Benvenuti sul palcoscenico della democrazia! E’ uscito il DVD di “Al Qaeda! Al Qaeda! (Come fabbricare il mostro in TV)”

Reading Time: 4 minutes

Recensire l’opera di un amico è sempre un po’ imbarazzante. Si rischia sempre di andare a finire nella sbavatura benevola del “Oh, ma che bella cosa hai fatto!”, “Ma grazie…”, “Ma no, guarda, sono io che ringrazio te per quello che hai scritto”, “Sì, e io ti ringrazio per lo spazio concessomi e la benevolenza mostratami”. La solita retorica.

E se c’è una cosa di cui un qualunque discorso su “Al Qaeda! Al Qaeda! Come fabbricare il mostro in TV”, il docufilm di Giuseppe Scutellà, tratto dal libro di Luca Bauccio (eccolo l’amico!) “Primo, non diffamare” non ha bisogno, è proprio la retorica.

Il film è molto più dello schiaffo rappresentato dal libro da cui è tratto, è una rappresentazione giustamente impietosa e priva di inutili cammei retorici sulla creazione della figura del “mostro” da parte del mass-medium di turno, una scarnificazione della retorica che troppo spesso fa da contorno, magari davanti a giudici attenti e compiacenti, alle difese degli imputati per diffamazione.
Un falso “palcoscenico della democrazia” che passa dalla prima pagina di un quotidiano alle pieghe dell’eloquio forense più mellifluo passando per il piccolo schermo o facendo capolino in libreria calpestando persone, sensibilità, dignità, onorabilità e senso del decoro.

E il contraltare del lavacro retorico delle colpe del diffamatore (che qui intendo in senso generico e apersonale, esattamente come si è abituati a dire “il Legislatore”) è quello mostrato con sobrietà (e non povertà!) di mezzi facendo scorrere sotto i nostri occhi le esperienze e le testimonianze di uomini come Beppino Englaro, impegnato da sempre non solo per il rispetto della libertà di scelta e di cura, nonché del rispetto della volontà della figlia Eluana, ma anche contro la pioggia di falsità parlamentari, intransigenti e giornalistiche che sul caso di sua figlia sono state costruite in maniera artificiosa e pretestuosa. Di Youssef Nada, accusato di avere finanziato il terrorismo islamico utilizzando fondi della propria banca e successivamente assolto da qualsivoglia accusa. Di Vito Carlo Moccia, presunto fondatore di una setta psicoreligiosa, messo alla gogna dalla logica delle “Velone” e del “dàgli all’untore” della presunta vendetta satirica del metodo-Striscia di berlusconiana fattura. Come Usama el Santawi, reo, probabilmete, solo di essere fondatore dei Giovani Europei per la Palestina. Di donne come Rassmea Salah, derisa e denigrata perché, pur con un accento milanese che farebbe invidia a Delio Tessa, è di religione islamica e porta il velo, e allora se fa la presidente di seggio elettorale viene denigrata e offesa solo per questo. O come Angela Lano, giornalista impegnata per i diritti umani.
Continua a leggere

Ingiunzione dell’Istituto di Audisciplina Pubblicitaria contro la campagna promozionale dei pannelli fotovoltaici Helios

Reading Time: 2 minutes

Con riferimento all’articolo “Campagna contro la pubblicità dei pannelli fotovoltaici Helios” pubblicato sul blog alcuni giorni fa, ricevo una mail da parte della segreteria dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che riporto qui sotto:

Con riferimento alla Sua segnalazione, desideriamo informarLa che il Comitato di Controllo, esaminati i messaggi pubblicitari in oggetto, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione dell’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Non essendo pervenuta, entro i 10 giorni previsti, alcuna opposizione, il provvedimento ha acquistato efficacia di decisione e pertanto la pubblicità dichiarata non conforme al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale non dovrà essere più diffusa.

Potrà rinvenire il contenuto del provvedimento inibitorio (n. 36/2012/ING)  nel nostro sito internet www.iap.it, nella sezione “Le decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo”.

RingraziandoLa per la considerazione, porgiamo i nostri migliori saluti.

I.A.P.

