Roseto Opera Prima – “Lascia perdere, Johnny” di Fabrizio Bentivoglio

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E va beh, non ci crede nessuno ma sì, è vero, faccio parte della giuria del Premio Cinematografico "Roseto Opera Prima".

Vedrò sei film in concorso di attori esordienti, mi ciuccerò un po’ Paolo Virzì (come se non mi bastasse essermelo ciucciato a scuola per cinque anni quando faceva il rivoluzionario d’assalto) che verrà a versare qualche fiume di parole (ma fuori concorso!) e conoscerò qualche regista o attore esordiente di cui, sicuramente, presto dimenticherò il nome o se tutto va bene lo confonderò con quello di qualcun altro, buonasera, complimenti, che splendida cornice, salve assessore, salve signor sindaco, omaggi etc…

La "politesse", lo sapete, non è fatta per me, per cui mi mescolo fra il pubblico per sentire le reazioni e tastarne gli umori.

Ieri sera si è cominciato con "Lascia perdere, Johnny" di Fabrizio Bentivoglio.

E’ un film fresco (chissà cosa vuol dire quest’espressione, ma i critici cinematografici veri si esprimono anche peggio) in cui trionfa la Caserta degli anni 70 nella vita di un giovane chitarrista di provincia.

Così ognuno ci ritrova un po’ del suo, è un tuffo nella memoria tra bottiglie di Rosso Antico e Punt&Mes, dischi in vinile dei Black Sabbath, occhiali a goccia e chi più ne ha più ne metta.

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