Parole vuote – Contraddittorio

Ci sono delle parole che stanno perdendo valore. Le stanno svuotando, sono praticamente dei contenenti senza contenuti, sono delle robe tristissime, come Oliver Hardy senza Stan Laurel, come le imitazioni delle Pringles alla paprika del Lidl, come un militare di Brindisi (questa metafora non è mia, è di Stefano Benni, e mi è sempre piaciuta), triste come un Ponce alla Livornese che si è freddato, come un libro di Paulo Coelho, come una locomotiva a nafta della linea Bassano del Grappa-Padova, come un raffreddore in piena estate, come le copertine dei libri della Adelphi di qualche anno fa, come una tisana di biancospino e melissa per dormire.

E più vengono usate più si svuotano di senso e la gente non capisce più un cazzo che cosa vogliano dire.

Ultimamente va assai di moda il



Pare che tutto, per avere un’anima politically correct debba per forza avere un "contraddittorio". State guardando un’intervista in TV? Qualcuno sta parlando male di Berlusconi? Eh, non si può perché ci deve essere il "contraddittorio" dalla parte che si ritiene venga offesa. Già, ma che razza di ocntraddittorio ci può essere in un’intervista che raccoglie solo ed esclusivamente i pensieri dell’intervistato? Nessuno. Non ce ne frega nulla del contraddittorio, perché ogni pensiero, ogni informazione, ogni tipo di messaggio veicolato è, per definizione, fazioso e di parte.

Cominciò a limarci sordo lo zerbino Fabio Fazio quando, intervistando Marco Travaglio, disse che il giornalista non poteva ripetere una circostanza pubblicata su un suo libro a proposito dell’attuale Presidente del Senato Renato Schifani, per il semplice fatto che mancava il contraddittorio. E allora?? Non siamo in un processo penale in cui il contraddittorio è indispensabile, non c’è da creare nessun incidente probatorio, sono le opinioni di un giornalista che, fino a prova contraria, se dice il vero non è perseguibile, se sta diffamando un’alta carica dello Stato deve essere giudicato per quello che ha fatto.

Floris (altro zerbino) a Ballarò (altra trasmissione di regime) ha tenuto Berlusconi in diretta per 20 minuti solo perché il Capo del Governo aveva scambiato una trasmissione per un’aula d’accusa.

Il contraddittorio lo invocano i colpevoli. Per quanto mi riguarda niente contradditori, sono un preconcezionista già di mio.

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Concita De Gregorio, il disprezzo per i blog e i finanziamenti pubblici a “l’Unita'”

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Giu’ le mani dalla carezza ai nostri bambini! Io boicotto Bruno Vespa

Ha poggiato la mano sulla testa dei bambini di una famiglia abruzzese, mentre la gente vive ancora nelle tende, mentre al 30 settembre, ammesso che non arrivi il freddo prima (e non si vede perché no), ci sarà chi la casa non l’avrà e dovrà ripiegare su un albergo della costa.

Stanno smantellando il tessuto sociale de L’Aquila, stanno dividendo la gente. Qualcuno potrà (anzi, dovrà) tornare nelle proprie case dichiarate agibili dopo il sisma, ma non si ritroverà più nessuno intorno. Niente vicini, niente scuole, servizi, cinema, divertimenti, supermercati. Saranno costretti a vivere in una città fantasma e in rovina.

Però stasera Bruno Vespa è in prima serata a testimoniare che Berlusconi consegna le chiavi delle casette di legno, strutture in cui schiafferanno i terremotati e in cui li lasceranno a marcire chissà ancora per quanto.

Non guardate Bruno Vespa, stasera, ve ne prego.

Fate qualunque altra cosa ma non guardate Bruno Vespa. Sul satellite in chiaro ci sono tanti bei canali da guardare, sono ancora gratuiti, sfruttiamoli. Andate su Rai Educational e imparate qualcosa. Oppure andate ad affittarvi un film, o meglio offrite un cinemino a vostra moglie e dàtele anche una bottarella già che ci siete. Se non avete la moglie passate una serata con l’amante, se non avete nemmeno quella passate una serata con una putt… con una escort, sono soldi spesi senz’altro meglio rispetto al canone RAI con cui pagano questi individui per darci il servizio pubblico. Se poi non avete soldi da spendere con qualche bagascia, ci sono tante cose che si possono fare gratis, come fare una passeggiata con il proprio cane, oppure ascoltare la radio che fa tanto bene e non lo fa più nessuno. Oppure andate in biblioteca, chiedete in prestito un libro, uno di quelli belli, di quei classici mattoni che fanno venire la voglia di copertina di lana, luce soffusa e un bel vaffanculo al mondo intero.

Fate quello che volete ma non regalate spettatori a Bruno Vespa e alla sua propaganda di regime. Piuttosto, se avete bambini piccoli regalate loro il telecomando e fatevi una cultura di cartoni animati.

