamente ce ne eravamo dimenticati. Anche di Bertolaso, voglio dire.

 

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La pensione “rilassata” di Bertolaso

Bertolaso va in pensione.

Non si capisce perché la sua decisione di ritirarsi, pagato dalla Previdenza italiana e dalle tasse dei cittadini, dalla vita lavorativa, non corrisponda anche alle sue dimissioni da sottosegretario del Governo (si è mai visto qualcuno dell’esecutivo lasciare il proprio posto solo perché va in pensione? Non mi pare…), ma il meccanismo, nemmeno tanto lento, dell’oblio di massa è passato anche sopra a questa evidente contraddizione in termini.

Bertolaso non va solo in pensione, evidentemente, ma spegne i riflettori sulla sua figura e, soprattutto, sulle tante pessime figure rimedite negli ultimi anni del suo mandato, in primis la gestione dell’emergenza post-terremoto a L’Aquila con tutto quello che ne consegue.

La pensione è quella cosa per cui chi ne ha diritto e ne usufruisce, poi viene completamente dimenticato dal resto del tessuto sociale.
Si libera dall’evidenza della notorietà e gode di una sorta di amnistia mentale collettiva che termina in un corto circuito evidente in cui il giudizio sul personaggio e sull’operato della sua funzione pubblica viene congelato, per non dire evaporato.

Bertolaso scende dal palcoscenico, dunque.

Qualcuno dice "ci mancherà". Ad altri, me compreso, non mancherà affatto.

Tutti, immancabilmente e incondizionatamente, saremo però disposti volentieri a formattare quella parte della nostra memoria in cui erano incisi i dati su L’Aquila, sui rifiuti di Napoli e della Campania, le sue interviste ad "AnnoZero" tese a rassicurare l’opinione pubblica di Terzigno che in realtà non sta accadendo niente di così grave, nonché l’essersi smarrito dopo l’incontro con una Signorina che gli aveva dato una "rilassata".

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Bertolaso si difende (malamente) in una conferenza stampa: esattamente come tutti i cittadini, oh…

Dunque, Bertolaso si è difeso e ha opposto le sue ragioni alle accuse della Procura di Perugia.

Per carità, in Italia il diritto alla difesa è un diritto fondamentale costituzionalmente garantito e guai a rinunciarvi.

E’ anche comprensibile che Bertolaso, vista la sua posizione di capo della Protezione Civile, per difendersi abbia scelto di pubblicare la sua vicenda, ripresa dai media che ne amplificano portata, ragioni, tesi, antitesi, torti e ragioni, eventuali colpi di genio e/o cazzate compresi.

Quello che, invece, è meno comprensibile, è che la difesa, prima ancora che nelle aule di Tribunale, avvenga in una conferenza stampa ospitata, logisticamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ora c’è solo da chiedersi quale cittadino inquisito abbia la stessa possibilità di andare a raccontare la propria linea difensiva all’opinione pubblica del Paese utilizzando le risorse del Governo. Le risorse pubbliche sono a disposizione di Bertolaso per l’esecuzione del proprio mandato. Se deve andare in un luogo colpito da terremoto o altra sciagura è normale che prenda un volo di stato o che usi mezzi non suoi.

Ma è indagato, e a livello personale.

Personalmente trovo di pessimo gusto che vada a sventolare gli SMS ricevuti dalle massaggiatrici brasiliane davanti alle telecamere (dovrebbe commentarle più pacatamente davanti ai giudici) ma non è questo il punto.

Il punto è che i cittadini italiani “normali” non hanno gli stessi privilegi governativi per poter esercitare lo stesso diritto alla difesa, e questo non lo trovo di pessimo gusto, mi fa veramente incazzare.

Il “placet” di Berlusconi alla conferenza del “Capo” era scontato. Non scontata, invece, è stata la stigmatizzazione di una delle frasi di Bertolaso, quella in cui cerca di accomunarsi a Clinton nell’avere in comune un problema di nome Monica. No, Clinton non si tocca, anche se è stato dimostrato che si è fatto fare quelle cosine lì da una che si chiama Monica rischiando matrimonio, Presidenza degli States, reputazione e quant’altro.

E così hanno sbaraccato tutto in fretta e furia e pare che Bertolaso, prima o poi passerà la mano.

Bertolaso, ovviamente è su Wikipedia.

Scarica da qui il file audio della Conferenza Stampa di Guido Bertolaso

oppure ascoltalo dal nostro lettore virtuale di MP3
(da www.radioradicale.it – Licenza: Creative Commons)

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Roseto degli Abruzzi – Bertolaso riceve la Rosa d’Oro 2009

Sul n. 109 di Eidos, che porta la data del 20 febbraio 2010, a pagina 31 è riportato un succinto articolo con un reportage forografico sul conferimento della Rosa d’Oro 2009 (Città di Roseto degli Abruzzi) a Guido Bertolaso.

Tra le foto riportate, assieme a quelle coi politici locali e coi rappresentanti della Giuria del Premio, anche una posa in cui il Bertolaso si mostra assieme a cuochi e camerieri del ristorante di pesce di turno.

