Liber Liber su Audible: Ludovico Ariosto, un poeta “a cavallo”

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Nella sintesi dell’editore relativa all’audiolibro dell'”Orlando furioso” di Ludovico Ariosto, nell’interpretazione di Serafino Balduzzi e Vittorio Volpi (opera distribuita anche gratuitamente da Liber Liber) si legge:

“Ludovico Ariosto (1474-1533) è stato un poeta italiano a cavallo tra il ‘400 e il ‘500.”

Un poeta A CAVALLO tra due secoli? A stare tutti quegli anni a cavallo dev’essergli venuta una orchite magistrale, al povero Ariosto. Forse volevano dire “vissuto a cavallo tra il ‘400 e il ‘500”, o, ancora meglio, “vissuto TRA il ‘400 e il ‘500”. Insomma, scritto così non è che faccia una gran bella impressione.

Non mi è possibile fare una copia permanente, quindi vi do il link originale, finché dura e finché non viene provvidenzialmente modificato:

https://www.audible.it/pd/Orlando-furioso-Audiolibri/8726248247

Liber Liber e “Il giornale per i bambini” su Audible.it

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Anche un’antologia de “Il giornale dei bambini” è disponibile sia gratuitamente su Liber Liber che a pagamento (dietro abbonamento) su Audible.it. La lettura a più voci è costituita dai contributi di più “volontari”, e i nomi dei declamatori a voce alta riportati nella scheda di Audible corrispondono con quella dei contributori riportati da Liber Liber.

Quindi possiamo affermare con ragionevole certezza che l’audiolibro presente su Audible è lo STESSO distribuito gratuitamente su Liber Liber.

Dura 12 ore e rotti. Praticamente un massacro.

Già, ma qual è il range dell’audiolibro? Che cosa dicono gli ascoltatori, popolo di palati fini che pagano fior di quattrini per avere almeno un servizio di qualità? Ecco qua:

Tre recensioni dal settembre scorso e tutte negative. Media globale, una stella. Il minimo che Audible prevede. E non è certo un “minimo” di cui andare tanto lusingati, se è vero, come è vero, che il pubblico reagisce con queste recensioni:

– Niente da dire: libro brutto, lettura mediocre ma una trama orribile. Una delusione su tutta la linea.
– È impossibile da terminare perché la lettura è davvero imbarazzante nella sua pochezza e mediocrità.
– Questo non è un audiolibro. È una accozzaglia di letture mediocri e deludenti di dilettanti allo sbaraglio che pensano, oltretutto, di aver fatto un servizio alla comunità.

La vendita su Audible.it da parte di Lindhardt og Ringhof degli audiolibri di Liber Liber si rivela come una cartina di tornasole implacabile sulla qualità delle letture e sul gradimento del pubblico. Liber Liber non ha più trippa per gatti e il volontariato crolla davanti alle inesorabili leggi del mercato e della libera iniziativa personale. E chest’è!

 

Liber Liber e gli audiolibri di audible.it

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Mi sento chiedere, nemmeno tanto raramente, da parte di qualcuno perché le mie audioletture sono in vendita (su abbonamento) su Audible e disponibili gratuitamente su classicistranieri.com.

La risposta è molto semplice nella sua tremenda essenzialità: perché si tratta di cose MIE, di cui detengo il copyright e ne faccio quello che voglio io. Punto. Posso regalarle o venderle a mio piacimento, e su questo non ammetto repliche di sorta.

Qualcun altro mi ha chiesto anche perché io metta in vendita (su audible.it e audible.com) le opere liberamente scaricabili da librivox.org. Anche qui si rasenta il “tranchant” nella risposta: perché lo posso fare. Perché Librivox me lo consente (“We had this discussion early on, and decided we didn’t want to add any restrictions to the recordings we make, which are based on public domain books. This means others can use our recordings however they wish, including for commercial purposes.”) Non impedisco a nessuno di andare a prendersi un titolo gratis su librivox.org (molti titoli sono redistribuiti anche attraverso classicistranieri.com), mi prendo solo la briga di farci del vile denaro, se qualcuno vuole darmelo. Se no, benissimo, campo lo stesso. Cosa dite? E’ crudele e amorale? Forse, ma è tremendamente e perfettamente LEGALE. E questo mi basta.

