Il sessantotto secondo Ratzinger

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Quando il papa emerito Joseph Ratzinger, alias Benedetto XVI, fece il gran rifiuto, so ripropose di vivere il resto della sua vita in obbedienza al suo successore e in preghiera. Lodevole intento. Solo che giorni fa deve essersi accorto di essere ancora felicemente e augustamente papante e ha pubblicato, per una rivista culturale tedesca, uno scritto corposissimo -segno evidente e tangibile della vivacità della sua attività intellettuale e della sua già citata papanza- in cui, in estremi $oldoni, identifica l’origine del dramma della pedofilia nella Chiesa con la decadenza morale del sessantotto. Ora, è chiaro a chiunque che i casi di “particolare attenzione” sessuale su minori da parte di sacerdoti e ministri di culto sono vecchi come il mondo e che non ci siamo svegliati una mattina del sessantotto per ritrovarci con tutta una serie di indegnità morali riprovevoli e schifose. C’è chi è pronto a testimoniare di aver subito vuolenze fisiche, psichiche e spirituali anche negli anni che vanno dal primissimo dopoguerra al boom economico, quando queste attenzioni morbose sui minori da parte di qualche pretaccio laido e privo di morale venivano considerate all’ordine del giorno e perfettamente “normali”. Si faceva ma non se ne parlava, in un clima di cupa e dolorosa omertà. Se qualche prete veniva pizzicato con le mani nelle mutandine di un bambino, il massimo che gli potesse capitare era essere confinato in qualche paesino di montagna dove poteva continuare a svolgere indisturbato le sue azioni schifose. Il sessantotto, buon per lui, non c’entra proprio un accidente di niente. Anzi, se c’è un merito di quell’anno formidabile è stato proprio quello di dare vita alla liberazione dai tabù sessuali. Finalmente di sesso si poteva parlare. Magari uno non ne parlava esattamente nella propria famiglia di origine (si era pur sempre nella sempiterna prima repubblica cristianuccia e bigottella) ma magari con i compagni (anche in senso politico), con gli amici, con chi si aveva intorno e a portata di mano, tanta era la sete di conoscenza e la voglia di sapere e sperimentare. Di sesso, dunque, e di tutte le sue sfaccettature e brutture si poteva finalmente parlare, discutere, confrontarsi. E denunciare. Per cui se qualcosa ha fatto il sessantotto è stato proprio il dare la possibilità a tutti di far venir fuori gli scandali, di far scoppiare i sozzi bubboni sottesi alla facciata perbenista e ipocrita della Chiesa, di affermare la propria identità come esseri sessuati e con una rinnovata padronanza di sé. Il sessantotto, tra i meriti che ha -e ne ha indubbiamente più d’uno- è stato il più grosso momento di autoanalisi collettiva che la storia recente ricordi. Non ci venga a raccontare bùbbole il Papa Emerito e cerchiamo di rimettere le cose al loro posto, ché a far degli errori storici si commettono delle gravi storture alla realtà e questo non è bello. In Australia, Stati Uniti, Irlanda, la pedofilia della Chiesa continua e assume punti di assoluta e completa rilevanza, e lì non c’è stato nessun sessantotto, fenomeno tipicamente europeo e segnatamente italo-francese. La Chiesa, attraverso la voce del suo rappresentante intellettualmente più significativo, ha perso una occasione magistrale per fare un mea culpa secolare ed evitare di dare la responsabilità ai soliti ammuffiti comunisti e/o comunismi. Peccato. Peccato davvero (in senso polisemico, si intende).

Journal irresponsable: siamo tutti Charlie ma io già un po’ meno

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E così, tutti siamo Charlie.

Della gente è morta, i vivi sono scesi in piazza, una nazione è rimasta paralizzata dalla paura, l’inchiostro delle prime pagine dei giornali si è trasformato in sangue, tutti si sono sentiti coinvolti in prima persona rispolverando il diritto alla satira e alla libera espressione, per permettere a Charlie Hebdo di pubblicare vignette che ritraggono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che si inchiappettano e costituiscono la scusa di parlare dei matrimoni omosessuali che sono delle cose serie.