Pochi giorni dopo Bertolaso sia stato inquisito.

E peccato anche che la giuria non abbia emesso un comunicato stampa in cui ritira e revoca il premio conferito a Bertolaso per essersi “distinto dopo i tragici fatti del 6 aprile scorso”. Nessuno poteva sapere *prima*, è vero. Ma nessuno ha voluto fare *dopo* un passo indietro per stabilire che una persona premiata quanto meno debba essere al di sopra di ogni sospetto.

No, Bertolaso è accusato di corruzione e, nel dubbio, il premio resta.
Ecco.
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Piscicelli e Gagliardi il giorno del terremoto a L’Aquila



"Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno".
"Lo so" [ride]
"Per carità, poveracci".
"Va buò".
"Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto".

Conversazione telefonica tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi, 6 aprile, giorno del terremoto in Abruzzo)

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Indagato Bertolaso: Protezione “Civile”?

Questa mattina ho ricevuto un SMS da parte di Valeria, mia cugina, terremotata a Paganica, attualmente in una casetta antisismica comprata per conto proprio perché la Protezione Civile non le ha dato proprio un cazzo di niente.

E’ una ragazza squisita che non mi manderebbe mai un SMS senza un motivo serio. "Che mi dici di Guido?", mi fa.

E io che cazzo ne so, aggiungo con innocente candore.

Invece le news le ho viste solo nel pomeriggio. Il bravo Bertolaso, quello che ha lavorato solo per l’interesse della Nazione in emergenze inimmaginabili, dai rifiuti a Napoli al terremoto a L’Aquila, passando per le veline e le escort del Presidente del Consiglio, è indagato per corruzione.

Proprio ora che Berlusconi stava per farlo Ministro! Non penseremo mica che la nomina fosse propedeutica alla norma recentemente approvata alla Camera sul cosiddetto "processo breve" che salva il Presidente del Consiglio sì, ma anche i Ministri dall’esecuzione dei processi che li riguardano, almeno durante il loro mandato? Ma come siamo ingrati!

Proprio lui, Bertolaso, che, come si sa, ha dato una casa agli aquilani, tranne a mia cugina Valeria che col cazzo che avrebbe avuto un posto dove stare se avesse aspettato la Protezione Civile.

Oh, ma Bertolaso è stato bravissimo nel suo colpo di teatro. Ha detto "Mi dimetto, rinuncio ad ogni incarico", così Berlusconi ha potuto dirgli "No, resta!"

E’ il teatro nel teatro, neanche Ionesco e Beckett, maestri del teatro dell’assurdo, avrebbero saputo fare di meglio. In gergo calcistico si chiamerebbe "assist".

E di nuovo la solfa che non ci si dimette solo per il fatto che si è indagati, che è tutta una persecuzione, che non è vero niente, che, comunque, non si è colpevoli fino a una sentenza di condanna definitiva passata in giudicato. Del resto è la costituzione.

E, del resto, che non ci si debba dimettere in presenza di un avviso di garanzia, ormai lo dice anche Di Pietro, che non raccomanda più a nessuno di correre dal proprio giudice e chiarire la propria posizione, ma appoggia la candidatura in Campania di Enzo De Luca, un inquisito del Partito Democratico, già rinviato a giudizio.

Per cui, anche grazie a Di Pietro, Bertolaso non solo può restare, ma DEVE restare, prego, si accomodi sor Guido, si sa, son malelingue che non fanno altro che far buriana e mettere in giro pettegolezzi, si figuri se noi, mia cugina Valeria, suo marito e mio cugino Gildo ed io, si potrebbe mai pensare nemmeno lontanamente che Lei possa anche essere MINIMAMENTE accusato di corruzione. Gliè stato uno sbaglio, si capisce, son dei malfidati i giudici, basta che uno risolva i problemi di Napoli e si fanno subito i sospetti che uno possa essere addirittura colpevole, via, o icché la mi dice sor Guido, basta guardare a cos’ha fatto per nquella povera gente d’Abruzzo, che l’ha sistemati tutti nelle case nuove che così noi la sera si può vedere la telenovela o il Grande Fratello in pace, senza sentire più di tutte quelle brutturie che succedono nel mondo, non si preoccupi, sor Guido, Lei potrà sempre contare sul nostro assenso, sul nostro appoggio e, soprattutto, sull’omertà di tutti noi telespettatori che abbiamo dato tutti due euro con un SMS proprio per la Protezione Civile, sì…
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Usa Bertolaso e indovini subito chi viene a cena!



Disgrazie?
Sciagure?
Catastrofi?

Siete stati per caso colpiti da un TERREMOTO? Avete un’EMERGENZA RIFIUTI che ha ridotto la vostra città in una latrina? E’ scoppiato un treno carico di gas alla stazione che ha DISTRUTTO palazzine nell’arco di ottocento metri??

Niente paura, per ognuna di queste quotidiane necessità e per molte altre c’è

BERTOLASO®

l’unico che scava, recupera, demolisce, coordina, ordina, collega, ma soprattutto SOTTERRA.

