Le novità sull’oscuramento del Project Gutenberg

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L’unica novità sull’oscuramento in Italia del Project Gutenberg, biblioteca on line con oltre 65000 titoli in versione e-book, .TXT e HTML, che ne causa l’irraggiungibilità dai principali provider italiani, è che NON ci sono novità.

Tutto è stabile, fermo, immobile, non si è mossa una virgola. Il fascicolo giace sulle scrivanie dell’ufficio del Pubblico Ministero in attesa che venga notificata a qualcuno del Guntenberg (il CEO?) una qualche informazione di garanzia o un avviso di chiusura delle indagini preliminari con accuse ben circostanziate e non gnenericamente motivate come accadde per il provvedimento di restrizione di visibilità nel nostro Paese (della serie: “Hai messo in linea questi, questi e questi altri titoli, sei accusato del reato di cui all’articolo tale e tal altro)”, e NON “il provvedimento cautelare vede la propria giustificazione nel fatto che il Project Gutenberg avrebbe diffuso, continuamente, opere dell’ingegno che sarebbero protette in Italia”.

In breve, bisogna passare dal condizionale all’indicativo, dalle ipotesi ai fatti oggetto di accusa. Conosciamoli questi titoli tanto vituperati che sono legali negli USA e illegali da noi. Ci sono solo Massimo Bontempelli e Sibilla Aleramo di mezzo? O c’è un ragionamento più macchinoso e imperscrutabile?

Di certo sappiamo e riassumiamo che:

* Se si usa una connessione internet fornita da Wind (adesso WindTre), il sito corrispondente al dominio gutenberg.org è regolarmente raggiungibile. Mi dispiace cambiare gestore solo per quello, ma ho trovato occasioni più risparmiose e io sono un po’ Paperon de’ Paperoni, 3 euro al mese stanno meglio in tasca a me che in tasca a loro;

* Se si usa una connessione internet formita da altri operatori si può accedere alla versione beta del sito del Progetto, che risponde (o dovrebbe rispondere) all’indirizzo http://dev.gutenberg.org/ (con Fastweb è tutto fermo);

* I siti restano ancora irraggiungibili dalla maggior parte dei device (computer, tablet, smartphone) in Italia. Ma l’oscuramento si è rivelato un colabrodo. Tanto che è ancora regolarmente raggiungibile http://gutenberg.pglaf.org/ ( questo si sono dimenticati di oscurarlo, eh, lo so, ci si rimane male, ma cosa volete farci??);

* Non esistono persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotizzato reato di cui alla lettera a-bis dell’articolo 171 della legge 633/41 e successive modifiche. Premesso che esistono dei reati, chi (nomi e cognomi) paga?

* Sappiamo che c’è stato un buontempone (perché di questo si tratta) che ha avuto l’ardire di andare a consultare la Guardia di Finanza incaricata di operare materialmente l’oscuramento del sito. E’ stata una mossa che se riportata in una notazione scacchistica sarebbe stata trattata con due punti interrogativi (??) ovvero come mossa su cui ci sarebbe molto da dire. Sempre per continuare con il paragone scacchistico, la visita di questo signore alle Fiamme Gialle sarebbe da paragonarsi al “matto dell’imbecille”. Un effetto Streisand, è stato come farsi harahiri. Il personale della Finanza si è messo a sfrucigliare sul DVD allegato come prova alle accuse ipotizzate e ha trovato almeno quattro o cinque titoli (prova adesso a dire che non ci sono!), e il buontempone se n’è andato con le pive nel sacco (non avevo intenzione di parlare di questo aspetto, lo faccio perché è stato pubblicato da Maurizio Codogno su un articolo del suo blog);

* Non conosciamo l’esito di eventuali mosse della difesa. Ci potrebbe essere stata un’istanza di “disoscuramento”, o, quanto meno, di “oscuramento” delle SOLE opere contestate? Perché la magistratura ha agito con la mannaja e non col bisturi, quando bastava inibire l’accesso a quattro o cinque pagine di download? E’ stato fatto qualcosa in proposito?

* Ho sempre più la FERMA impressione che il Project Gutenberg sia interessato a rispettare le leggi del SUO paese (dove non si è mai fatto pizzicare con le dita bagnate di saliva nel barattolo dello zucchero), ma che non abbia il benché minimo interesse a difendersi in Italia, e che chi in Italia è interessato al suo caso sono giusto quattro o cinque fissati con la cultura digitale, tra cui io e varii wikipediani. Continua, inspiegabilmente, l’assordante silenzio di Liber Liber sul caso. Ma due righine di solidarietà da mettere in evidenza no? Macché!

* Non credo che la magistratura italiana sia molto interessata al fatto che esistano utenti italiani impossibilitati ad accedere alle migliaia e migliaia di opere di pubblico dominio (negli USA) che il Project Gutenberg offre. Intanto si oscura, poi si vedrà.

E così, in quest’inerzia, si consuma il destino della biblioteca digitale più grande del mondo. Ogni giorno che passa senza il Gutenberg in Italia è un giorno in più di barriera architettonica alla cultura. Facciamo qualcosa.

Rivoluzione tra le biblioteche multimediali

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Dunque, vediamo un po’, allora, si diceva che ho da comunicarvi che a partire da tra quasi subito (o, comunque, tra pochissimo tempo), le mie biblioteche subiranno delle modifiche. I domini cosiddetti “minori” punteranno direttamente alla madre di tutte le biblioteche (classicistranieri.com), o, quanto meno, ad alcune delle sue sezioni.

In pratica “spariranno”:

http://www.classicistranieri.eu e http://www.classicistranieri.it che reindirizzeranno al .com.

Non sarà più direttamente accessibile nemmeno http://www.classicistranieri.org, ma reindirizzerà alla sezione “Musica Classica”. Ho deciso di far “fuori” anche http://www.controversi.org (e qui mi piange il cuore), ma chiunque digiterà quell’indirizzo si ritroverà ugualmente sulle mie audioletture. Anche literaturaespanola.es e bibbiaonlinemp3.com punteranno ai tag o alle risorse corrispondenti di classicistranieri.com. In pratica non viene perso niente, e io risparmio un po’ di dindini. Del resto non vi ho mai chiesto niente, quindi, se permettete, faccio un po’ il cavolo che mi pare, nevvero? :-). Oh!