La Segreteria

Ed ecco il testo del provvedimento:

Il Presidente del Comitato di Controllo, visti i messaggi pubblicitari “Io credo nel fotovoltaico”, rilevati su affissioni diffuse nelle città di Milano, Firenze e Torino nel mese di maggio 2012, ritiene gli stessi manifestamente contrari all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Continua a leggere

Campagna contro la pubblicità dei pannelli fotovoltaici “Helios”

Reading Time: 2 minutes

Nella campagna pubblicitaria per i pannelli fotovoltaici “Helios” (http://www.heliosimpianti.it) appaiono immagini di sacerdoti e suore cattoliche, donne e uomini musulmani e non so cos’altro (nel senso che i messaggi pubblicitari che ho visto rappresentavano queste persone, me ne è stato segnalato un altro che raffigura un monaco buddhista).

Tutte persone che stanno pregando.

Lo slogan? “Io credo nel fotovoltaico”.

Ho sempre pensato che l’atto religioso, o il semplice credere (così come il non credere) siano espressioni estremamente personati ed afferenti alla sfera più intima dell’individuo.
In breve, credere o non credere, aderire a una religione piuttosto che a un’altra è un aspetto che afferisce al campo semantico intoccabile degli affari nostri.

Trovo che l’uso di una dimensione così privata per vendere un prodotto sia di dubbio gusto e irriguardoso verso chi crede. Fermo restando che anche un ateo può “credere” nel fotovoltaico. Nel senso che può pensare alla bontà della soluzione di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per questo aderisco volentieri all’invito di denuncia di questo deplorevole modo di fare propaganda che mi è stato rivolto dall’amico avvocato Luca Bauccio, incaricato “dall’associazione Media&Diritto di presentare un esposto per l’eliminazione della pubblicità della marca di pannelli fotovoltaici Helios, per violazione degli articoli 1 e 10 del Codice di autodisciplina della pubblicità.”
Continua a leggere

“Primo, non diffamare” – Difendere il proprio onore nell’era dell’informazione – Presentazione del Libro di Luca Bauccio – Roma – Libreria Feltrinelli – 16 aprile 2012


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /web/htdocs/www.valeriodistefano.com/home/wp-content/plugins/mp3-jplayer/main.php on line 916

Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /web/htdocs/www.valeriodistefano.com/home/wp-content/plugins/mp3-jplayer/main.php on line 809
Reading Time: < 1 minute

Primo, non diffamare. Difendere il proprio onore nell’era della disinformazione

Presentazione del libro di Luca Bauccio

Roma, 16 aprile 2012 – 18:07

Radio Radicale
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

Download:

Filename Size Date
      MP617288.MP3
42,899,749   4/17/12  4:09 am

Ascolta:

Guido Olimpio condannato per diffamazione dalla Corte d’Appello di Milano: dovra’ risarcire 120.000 euro a Youssef Nada e Chaleb Himmat

Reading Time: < 1 minute


[Luca Bauccio]

L’amico e avvocato Luca Bauccio ha conseguito un brillante risultato rappresentando in giudizio innanzi alla Corte d’Appello di Milano i cittadini Youssef Nada e Chaleb Himmat,  nei confronti del giornalista Guido Olimpio del Corriere della Sera, che dovrà risarcire 120.000 euro alle controparti.
Nella motivazione della Corte di Appello a favore di Youssef Nada e Chaleb Himmat si legge che quanto riportato da Guido Olimpo costituisce “mere congetture e illazioni” da cui è derivata una “seria lesione alla reputazione”.

A Luca Bauccio i migliori complimenti da parte del blog.

Una citazione dell’avvocato Luca Bauccio su Wikipedia

Reading Time: < 1 minute



"Wikipedia è un’enciclopedia on line, si fa per dire.
Dovremmo pretendere un po’ di rispetto da chi usa certe parole, specie quando il loro uso è del tutto indebito e fuorviante.
La cosiddetta enciclopedia Wikipedia è una collezione di voci prodotte dagli utenti, al di fuori di un controllo scientifico, insomma, una vera e propria terra di nessuno. Ingenui e diffamatori in malafede vi accedono, i primi votati al destino di essere smentiti e i secondi a quello di essere sbugiardati."

(Luca Bauccio, "Primo, non diffamare!", 2011, pag. 116)

– Ragazzi, qui c’è da spellarsi le mani per gli applausi… –