Non me ne frega niente che abbiano scomodato la Trinità cara ai cattolici (questo, caso mai, sarà un problema dei cattolici), o che si autodefiniscano in prima pagina “Journal irresponsable”, voglio che se si parla di diritto di satira quello che pubblicano faccia ridere. Perché è vero che la satira è ciò che va “al di là”, ma qualcuno ci dica “al di là” di cosa. Della vita stessa? Dello stesso senso del ridicolo?? Conforme, si muoia pure per una risata, così la risata ci seppellirà -già che c’è e già che s’ha da morire!- ma questo non è nemmeno un ghigno. E’ un contenuto forzato (e non deformato, come la satira vorrebbe) che non fa vedere dove vuole andare a parare. Quando guardavo le caricature di Walter Molino su Grand’Hotel, da piccino, c’erano Mike Bongiorno col nasone, Nada con la bazza, Mina con gli occhi di fuori e la gente rideva spontaneamente. Ho riso come un matto quando il Manifesto ha pubblicato la didascalia “il Pastore tedesco” sotto la foto di Ratzinger neoeletto Benedetto XVI. Eppure in quel caso sono bastate una foto e una scritta.

Ma noi no. Noi con le matite spezzate in mano abbiamo a tutti i costi lottato non per il supposto diritto alla libera espressione ma per il diritto di dire quello che ci pare e che gli altri se ne stiano anche parecchio zittini. Eh, ma non funziona mica così!

E quindi siamo tutti Charlie ma io già un po’ meno.

Un uomo solo al comando

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Non so voi, ma io comincio a provare un sentimento di sincera ed umana compassione nei confronti di quest’uomo che ha passato una vita a studiare da Papa e si è ritrovato solo.

Solo quando gli arrestano il maggiordomo fede, solo quando, guarda caso, quasi contemporaneamente viene sollevato dall’incarico un alto responsabile della Banca Vaticana, solo quando all’Angelus di Piazza San Pietro saluta una associazione di tiro con l’arco mentre un gruppo di manifestanti gridava “Vergogna!” per il silenzio su Emanuela Orlandi e una foto dell’allora giovane cittadina vaticana si andava a impigliare proprio su una delle statue che sovrastano la Basilica.

Dev’essere terribile, per chi è al potere, dover scoprire di non averne nessuno. E di non avere nessuno intorno.

Quello nei confronti di Ratzinger è un martirio mediatico e temporale visibile ad occhio nudo. La solitudine di chi tesse la trama vaticana. Cioè non lui.

Papa Benedetto XVI dice no ai falsi profili sui social network

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Sono preoccupato.

Sua Santità, oggi, parlando dei Social Network (che, comunque ha grandemente benedetto, uh, se li ha benedetti!) ha affermato che "(…)ci si trova di fronte alla sfida dell’essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’illusione di costruire artificialmente il proprio "profilo" pubblico".

E io che ho sempre firmato il mio blog con nome e cognome adesso che faccio? Gli do ragione??

No, via, devo fare qualcosa, che so, rientrare su Facebook, farmi un account farlocco, fingermi una strafiga e chiedere l’amicizia a 515 maschietti allupati tanto per cominciare, ma così papista non mi ci sapevo nemmeno io.

Giuro, ci son rimasto male!

La Chiesa Cattolica critica la perdita di moralita’ delle istituzioni pubbliche italiane (oh, ma sara’ padrona…)

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Ma bene, in nome di Dio, perché finalmente l’organizzazione religiosa demoninata "Chiesa Cattolica" si è decisa a dare un segnale UNANIME di ferma, morale ed ecclesiastica condanna nei confronti degli atteggiamenti del Presidente del Consiglio e delle escort che, vendendo bassamente e biecamente il loro corpo, recano dileggio alla nazione italiana intera, rendendo necessaria una revisione degli atteggiamenti e un profondo pentimento da parte di chi deve rappresentare i valori democratici e gode del suffragio diretto del popolo che lo ha nominato plebiscitariamente a sì alte funzioni, ecco, bene, bravi per Bacco, era quel che ci voleva, sì, sì, applausi, si vergogni quello lì, che ha speso tutti i soldi con le putt… con le prost… con le bagasc… con le batton… con le donne di malaffare, anche minorenni, calpestando il ruolo della donna nel suo essere più profondo e ridicolizzandola nella sua dignità, frusciando quattrini per un po’ di passera, che, si sa, a tanti sacerdoti ed esponenti del clero la passera fa anche schifo,  mamma mia, non ne parliamo nemmeno, però i quattrini regalati alle scuole private cattoliche a dispetto della scuola pubblica e le leggi sul non diritto del singolo a disporre della propria vita quando Eluana Englaro moriva quelle non sono cose esecrande, immonde, condannabili, no quelli son odori di santità della pecorella smarrita accusata solo di puttanaggio, ma si sa, i soldi ci vogliono, se no come si fa ad assicurare che l’insegnamento ai giovani virgulti cresciuti nella fede non venga contaminato dalle falsità che si imparano nella scuola pubblica, tra cui l’abominio della teoria dell’evoluzione, e come si farebbe del resto senza nemmeno il becco di un quattrino dallo STATO® a sostenere che la gente non può morire come le pare ma che deve morire come pare ai principali azionisti di "Chiesa Cattolica"?…eh? ditemelo voi…