L’uso costante di BERTOLASO® favorisce l’isolamento, impedisce il ricordo, e diluisce la gravità dei fatti con una forza pulente straordinaria e sorprendente.

E ricorda: se usi BERTOLASO® ogni giorno sarai premiato per la tua fedeltà, perché avrai in OMAGGIO, senza alcun impegno da parte tua, per il solo fatto di aver risposto a questa offerta, una serie di VISITE UFFICIALI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO(Tm).
 


Sì! La fantastica sinergia di PRESIDENTE DEL CONSIGLIO(Tm) e BERTOLASO® ripulirà la memoria collettiva di qualsivoglia disgrazia e anche tu potrai continuare a dire, finalmente, con la stessa boria e balda esultanza di un tempo: IO ME NE FREGO!
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Il Venerdi’ Santo del Caro Leader Bertolaso

Mi telefonate, mi scrivete e continuate a contattarmi in tanti.

Grazie, non ce la faccio quasi più a star dietro a tutti. Lo dico sul serio.

Tutti, oltre a chiedermi come sto e a come va "lì da te", mi chiedono cosa si può fare, ma soprattutto come fare per dare un aiuto a chi ha bisogno, nonché quali bisogni ci siano.

E’ difficile dire di che cosa ha bisogno la gente. Soprattutto quando qui sulla costa adriatica, come ripeto, non è accaduto niente, a parte gli spaventi che ti fanno invecchiare di un anno ogni volta che la scala Richter ci si mette di mezzo. C’è gente che parla solo il dialetto ma che conosce benissimo il significato di parole come "magnitudo".

Le aree più colpite sono raggiungibili ma a fatica.

Tutti vorremmo aiutare. Ma vorremmo anche che i nostri aiuti andassero a chi ha veramente bisogno, secondo i propri bisogni. Che sono individuali e insindacabili.

Questo non è e non sarà mai possibile. E’ la Protezione Civile che ha tutto in mano. E’ difficile sfuggire dalle grinfie di Bertolaso.

Quando voi date dei vestiti alla Caritas, del denaro alla Parrocchia o alla locale sezione ARCI (ma ne esistono ancora?) o a qualunque ente si occupi di raccogliere fondi e generi di prima necessità, sappiate che state consegnando qualcosa solo a un punto di raccolta, nient’altro. Caritas, Parrocchie, Croce Rossa e Comuni consegnano tutto alla Protezione Civile che è la plenipotenziaria, ha potere di vita o di morte su tutte le zone della catastrofe.

La Protezione Civile è anche quella grazie alla cui disorganizzazione gli ammalati dell’Ospedale de L’Aquila sbriciolatosi come un frollino inzuppato nel latte non hanno avuto acqua da bere dal momento del sisma fino almeno alle 18,30 (non è una notizia inventata, è la testimonianza di un medico a "AnnoZero" di ieri sera).

La Protezione Civile è quella che gestisce gli aiuti inviati tramite SMS al numero che viene pompato da tutte le trasmissioni radiotelevisive della RAI.

La Protezione Civile è quella che da domani, con disposizione delle Prefetture, gestirà gli alloggi, la logistica e gli spostamenti degli sfollati negli alberghi della Costa Adriatica. Fino ad oggi se ne occupavano i comuni.

State attenti quando fate le vostre donazioni in denaro, a meno che non abbiate persone di piena fiducia è ben difficile che i vostri aiuti seguano i bisogni di chi ha bisogno, perché i bisogni della gente li stabilisce il caro leader Bertolaso.

Però sfuggire alle sue grinfie a volte si può.

Questa mattina ho ricevuto una mail dal nostro lettore Bernardeschi Rutelio, che mi segnalava il blog di Anna, una donna de L’Aquila che aveva bisogno di un PC e di una chiavetta per poter tornare a raccontare. Il blog di Anna è raggiungibile all’indirizzo:

http://miskappa.blogspot.com/

Qualcuno si scandalizzerà che ci siano persone che in tempi di terremoto, in cui si perde tutto, qualcuno si (pre)occupi di avere un computer e internet. La comunicazione è un bisogno primario, c’è poco da scandalizzarsi. Ho subito telefonato ad Anna, che mi ha confermato che un’amica si sta occupando della cosa e che il suo computer è in arrivo.
Chi volesse contribuire con un bonifico può usare le coordinate IBAN

IT34C0560803202000000002727

intestato a Marina Pierani – causale del versamento "Portatile per Anna Colasacco".

Proprio questa mattina ho ricevuto il bonifico per una tranche di introiti pubblicitari degli annunci presenti sul blog, non ho fatto altro che girarlo per il computer di Anna Colasacco, e il primo che mi dice che la pubblicità sul blog non serve a un cazzo vada a fare in culo senza nemmeno passare dal via.

Un computer è una cosa banale e minimale. Eppure questa esperienza ci insegna che la solidarietà è sempre un gesto da me a te, se qualcuno ci si mette in mezzo non è più solidarietà.

Ho ripristinato temporaneamente i commenti nel blog perché penso che in questi momenti sia utile averli. Usateli per dire cose intelligenti, non ho e non abbiamo bisogno di cazzate.
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