Non è legale, invece, per un terzo, vendere gli audiolibri distribuiti da Liber Liber. Infatti mi guardo bene dal farlo, limitandomi a redistribuirli gratuitamente sulla mia biblioteca.

Solo Liber Liber ha il diritto di rivendere l’opera dei suoi volontari, e su questo non ci piove, non ci sono questioni. Infatti non è questo il punto. Il punto è: lo fa o non lo fa? Nel dubbio, sono andato a dare un’occhiata su Audible, cercando i nomi dei volontari (forse non tutti, non sono stato così certosino) che hanno prestato la loro voce al Progetto Libroparlato. E ne ho tratto qualche osservazione.

Togliamo subito dalla lista dei volontari sotto osservazione l’eccellente Silvia Cecchini. E’ stata una delle primissime voci di Liber Liber, ha letto le prime opere di pubblico dominio reperibili (gratuitamente o a pagamento) ed è un panzer, un tritacarne, una stakanovista della lettura ad alta voce, un bulldozer, uno schiacciasassi: ha 617 titoli in vendita, tanto di cappello, perché tutto quello che ci guadagna è ben meritato, se non altro per l’impegno profuso. Pubblica per conto suo ed è perfettamente indipendente da Liber Liber, se non per quei pochi titoli (pochi rispetto ai 617 suddetti) che hanno costituito la sua collaborazione iniziale (interrotta?) con i Nostri.

Passiamo a Luca Grandelis: sono in linea su Audible le sue interpretazioni di “Confessione” di Tolstoj, dell'”Elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam e de “I dolori del giovane Werther” di Goethe. Tutti reperibili gratis anche su Liber Liber.

Di Cristiana Melli, altra voce di punta, sono disponibili su Audible “La casa dei melograni” di Oscar Wilde, “La lettera scarlatta” di Hawthorne e “Disobbedienza civile” di Thoreau.

Di Riccardo Fasol sono disponibili, tra gli altri, “Carta bollata” di Salvatore Farina, il “Galateo” di Giovanni della Casa, “La contessa di Karolystria” del Ghislanzoni (reperibile anche su librivox.org), e l'”Apologia di Socrate” di Platone.

Un solo risultato a favore della voce di Mela Boev, quello de “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe.

Sono variamente rappresentati anche Stefano e Serafino Balduzzi e Vittorio Volpi. Curiosamente cliccando la voce “I racconti delle fate” di Collodi appare la copertina del “Pinocchio” dello stesso autore. Insomma, qualche imbarazzante pasticcio.

Ora ci sono da osservare un paio di cose: TUTTI questi titoli citati (eccezion fatta per i “Racconti delle Fate” di Collodi, presente in una lettura differente da quella “polifonica” proposta da audible.it) sono disponibili gratuitamente su Liber Liber, con gli stessi lettori. E, soprattutto, TUTTI questi audiolibri sono messi in commercio dallo stesso editore, la SAGA Egmont, che è una costola del noto editore danese Lindhardt og Ringhof. Non so come funzioni SAGA Egmont e in base a quali criteri metta in linea su Audible le sue edizioni e paghi le royalties ai legittimi detentori dei diritti, non me ne sono occupato e poi non conosco il danese. Ma la cosa mi fa suonare un campanellino d’allarme. Vuol dire che vale la pena di essere approfondita.

Del bello dell’ascoltare gli audiolibri su Audible e altri incidenti

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Il mondo degli audiolibri e delle audioletture è veramente straordinario.

L’ho scoperto da poco, almeno dal punto di vista stettamente commerciale, perché sono anni che i libri letti (e perfino scritti) da me circolano gratuitamente su classicistranieri.com.