Il Papa va a Barcellona e i gay si baciano

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Sua Santità il Papesio, augustamente Ponteficante, è sceso a Barcellona per conferire la dignità basilicale alla Sagrada Familia di Antoni Gaudì, che son più di cent’anni che dicono che devono finire di costruirla ed è ancora lì, con la sua parvenza di formicaio incrociato con l’immagine della sabbia bagnata che costituisce i castelli che fanno i bimbi al mare sulla battigia, insomma, a me il Modernismo un mi garba.

Sulla sua strada la Papamobile ha trovato un gruppo di 200 omosessuali che al passaggio dell’incontestabile ospite si sono dati un bacio.



Voglio dire, se in Spagna si possono sposare coppie dello stesso sesso, non sarà certo uno scandalo se si baciano in pubblico.

Ecco cos’ha la Spagna in più di noi. Le regioni a minoranza linguistica sono autonome, costituiscono una minietnìa a sé, i catalani sono anche spagnoli, ma sono, prima di tutto, catalani. Appunto. Come i galiziani e i baschi. Oddìo, lì c’è sempre stato qualche problemino, sarà che i baschi hanno resistito sul loro territorio che occupavano da prima che arrivassero gli indoeuropei, figuriamoci.

Gli spagnoli si riuniscono e contestano. O mettici un po’ un toppino.

Da noi, in Italia, probabilmente sarebbe stata anche possibile la presenza di 200 gay lungo il corteo papale. Purché afflitti dalla vergogna e intenti a fustigarsi per aggravare in questa vita il doloroso inferno che li attende nell’aldilà.

Il Cardinal Tarcisio Bertone: “Vescovi sequestrati e lasciati senza mangiare e bere. Non sono mica bambini!”

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"(…) un fatto inaudito, non ci sono precedenti nemmeno nei regimi comunisti"

"Non ci sono precedenti, nemmeno nei regimi comunisti."

"E’ un fatto inaudito. Al di là della condanna della pedofilia l’irruzione e il sequestro dei vescovi per nove ore, senza bere né mangiare… Non sono mica bambini" (*).

Card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano

(riportato su: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=100429)


(*) Ah, perché i bambini, notoriamente, si possono sequestrare, tenere nove ore senza mangiare né bere… sì, sì, Eminenza, certo Eminenza…

Il Cardinale Crescenzio Sepe indagato per corruzione

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[…venga, venga Santità… tira vento sul Vaticano…]

«Quanti martiri ci sono, anche oggi, che in nome della verità e in nome di Cristo rimangono fedeli al suo Vangelo, che vengono torturati, che vengono umiliati e disprezzati. Ma noi che possediamo il Signore, noi che siamo coerenti con la nostra fede non dobbiamo aver paura».

(Card. Crescenzio Sepe, Omelia del 20/06/2010)

L’anniversario della strage di Piazza Tienanmen

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Sua Papità Benedetto Decimoràzzo è a Cipro, a Sua Maestà la Regina Elisabetta d’Inghilterra si è macchiato l’abito e si è rotta la borsa,  disdetta, la Marcegaglia non è spaventata dalla crisi, anzi, dice che la Cina è vicina e che bisogna andare a investire proprio lì, dove il 4 giugno del 1989 si perpetrava la strage di Tien An Men, ma di questo anniversario, guarda caso, oggi non ne parla nessuno.

I preti lo sanno: la Sede Vacante della Chiesa Cattolica

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Io i cattolici li invidio. E anche i testimoni di Geova.

