Pentangle

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Il miglior gruppo inglese di tutti i tempi sono stati i Pentangle. Un po’ perché loro i Beatles li prendevano volentieri di tacco, un po’ perché lo dico io.

La formazione originale era composta da:

Jacqui McShee (voce -e che voce!-)
John Renbourn (chitarre e voce)
Bert Jansch (chitarre e voce)
Terry Cox (percussioni)
Danny Thompson (bassi).

Il repertorio riprendeva brani della tradizione inglese rimaneggiandoli in chiave jazz, rock, blues sempre con una professionalità e una conoscenza musicale che faceva spavento.

La voce di Jacqui McShee, una delle più limpide, pure e cristalline del panorama europeo, è stata decisamente ineguagliata per decenni.

I cinque, poverini, come si può anche vedere nella foto che accompagna queste accorate note di rimembranza leopardiana, erano quello che si suol dire brutti come il peccato. Ma chi se ne fregava, si dovevano ascoltare i loro dischi, mica guardarli in faccia.

Anche se in certe incisioni ricavate da da contributi per le televisioni di mezza Europa ci si rende conto che i cinque erano sempre in grado di ripetere dal vivo l’alchimia musicale del vinile, che non c’era nulla di ricercato se non la loro ricerca.

Difficile trovare un brano esemplare da cui trarre alcuni secondi esemplari per dare un’impressione esemplare dei Pentangle senza ledere diritto d’autore (certamente non esemplare) e soprattutto senza spezzare l’incanto di alcuni pezzi.

Cerca che ti ricerca, ponza che ti riponza, ho oprato per l’ultima strova di"Lord Franklin", nell’incisione che ne fecero in "Cruel Sister", album graniticamente folk.

John alla chitarra canta una delle più famose ballate inglesi. Jacqui gli fa un ricamo che se non è esaustivo delle sue doti vocali, certamente rende appena appena l’idea.


"So now my burden it gives me pain
For my long lost Franklin I would cross the main.
Ten thousand pounds would I freely give,
To say on earth that my Franklin do live."

John esegue spesso questo brano nei suoi concerti da solista.

1 settembre 1939 – Settant’anni dall’inizio della seconda guerra mondiale

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Il primo settembre cadrà il settantesimo anniversario dell’invasione della Polonia da parte di Hitler e l’inizio della seconda guerra mondiale.

La scuola italiana, che dovrebbe essere la prima a occuparsi della ricorrenza, trasmettendola alle nuove generazioni, non se ne accorgerà. Tutte le scuole, saranno infatti impegnate nei Collegi Docenti o nelle riunioni didattiche, occasioni, come è noto, in cui gli insegnanti (quei pochi che sono rimasti) fanno bella mostra delle proprie abbronzature, dei vestiti nuovi e di tutto quanto fa spettacolo, in attesa di indossare di nuovo jeans e maglioni mangiati dalle tarme in occasione del ritorno dell’inverno.

C’è solo da sperare che in questo clima di menefreghismo totale, come cantava Claudio baglioni in una canzonetta vecchia e melensa (si sa, i cantautori quando hanno un figlio prendono l’insana abitudine di scriversi addosso), ci sia una radio che dica "La guerra è finita".

Questo è il documento della BBC ("London calling") che nel 1945 annunciava la morte di Adolf Hitler.

I britannici alla BBC: niente Burnell, siamo inglesi!

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La britannicissima BBC di Sua Maestà (Britannica!) ha incaricato la signora Cerrie Burnell di condurre un fortunato programma per ragazzi.

La signora Burnell non ha una parte del braccio destro. E non fa nulla per nasconderlo. Anzi, conduce mostrando il braccio monco senza apparenti imbarazzi di sorta.

I sudditi di Elisabetta II, invece, di imbarazzi ne hanno. Non vogliono che i loro bambini vedano quelle cose lì, chè poi cominciano a far domande ed è imbarazzante rispondere che sì, c’è gente che non ha un braccio e che può benissimo condurre con professionalità un programma televisivo.

Unanime la solidarietà della BBC alla signora Burnell.

In Italia una cosa del genere non sarebbe stata possibile, il pubblico è abituato a mandar via le strafighe dai grandifratelli, una così non l’avrebbero nemmeno assunta in televisione. La solidarietà non si esprime nemmeno nei confronti di chi muore sotto i riflettori, figuriamoci in quelli di una che sotto i riflettori ci lavora perché oltre che disabile è anche brava.

L’unico che abbiamo accettato è stato il dentone di Sordi: Ma era almeno 40 anni fa.

Il documentario della BBC sui preti pedofili che Santoro non farà vedere

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(screenshot da: www.repubblica.it)

Non lo metteranno in onda, stasera, il documentario prodotto dalla BBC sui preti pedofili. Santoro ha dovuto abdicare (e c’è modo di pensare che lo abbia fatto senza particolare dispiacere, perché si sa, va bene essere giornalisti, ma ad andare contro la Chiesa in Italia… ma quando mai si è fatto?) a quanto ha dichiarato oggi il Segretario Generale della Cei Betoi che ha dichiarato che non ci sono problemi per la messa in onda, ma bisogna denunciare certe falsità contenute nel filmato, insomma, è sconveniente, signori, su via, un po’ di rispetto…

Pur con qualche apertura, anche la BBC opta per i lucchetti-DRM

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È partita l’attesa serie "Backstage", i podcast curati e prodotti dalla BBC per "incoraggiare l’innovazione e sostenere nuovi talenti". La prima puntata offre una tavola rotonda con vari insider ed esperti britannici sul tema bollente del DRM e copyright. Rilasciati sotto la semplice licenza Creative Commons Attribution, i file possono essere scaricati in formato MPeg3 o Ogg Vorbis, e quindi manipolati e ri-distribuiti. Tutto bene allora? Nient’affatto. Il portavoce del BBC Trust apre infatti il podcast illustrando il Memorandum of Understanding firmato con Microsoft onde mettere i lucchetti al video on-demand che la Tv britannica si appresta a lanciare (si possono invare commenti fino al 31 marzo). Motivo per cui c’è chi non esita a parlare di alto tradimento: pur parlando da anni di aprire i propri archivi per consentirne a tutti il remix, ora quei video verranno infarciti di DRM e una volta scaricati (tramite il proprietario BBC iPlayer) sopravviveranno sul PC solo per una settimana. Se non bastasse, possono essere visti solo con Windows, nessuna opzione per altri sistemi incluso GNU/Linux. Ciò mentre la BBC dice di lavorare alla creazione di un "open standard" per il DRM, pur trattandosi di una cosa «totalmente, assolutamente, categoricamente impossibile».

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