E poi, quando arriverà giovedì, date un calcio al tubo catodico anche quando trasmetteranno "Ballaro’". Non fatevi prendere per il culo da quel sorriso di cartapesta di Floris che ride alle battute di Crozza che neanche sua madre le capisce più. Non fatevi ingannare dalla retorica della mancata libertà di stampa in Italia. Che la libertà di stampa e di informazione in Italia non c’è da decenni lo sapevamo, non c’è bisogno che Floris e Santoro facciano le vittime del sistema. Sono loro il sistema, e qui in Abruzzo ci sono solo tendopoli e mia zia Orlandina che ha 89 anni e non può rientrare nella sua casa che non ha subito neanche una lesione.
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Roseto degli Abruzzi questa sera a Ballaro?

Pare, sembra, si dice, non è sicuro, il condizionale è d’obbligo, è una affermazione da prendere con le dovute cautele, qui lo dico e qui lo nego, è una notizia da verificare, ma sembra che questa sera a "Ballarò" si parlerà di Roseto degli Abruzzi, a proposito del terremoto che ha colpito la Regione.

Non si sa a quale proposito, probabilmente collegandolo al fatto che qui a Roseto degli Abruzzi c’è la maggiore concentrazione di sfollati da L’Aquila e zone limitrofe. Più di 4800. Meno della metà in tutti gli altri centri dotati di strutture recettive sulla costa adriatico-teramana.

Qualunque cosa dicano non credeteci, non è vero nulla.

Primo perché Ballarò è Ballarò, trasmissione di regime e ruffiana per eccellenza e sopra ogni cosa. "Ballarò" è l’equivalente televisivo di "Repubblica", trasmissione di una sinistra sedicente e noiosetta, che, giustamente, invita anche la destra, perché se no il posto di primo damerino corte glielo toglie quel cattivaccio di Santoro, e invece la linea va a Crozza che non fa ridere, la gente lo sa, ma solo "Ballarò" crede ancora al contrario.

Secondo perché vogliono far passare Roseto degli Abruzzi come capoluogo della solidarietà, ma qui tutto è in tilt, dal traffico ai supermercati, dalle stutture sportive agli uffici comunali, dalle scuole alle aree ricreative e ai servizi culturali.

E’ un paese che scoppia, esplode, o, meglio, implode, su se stesso e sulla sua impotenza.

Immaginatevi una località balneare nel giorno di ferragosto e ora moltiplicate l’afflusso di persone per ogni giorno da inizio mese, senza possibilità di allentamento della pressione nei giorni feriali.

E metteteci, di contorno, una tristezza immensa, quella che ti prende quando vedi che non puoi aiutare, non puoi fare nulla, che il dolore supera di gran lunga ogni possibile solidarietà. I terremotati abruzzesi non hanno perso la casa e basta, hanno perso loro stessi, ogni direzione, ogni punto di riferimento.

Andare a Ballarò non ci farà onore.
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Il punto di non ritorno di Annozero

Qui, nella periferia dell’Impero, all’alba ancora assonnata del Terzo Millennio, succedono ancora delle cose incredibili.Oggi mi ha chiamato al telefono la redazione di “Annozero“. Sì, proprio quelli di Michele Santoro, quelli che sbattono la giornalista giovane e carina in prima serata accanto ai colleghi dei morti di Torino.Mi hanno detto “Ci scusi, avrebbe mica cinque minuti del Suo tempo da dedicarci, sa, abbiamo letto il Suo blog e volevamo farLe qualche domanda…“.Cazzo, allora è vero che il mondo gira alla rovescia! Dovrei essere io a dire “Ho visto la Vostra trasmissione e avevo una cosa da chiederVi…” e invece loro sono andati a vedere un vecchio post di questo blog su Clementina Forleo, è piaciuto e mi hanno telefonato.
E mi viene da pensare che se hanno bisogno di parlare con uno come me, che tiene su un blog qualunque, allora sono proprio conciati male.

Mi hanno chiesto cosa ne pensassi del fatto che le denunce della Forleo siano state trattate come carta straccia, e se davvero era mia opinione che la politica inquina i poteri della magistratura.
“Thiobòno, sì che lo penso!”
E ho anche aggiunto che essendo un libero cittadino potevo anche permettermi il lusso, difficilmente concesso ai giornalisti, di essere fazioso e di parte.

Mi hanno fatto anche una domanda su Berlusconi e sui suoi discorsi contro le toghe che lo inquisiscono, ma credo di aver biascicato, per tutta risposta, un paio di bestemmie.

Poi volevano invitarmi in televisione. Però si sono ricreduti subito perché, secondo loro, io sono troppo vecchio e, soprattutto, guadagno troppo.
Vogliono solo disoccupati o co-co-co precarissimi. Giovani (meno di 30 anni) e possibilmente bamboccioni perché fa tanta audience, e così la bionda giornalista può muovercisi in mezzo a suo bell’agio, Lei fa tutto un altro mestiere, no, no, non ci interessa, abbia pazienza, ma il suo lavoro non fa più notizia per nessuno.
“Sa, da quello che ho letto sul Suo blog mi sembrava che avesse 26-28 anni al massimo.” Eh, beh…

Comunque, se non ci credete andate a chiedere a Luca Chinello di Annozero.

Quando a telefonarmi saranno quelli di “Ballarò” vorrà dire che la TV avrà veramente toccato il fondo.

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