Invidio tutto di loro, invidio le loro certezze mai scalfite da dubbi (si sa, quando hai qualche dubbio sull’esistenza di Dio è segno che è lui che ti accoglie tra le sue braccia, non era lui che non si faceva trovare, ma tu che avevi perso la via), invidio la grande consolazione che dànno i riti sempre uguali a loro stessi (la messa cattolica è come un panino di MacDonald’s, lo trovi sempre uguale in ogni parte del mondo, cambia solo l’ambientazione ma gli ingredienti sono gli stessi), invidio il loro stare dalla parte giusta anche se si comportano in maniera sbagliata. Ratzinger, l’attuale pontificante felicemente papante, ebbe a dire, il giorno della sua elezione "Il Signore sa lavorare anche con strumenti imperfetti" e poi si ritirò nelle papaline stanze, come per dire che lui sarà anche uno strumento imperfetto, ma intanto ora è lì, tremate.

Ma soprattutto invidio ai cattolici e ai testimoni di Geova la straordinaria organizzazione gerarchica e comunitaria che li fa essere autosufficienti e che fa trovare loro risorse e risposte direttamente dall’interno. Se ne fai parte non hai problemi, pensano loro a tutto. Sei il più puttaniere dei mascalzoni affiliati alle mafie di tutte le ‘ndrànghete collegate alle camorre organizzate di mezzo mondo? Stai tranquillo che qualunque sia il tuo peccato troverai nell’organizzazione della Chiesa Cattolica o della Torre di Guardia tutto l’aiuto possibile e immaginabile. La parabola del figliuol prodigo è sempre lì pronta a colpire, basta che tu ti battezzi nella piscina della Sala del Regno o che, in alternativa, tu mostri un poco la lingua tremante al prete che ti somministra il Sacramento. Poi però se sei separato il prete l’ostia non te la dà, ma hai comunque ottime possibilità di arrivare piazzato sul trenino in partenza per il Regno dei Cieli, che fa ciuffecciù.

I preti lo sanno. E sorridono.

I preti lo sanno che c’è un cadavere, il cadavere di Elisa Claps, nascosto da qualche parte, in una chiesa della Basilicata, dove si continuano a celebrare battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e financo funerali (non quello della Claps, quello no, sarebbe sconveniente). I preti lo sanno che qualcuno dei loro confratelli ha avuto tentazioni della carne con minori (ora, chiamarla "pedofilia" sembra proprio brutto e sconveniente…), lo sa anche quello più in alto, vestito di nero, che qualcuno vorrebbe fosse chiamato perfino a deporre in un procedimento negli Stati Uniti (quelle brutalité!), lo sanno tutti, e il muro dell’omertà che li circonda, una volta scoperto, si chiama "penitenza".

Ecco cos’altro invidio ai cattolici, la capacità di trasformare il significato delle parole. Ti separi dal tuo coniuge? Scomunica. Alcune persone sapevano della presenza di un cadavere tra le mura di una Chiesa? Segreto del confessionale.

La Chiesa Cattolica è in Sede Vacante, aspettiamo solo l’emissione filatelica tradizionale del Vaticano.

Pio XII (Eugenio Pacelli) sara’ beato, ma non assieme a Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

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Va bene, Pio XII (Eugenio Pacelli) sarà beato checché dicano gli ebrei sulla portata storuica del suo pontificato, giacché Sua Antirelativismità Giovanni Razzo 16 ha deciso all’unanimità di analizzare le virtù morali del suo predecessore, e di tacere, come aveva fatto lo stesso Pacelli a suo tempo, sulle sue responsabilità circa il silenzio del Pastor Angelicus nei confronti della Shoah.

Questo vuol dire che Pacelli sarà elevato agli onori degli altari e agli oneri della Chiesa comunque e in qualsiasi modo.

In Vaticano hanno avuto, però, l’estrema delicatezza di non far più coincidere la cerimonia pacelliana con quella, certamente più seguita, dedicata a Wojtyla, così Pacelli lo faranno beato in una cerimonia più sobria e sommessa ma ce lo butteranno nel geghegè all’istessa maniera.

Cercano solo un miracolo, ma vedrete, ormai è mal di poco…

Vile attentato al pontefice Benedetto XVI da parte di una squilibrata, l’Augusto Reggente e’ ancora felicemente papante

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Ci sono categorie di persone che quando succede qualcosa che, semplicemente, per imperizia o per negligenza, non si è riusciti ad evitare, fanno molto comodo.

Una bomba? Un ordigno inesploso? Un invio espolsivo? Contestazioni al Presidente di Consiglio (che Dio ce lo conservi!)? Sono stati gli anarco-insurrezionalisti.

