Anche David Puente ha deciso di filtrarmi su Twitter

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puente

Io non faccio uso smisurato di Twitter. Più che altro lo leggo tanto, quello sì, perché ho una combinazione di contributi e notizie piuttosto interessante e spesso le breaking news sono prima su Twitter che sui giornali (provare per credere, l’ho sperimentato in almeno quattro o cinque occasioni).

Però scrivo poco, anzi, pochissimo, faccio qualche commento (quelli sì), e rilancio gli articoli del blog, perché magari qualcuno viene a leggere quello che scrivo.

Comunque devo dire che anche su Twitter mi sono dato da fare a restare antipatico a un bel po’ di personcine e personaggetti che, evidentemente, non avendo altre preoccupazioni per il capo, hanno pensato bene di bannarmi e/o censurarmi a vari livelli. Che, poi, voglio dire, la censura su Twitter è sempre piuttosto blanda. Generalmente non si riesce mai a “bannare” del tutto una persona, tutto quello che si può fare è impedirgli di “vedere” i contenuti del proprio miniblog e, eventualmente, di commentare. Il primo impedimento abbiamo già visto che è facilmente aggirabile, quindi è possibile continuare a leggere tranquillamente quello che uno scrive.

L’ultima persona in ordine di tempo che ha messo un filtro sul mio account è David Puente (debunker di stato), che, seguendo le orme passate del suo amico, collega e mentore Paolo Attivissimo (debunker di stato svizzero), ha deciso che con me non si può parlare e mi ha messo il filtrino. Posso commentare, ma a lui i miei commenti non arrivano, non li legge, li ignora, ha altro da fare e insomma, vedremo in un post separato com’è andata la vicenda.
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Roseto degli Abruzzi: parole grosse dal sindaco Enio Pavone nei confronti di Dalia Collevecchio

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Screenshot tratto da www.primadanoi.it

“Cominciò con la luna sul posto
e finì con un fiume d’inchiostro
è una storia un poco scontata
è una storia sbagliata.”

(De André – Bubola)

A Roseto degli Abruzzi succede che una delegazione di “Sinistra e Libertà”, rappresentata da Dalia Collevecchio (che, per inciso, è una mia amica, e in quanto tale sa benissimo che non la penso come lei, e questo ci permette di andare a prenderci un aperitivo insieme quando ne abbiamo voglia senza troppa falsa “politesse”), vada a parlare con il sindaco Enio Pavone su un tema di tangibile tragicità, il caro-affitti e i contributi del Comune per le famiglie meno abbienti e in difficoltà.

Durante il confronto sarebbero volate parole grosse, il linguaggio sarebbe degenerato (con uso di espressioni come “urinare fuori dal vaso”), il sindaco avrebbe usato come parametro di valore contro Dalia Collevecchio le sue 7300 preferenze, grazie alle quali è diventato primo cittadino e rappresentante di TUTTI i rosetani, anche di quelli che non lo hanno votato. Lei di preferenze ne ha avute soltanto 16.

La stampa e il web locali riportano, effettivamente, dei virgolettati del sindaco. Ma bisogna fare bene attenzione a non cadere nella trappola dei discorsi riportati e/o ricostruiti da una fonte secondaria. Ovvero un qualcuno che ha sentito il sindaco che diceva qualcosa, e lo riporta a un giornalista il quale, a sua volta, lo riporta ai suoi lettori abusando delle virgolette, che sono un sussidio ortografico da usare con molta parsimonia.
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