Assoluzione fisiologica

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E ora siamo tutti più tranquilli.

Dopo che il boss è stato assolto in secondo grado nel processo per il caso Ruby, l’estate trascorre solitamente più noiosa e i condizionatori possono di nuovo andare a palla mentre le località di mare si riempono di bambini vocianti, di mamme strillanti  e di metalli urlanti (questa la riconoscono in due o tre, ma mi è venuta così, estemporanea).

Dunque pare che non fosse vero un beneamato ciùfolo il castello accusatorio di primo grado, e i giudici, quelli veri, non quelli comunisti, hanno riconosciuto l’estraneità ai fatti di Berlusconi. O meglio, per un capo di accusa hanno riconosciuto che Berlusconi non è estraneo a quel fatto, ma che quel fatto non costituisce reato.

Ah, bene, come ci si sente rilassati! Ora finalmente qualcuno (Brunetta) può chiedere pubblicamente la grazia e dimenticarsi che, trattandosi di una sentenza di secondo grado, manca ancora la Cassazione prima di pronunciare definitivamente la parola “fine” sull’affaire Ruby, che se è vero come è vero che il principale imputato dell’affaire è stato assolto, c’è da metterci la mano sul fuoco che sia VERAMENTE la nipotina di Mubarak.

Lui, del resto, sapendo di non poterci più nemmen sperare sulla grazia, ha chiesto una legge che gli permetta di ricandidarsi alle elezioni e che aggiri tanto la Legge Severino quanto l’odiosa sentenza (quella sì, passata in Cassazione) che lo dichiara interdetto dai pubblici uffici per tre anni.
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Chiara Galiazzo sbaglia “La cura” di Battiato (clamore!!)

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screenshot da corriere.it

Eccola la notizia del giorno. Ma quale disastro ferroviario in Spagna, quale decisione imminente della Cassazione su un processo a Berlusconi? Niente di tutto questo. Chiara Galiazzo, una cantante padovana, nell’eseguire la sua cover de “La cura” di Battiato davanti al papa alla Giornata Mondiale della Gioventù 2013 a Rio de Janeiro, ha sbagliato.

Vi rendete conto?? Ha sbagliato.

Già, ma cos’ha sbagliato? Ha sbagliato a cantare il testo di una canzone di Battiato, mica il Talmud. Ha sbagliato. Era emozionata (forse può capitare), non si ricordava il testo, e allora?? Mio Dio, è una notizia??? C’è da sbatterla in home page? Bisogna per forza far sentire lo sbaglio in tutta Italia??

“La cura”, poi. Quella canzone per cui cambiando l’ordine delle parole il testo non cambia.

E’ stata fantasiosa ed efficace. Invece di cantare “tesserò i tuoi capelli come trame d’un canto” ha cantato “tenderò le tue pelli come trame di un canto” che è anche più bello e vendicativo, quindi migliore.

Lasciatela stare, su…

Prima che Don Gallo canti

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Non so se ve ne siete accorti o se lo avete appreso dalle fonti di informazione principali ma la settimana scorsa, a Genova, si è spento Don Andrea Gallo.

Venerdì scorso si sono svolte le sue esequie e i media si sono prodigati in una comune ed ecumenica prova di cordoglio: dallo scarsamente condivisibile editoriale di Antonio Padellaro su “Fatto Quotidiano”, che dedica alla figura del prete ben quattro pagine, al format di Fabio Fazio in TV, che ha fatto seguire un Battiato ormai in declino artistico a uno speciale sul sacerdote di Genova.

E poi i ricordi di Fiorella Mannoia, di Moni Ovadia, di Celentano, di Beppe Grillo… tutti a rendere omaggio al cappellaccio, al sigaro toscano puzzolente e alle parolacce nonché ai modi bruschi del defunto, perché non ci si deve far mancare nulla, perché davanti alla morte tutto è bello, tutto è buono, tutto è unificante, tutte le differenze si annullano e ci si sente fratelli, magari ascoltando qualche canzone di Fabrizio De André, sempre per non farci mancar niente, s’intende.

E così ci si dimentica che a celebrar messa è il Cardinal Bagnasco della CEI e non importa cosa abbia fatto o detto fino a quel momento, l’essenziale è sentirsi tutti uguali.
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Franco Battiato – Inneres Auge – (e sommerso soprattutto da immondizie musicali…)

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Finalmente anche la cultura, l’arte, la musica, si indigna per le avventure di Berlusconi con le escort.

Questo senso di totale e completo distaccato schifo non poteva venire solo dall’intelligenza dei giornalisti, saggisti, scrittori e intervistati, no, ci voleva qualcuno che portasse questo sentimento anche tra chi ascolta la musica leggera, vero veicolo di comunicazione tra i giovani.

Con questi versi:

"uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze
per allietare primari e servitori dello stato?

non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare
anche gli extra a dei rincoglioniti?"

Franco Battiato ha voluto denunciare, in un pezzo che si intitola "Inneres Auge" (ve lo traduco io, vuol dire "Occhio interiore") il fatto che Berlusconi va a puttane e che lui ne è spiritualmente indignato, oh!

Logica vuole che ne traesse un brano musicale dal titolo in tedesco, così gl’intontiti che lo ascoltano lo ammirano per l’enorme erudizione filosofica dimostrata (un nome e un aggettivo, capirai!) con una musica assolutamente inascoltabile (perché l’inascoltabile fa cultura, si sa), e con altri versi discutibili:

"la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito"

Sembra di fare le parole crociate della ricerca interiore.

Battiato, ormai ombra di se stesso, è lontano dai tempi in cui cantava "la musica contemporanea mi butta giù" e che "L’impero della musica è giunto fino a noi carico di menzogne".

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Le più belle canzoni della nostra vita – Alice e Franco Battiato – I treni di Tozeur

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Una delle canzoni più belle della mia vita è certamente "I treni di Tozeur", che partecipò, se non mi ricordo male (e non me lo ricordo male!) all’Eurofestival del 1984.

Gli interpreti erano Franco Battiato, quand’era un bel po’ più giovane e aveva in testa idee musicali migliori, e Alice. Il pezzo fu inciso, questo è certo, mi ricordo perfettamente il 45 giri,

ma non mi risulta che la versione di Battiato e Alice insieme sia stata inserita in qualche disco successivo. Battiato ha reinciso, storpiandola, la canzone in "Mondio lontanissimi", ma quella versione è solo un surrogato della perfezione formale a cui era arrivato il duo canoro dell’Eurofestival.

Lei, Alice, bella da levare il fiato, e brava come poche.

Battiato in stato di grazia, con immagini potiche di rara efficacia ("Tua madre mi vede/si ricorda di me/delle mie abitudini…" "…distese di sale/e un ricordo di me/come un incantesimo.." "…e per un istante ritorna/la voglia di vivere/a un’altra velocità…")

Chissà se a Tozeur passano ancora lentamente i treni…


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