Ecco, gli anarco-insurrezionalisti, nessuno li ha mai visti, tanto meno messi in condizioni di non nuocere, però sembra che ce ne siano a centinaia, mentre, con ogni probabilità, in Italia ne esisteranno si e no due o tre.

Ora però vanno molto di moda gli psicopatici, gli squilibrati, i fuori di testa, i borderline, quelli che, in breve, hanno bisogno della camicia di forza (solo che questo non lo dice nessuno).

Berlusconi si prende una statuetta del Duomo in faccia? E’ stato uno psicopatico, un malato di mente, poveretto, è già stato subito arrestato.

Il papa viene spintonato e fatto cadere da una donna che riesce ad arrivare a lui e far ruzzolare anche sua Eminenza in Cardinal Echegarray, alla veneranda età di 87 anni? E’ stata sicuramente colpa di una squilibrata, minimizzano, anzi, la poveretta è già stata arrestata (tranquillizzano), per carità, immediatamente acciuffata dai solerti servizi di sicurezza che, nessuno lo dice, non sono stati capaci di fare in modo che l’aggressione si evitasse.

Poi verrà sicuramente il perdono, e chissà se anche in Vaticano fonderanno il Partito dell’Amore.

Intanto, il solerte quotidiano della Santa Sede "L’Ottenebratore Romano" nell’edizione odierna e natalizia non riporta nemmeno una riga su ciò che è successo, no no… Bimbi neri, la tragedia della fame, dipinti rigorosamente medievali ma di informazione ciccia…

Pio XII: beatus ille!

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Sarà beato Pio XII.

Sarà beato il silenzio sulla Shoah, il non parlare, il non dire, e quanto si è portato nella tomba di cui era cadavere decomposto prima ancora di esservi tumulato.

Sarà beato ogni atteggiamento di staticità nei confronti della guerra, non sarà più beata la pace come attivitàò quotidiana, ma il gelo dell’indifferenza travestito da diplomazia.

Sarà beato l’oblio rispetto alla memoria. Parola di Sua Papità.

Nanni Moretti sara’ ricevuto dal Papa: la messa e’ cominciata

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[Italia Oggi del 10 novembre 2009]

E di Nanni Moretti vogliamo (ri)parlare, di grazia?

Di quell’omino simpatico e sempre allegro e gioviale con tutti, vestito all’ultima moda con le camicie a quadri di flanella e i maglioni da professore di scuola superiore?

Di quello che "Non perdiamoci di vista!", di quello che fece citazioni storiche tipo "Mi si nota di più se ci vado o se non ci vado?", quello che in "Io, Veltroni e il Caimano" commentò con serio distacco "In Italia non c’è più opinione pubblica. Non parlo dell’opposizione, ma di qualcosa o qualcuno trasversale ai partiti, che comunque si riconosca in comuni valori democratici."?

Ne vogliamo (ri)parlare o no?

Ecco, va dal Papa.

Lui, "qualcosa di sinistra", "(…) ma come parli? Le parole sono importanti", lui va dal Papa.

E mi tocca apprenderlo dalla lettura del supplemento scuola a "Italia Oggi" del martedì (lettura, ahimé, obbligata per i docenti).

Mia moglie quando lo ha letto ha avuto un conato di vòmito e ha minacciato per l’ennesima volta di dimettersi da italiana salvo tuffarsi su un piatto di pasta alla carbonare per mandare giù il dolore.

E voglio in questo frangente sentirmi vicino ai cari Baluganti Ampelio e alla di Lui consorte Busdraghi Maila con la tipica frase del consuolo: "O come vu’ ci siete rimasti?"

Per il resto, mi piace fare mia la frase che fu di Pasquale Squitieri: "Ho sempre pensato a Nanni Moretti come a uno di estrema destra".

Il Papa Benedetto XVI scivola, cade e si frattura un polso. Operato, ora sta bene.

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Siamo a comunicarvi la ferale notizia che nella giornata odierna, Sua Eccellente e Somma Papità, Giovanni Razzo 16 è scivolato sul pontificio pavimento dell’apostolica residenza in Val d’Aüsta e, cüsta quel che cüsta, si è papabilmente fratturato il sacro polso, rivestito dall’aurea veste talare.

E’ andata bene che non si sia fatto male al virginal piedino, altrimenti Sua Venerandezza lo Stato della Città del Vaticano ci avrebbe rimesso una scarpetta di Prada.

