Bertinotti: un sospiro di sollievo

“E’ bene quel che finisce bene. Tiriamo tutti un sospiro di sollievo. E’ bene che tutto il Paese sia unito in questa soddisfazione perchè è finito il rischio per la vita di due persone”.

Io quest’uomo proprio non lo capisco. Bertinotti è il Presidente della Camera e quando parla fa come Proust. O come i Jalisse. Fiumi di parole.

La Nato ha effettuato un bliz nella provincia di Farah, in Afghanistan, per liberare i nostri due sottufficiali rapiti.

Sono rimasti uccisi 9 rapitori ma, soprattutto, i nostri militari sono stati feriti gravemente. Uno di loro è stato raggiunto alla testa e al torace.

Stavano per ammazzarli, questo poveraccio chissà se ce la farà e Bertinotti tira un sospiro di sollievo.

Bertinotti è così, non sa mai cosa dire, e quando dire qualcosa improvvisa tre o quattro discorsi di circostanza. Ma soprattutto non si rende conto delle cose che accadono intorno a lui. Le nega. “E’ bene quel che finisce bene.”

E farebbe solo bene a cominciare a ritirarli dall’Afghanistan i nostri soldati. Così, almeno, l’Italia la smetterà di giocarci al tiro a segno per i suoi sospiri di sollievo.

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