Per l’aggiustamento dell’antirelativistica reliquia, il Successore di Pietro dovrà portare, ahinoi, come tutti i mortali di questa terra, una ingessatura che gli rovinerà il candido e regal gesto benedicente per qualche giorno (o mesetto).

L’Aquila che non vola e la papera che non galleggia

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L’Aquila ha avuto solo il torto di subire un tragico terremoto.

Non sappiamo quale altra nequizia abbia commesso per meritarsi, più o meno in ordine:

– la gestione degli aiuti da parte della Protezione Civile S.p.A. e dal suo Amministratore Delegato Bertolaso;
– la visita a ripetizione del Presidente del Consiglio, con tanto di casco antiinfortunistico, di modo che la sua bella persona non ci possa essere tolta; Continua la lettura di “L’Aquila che non vola e la papera che non galleggia”

Ratzinger: i preservativi non servono contro l’AIDS (meglio un paio di scarpette rosse di Prada!)

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Il controtendenzismo scientifico che da sempre contraddistingue l’augusto pontificato di Sua Papità Giovanni Razzo 16, è arrivato, in Africa, a negare l’utilità del preservativo per combattere la diffusione dell’AIDS.

Che è un po’ come negare l’efficacia della vitamina C nel combattere l’influenza.

Nel pensiero del Papa c’è qualcosa di antico, anzi, di vecchio: il concetto della salute personale come cura di una malattia, ma senza la minima parvenza del principio della prevenzione. Per Beppe Razzìnga è meglio guarire, non prevenire. Ed è chiaro come il sole che una volta che l’AIDS ce l’hai, non è il preservativo che te lo cura. Ma magari ti aiuta a non prenderlo.

Tra acquesantiere e aspersioni, condanne più o meno velate dello sciamanesimo (perché se la superstizione rende schiavo l’uomo, il preservativo non lo rende certo più libero), il sedicesimo dei benedetti lascia l’Africa con messaggi di fiducia verso il futuro che è sempre più nero ma sempre meno negro.

Il negazionismo tollerato di Papa Ratzinger

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…ekko, negazionismo no va bene, ma anke peggio se no perdona Lefebvre e suoi adepti, ke anke loro è figli di Dio.
Miserikordia con negazionisti, kamere a gas solo per disinfestazione, elettrochoc buono per drizzare kapelli in testa, lavori forzati solo per far crescere muskoli, oh, kvanta inkomprensione in kvesto mondo korrotto, Peppino Enklaro bruciare in tormento di inferno, Don Abrahamowicz è degno di perdono, parola di Sua Pontefice Papità Johannes Razzus der Sechszehnte…

Il senso di YouTube per il Vaticano

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Fedeli,

è con sommo orgoglio e sintomi diffusi di dispepsia (che non so nemmeno cosa voglia dire ma suona tanto bene) che vi annuncio che Sua Somma Papità Giovanni Razzo 16 ha deciso anche lui di farsi sedurre, oltre che dal Dio dell’organizzazione denominata ufficialmente "Chiesa Cattolica", anche da DioTubo, che male non fa, aprendo un canale di filmati e pontificazioni (del resto se no che pontefice sarebbe?).

Appare superluo ricordare che il Vaticano® ha concordato con DioTubo condizioni di assoluta garanzia, per apparire sul canale di maggiore diffusione del uèbbo, e che il suddetto non ha esitato ad accettare, ma le pare Santità, ma le pare…

Pio XII sara’ beato, con buona pace dell’Olocausto e di Ratzinger

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Non se ne sono accorti in molti, ma nei giorni scorsi la Chiesa ha imbarazzantemente ricordato il 50° anniversario della morte di Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli, papa durante la seconda guerra mondiale e controversa figura storica, accusata da più parti del mondo ebraico di avere chiuso un occhio sull’Olocausto, rinchiudendosi in un immobilismo secco e lungo come la sua figura fisica.Recentemente Benedetto XVI si è prodigato in un augurio e in una preghiera, ovvero che il processo di beatificazione di Pio XII potesse procedere in maniera più celere, visto che la beatificazione è l’ultimo passo prima di diventare santi.

Ora, probabilmente Peppino Ratzinger sa perfettamente che la approvazione della causa di beatificazione dipende esclusivamente da lui, ma esprime lo stesso questi auspici, un po’ come quando Berlusconi dice “auspico che il Governo mi permetta di lavorare serenamente senza dover andare ogni giorno a un’udienza di un processo che mi riguarda” e il Governo è lui.

Questa excusatio non petita  è la chiara e netta dichiarazione di intenti della Chiesa: Pio XII sarà quanto meno beato, checché ne dicano gli altri.

Si consegna alla venerazione dei fedeli una figura controversa, tormentata e tormentante, abilissimo diplomatico e tessitore di trame politiche, pontefice di lungo corso (la sua reggenza durò dal 1939 al 1958), consapevole che tutta la vita era un tormento (a cominciare dal suo “accipio in crucem”, con cui iniziò la sua vaticana e disgraziatissima esperienza pastorale), attento alla sua immagine fino all’ossessione (i filmati che lo ritraggono passeggiare per i giardini vaticani sono stati studiati nei minimi particolari), ma non tanto da impedire che il suo medico personale fotografasse il momento del suo trapasso a miglior vita e vendesse le foto ai maggiori giornali e rotocalchi del mondo.

Colmo dell’ironia, il procedimento di imbalsamazione di Pio XII non riuscì, e il corpo del futuro beato andò velocemente in decomposizione, dimostrando ancora una volta il ridicolo della tendenza squisitamente necrofila che la Chiesa vuole spacciare come “culto”.

Mi piace terminare riportando le parole di Dragor, dal suo blog su www.lastampa.it:

Non capisco perché molta gente si opponga alla beatificazione di Pio XII. Che abbia salutato con favore l’avvento dei nazisti in Germania non ha importanza. Che non abbia alzato la voce contro lo sterminio nazista degli ebrei è secondario. Che abbia sostenuto con entusiasmo il regime razzista e filonazista di Ante Pavelic in Croazia non significa niente. Che abbia inveito solo contro Stalin è del tutto trascurabile. Che abbia condannato l’invasione sovietica della Finlandia senza spendere una parola per il bombardamento nazista di Coventry è una mera quisquilia. Che non abbia condannato le leggi razziali del partito fascista nonostante l’esplicito invito degli angloamericani è una sciocchezza. Che abbia scomunicato i comunisti e non i nazisti non interessa a nessuno. Che con gli stessi criteri si possa beatificare anche Hitler non conta niente.(…)

http://dragor.blog.lastampa.it/journal_intime/2008/10/beato-pio-xii-1.html

Conta si’ il denaro… altro che chiacchiere

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Il Papa non ha perso l’occasione di pronunciarsi sulla crisi economica internazionale.

Per il Sommo Facitore di Ponti, John Razzo 16, il denaro è un valore assolutamente secondario, e i soldi scompaiono così come arrivano (naturalmente grazie alle iniziative delle banche, e lo IOR, la banca del Vaticano, sembra proprio rientrare in questa categoria, pur con la sua peculiarità).

Chissà perché, però, al Vaticano i soldi non scompaiono mai, anzi, ne hanno sempre di più.

Poi ci sono le famiglie strozzate dai tassi variabili dei mutui concessi a condizioni da strozzin… assolutamente favorevoli dagli istituti di credito che devono rivendersi la casa per fare fronte al mutuo e restare in mutande, quando non per strada…

(lo screenshot è tratto da www.repubblica.it)

Benedetto XVI condanna di nuovo la contraccezione

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Sono passati 40 anni da quando, nel 1968, Paolo VI promulgo’ la enciclica “Humanae Vitae” condannando la contraccezione e chiudendosi nel proprio e meritato tormento interiore e chiudendo la Chiesa nella solitudine e nell’isolamento piu’ neri di una societa’ civile che stava vivendo uno degli anni piu’ burrascosi del ‘900.

40 anni non sono un bruscolino, eppure proprio oggi, al ricordare quell’avvenimento, Sua Papita’ Giovanni Razzo 16 ha ribadito che la contraccezione e’ male (poi tanto la gente muore di AIDS!) e ammette perfino che molti fedeli “trovano difficolta'” a comprendere questa posizione.

Usa un eufemismo e butta la responsabilita’ sulla gente che non capisce. In realta’ avrebbe detto “Molti fedeli non vogliono seguire i nostri precetti”, ma, si sa, la Chiesa parla con parole edulcorate, ambigue e soprattutto ammiccanti e alludenti.

Il linguaggio della Chiesa e’ sempre e comunque poco chiaro, mai aperto e proteso verso una falsa prudenza che, tuttavia, non ammette repliche, e’ una senteza senza appello passata in giudicato che viene fatta passare come un consiglio o un invito.

Tanto poi i figli degli altri li campa lei.

Roberto Benigni e Papa Benedetto XVI leggeranno la Bibbia in TV (e vedrai che tanto male non ci staranno, vai…)

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E ci mancava solo "Il Tirreno", quotidiano livornese, scandalistico ma purtuttavia disinformativo, a ricordarci che Roberto Benigni, tra meno di un "amen", sarà il mattatore, in prima serata, assieme a Sua Papità il Sommo Facitore di Ponti Giovanni Razzo 16, in una maratona di lettura della Bibbia che porterà tanti, ma tanti vaìni (money, schei, $oldi, svànziche) alle casse della Conferenza Episcopale Italiana (che detiene i diritti d’autore della traduzione ad uso liturgico della Bibbia in italiano, fissata nel 1971), della RAI (che si occupa della trasmissione in diretta via satellite dell’evento) e del Vaticano, che probabilmente tanto tanto male non ci sta. Tanto che è stata realizzata Rai Vaticano, dopo Rai Sport, Rai Sat, Rai Educational e Rai Regione.

Lo scopo è quello di creare una lettura continuata e continuativa della Bibbia e trasmettere il tutto in diretta mondovisione.

Roberto Benigni è stato uno storico mangiapreti, l’autore della battuta del "wojtylaccio" a Sanremo, è rincoglionito con "La vita è bella" e ci ha calpestato l’apparato testicolare con quelle letture di Dante, facendo finta che la Divina Commedia sia un’opera da offrire a piazze gremite di gente che si commuove a sentire il Canto del Conte Ugolino (o anche l’ultimo del Paradiso, per l’amor del cielo…) poi torna a casa e vota Berlusconi perché è pur vero che c’è gente che mangia il cranio dei propri figli, ma far ricongiungere le famiglie degli extracomunitari in Italia proprio non se ne parla, che se ne stiano a casa loro e vaffanculo.

Benigni si ritrova a baciare le mani e anche gli anelli, leccapiedi com’è di una religiosità buonista e di maniera che offende chi crede davvero e che pensa che la Bibbia sia un’opera di portata universale, che deve essere disponibile per tutti, e non un’occasione di inciucio per farsi vedere commossi dalle telecamere di mezzo mondo, e salameleccati dalle banche.

Speriamo solo che Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, storico personaggio degli esordi teatrali di Benigni non se la prenda troppo a male per lo sputo in faccia che il suo autore gli sta facendo.

(screenshot da: www.iltirreno.it)

Alfano assolve la Guzzanti per il reato di vilipendio al Papa

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La notizia è un po’ passata in sordina tra la gente di destra, con la consueta risatina di sufficienza e lo sbuffetto tipico di chi non ha mai visto passare davanti e nella mente l’ombra del benché minimo pensiero.

Il ministro della giustizia Alfano ha salvato Guzzanti negando l’autorizzazione a procedere per i presunti reati di offesa al Papa (che è stato offeso in quanto Papa, non in quanto capo di uno stato estero).

Nel compiere il gesto di immensa misericordia, Alfano si è comportato con la postura gigionesca che spesso lo contraddistingue: ha dichiarato che siccome il Papa è buono e perdona tutti, allora lo può fare anche lui che è il ministro della Giustizia.

E così niente processo per la Guzzanti, almeno non per il suo borbottare contro il papa, che, più che altro è stato un borbotare contro questo e contro quello, senza minimamente avere un minimo di senso di che cosa sia questo e di che cosa sia quell’altro (difficile, trattandosi della Guzzanti).

Comunque hanno fatto un favore a Guzzanti papà, il quale è riuscito a salvare una figlia un po’ sclerata che pensa perfino di essere una comica e che ha fatto del suo blog (al momento in cui scrivo, tanto per cambiare, non è in linea, che glielo abbiano di nuovo bucato gli hacker??) un autoincensatoio senza limiti di sorta ("Massimo, parla delle coppie di fatto e esprime solidarietà a Sabina per l’accusa di vilipendio", e quando si parla in terza persona di un "lui" o di una "lei" che, poi, corrispondono alla stessa persona che scrive, si usa lo stesso linguaggio di Berlusconi).

L’hanno salvata, dunque. Forse anche per abbuiare il dossier Carfagna.