Ora sono in vendita anche su Audible, che è un’iniziativa interessantissima. Ci sono solo 9 miei titoli, ma presto (spero) ne saranno inseriti un’altra ventina, comprese le mie le mie lezioni-conferenze all’Università della Terza Età. Insomma, si guadagnicchia, via.

L’audiolettore medio è un po’ paragonabile al melomane che va a teatro con lo spartito e bacchetta il direttore d’orchestra per un fa diesis cannato o i cantanti per un’interpretazione particolarmente infelice. C’è una concorrenza spietata tra lettori ed editori (soprattutto di alcune opere di pubblico dominio), ognuno interpreta un’opera a suo modo e il pubblico vota con un minimo di una stella e un massimo di 5 stelle (“5 stelle” è il vertice più politico delle audioletture) l’interpretazione e il contenuto dell’opera. E c’è gente veramente senza pietà. Per un nonnulla, per una cosa minima (e quando dico “minima” intendo proprio dire di entità trascurabile), sono pronti a stroncarti su due piedi e far scivolare, con un commento negativo, il tuo lavoro alle ultime posizioni della pagina, in modo che nessuno o pochissimi vadano a scaricarla. E bravi, così si fa.

Per fortuna, a parte qualche eccezione, le mie interpretazioni piacciono abbastanza, la gente è gentile con me, anche troppo.

C’è un signore che è stato entusiasta del mio “Pinocchio” di Collodi. Mi ha dato 5 stelle (voto davanti al quale m’inchino, ma mi gratto anche amabilmente i coglioni) e ha commentato così:

Ecco, avrei preferito mille, diecimila volte, ricevere una sola stella e senza commento, che cinque stelle di gradimento con quell’orribile aggettivo “toshano” con l’h aspirata, perché si sa che noi toscani ci mangiano tutte le c, e allora non c’è niente di peggio di una persona che voglia fare il piacione e il compagnuccio di merende, quello che ti dà una pacca sulla spalla, e prova a sposare la parlata, fiorentina o labronica che sia, per farti piacere. Invece deve sapere questo curioso signore che in Toscana “toshano” si dice “toscano”, come in italiano, esattamente come si di “vado a ccasa” (con la /k/ doppia) e non “vado a hasa”. E’ una regola fonetica che si chiama raddoppiamento fonosintattico, sicché vi dovete mettere l’animo in pace. /tos’kano/ si dice, e senza nessuna eccezione.

Per cui, anch’io mi sono iscritto a Audible e sto scaricando un po’ di robetta molto buona. Tra l’altro il fatto che ci sia qualcuno che legge per me, mi rende molto felice (oltre, naturalmente, ai quattrini che vengono dagli ascolti dei miei audiolibri -più ascoltate e più io guadagno, sappiatelo!-). Sono pigro e soffro di presbiopia, sicché la sera invece di sforzarmi gli occhi, mi metto le cuffiette e mi lascioa addormentare dalla lettura di qualcuno. Primo libro ascoltato per intero “Per legge superiore” di Giorgio Fontana (questo ragazzino scrive maledettamente bene!), e successivamente ho attaccato “Accabadora” di Michela Murgia, letto dalla stessa autrice. Una scoperta, per fortuna.

Perché non è detto che un audiolibro, siccome è letto dallo stesso autore debba per forza essere anche piacevole ad ascoltarsi, a volte è proprio una gran rottura. Michela Murgia rende molto bene il suo bellissimo romanzo. ma Gianrico Carofiglio che legge il suo “Testimone inconsapevole” è veramente una gran pena finirlo di ascoltare. Sarebbe stato meglio che fosse stato letto da qualche attore professionista. Sì, d’accordo, l’autore dà il tono e l’interpretazione secondo le sue intenzioni narrative ed è, in un certo senso, una operazione filologica. Ma non è detto che abbia una voce gradevole e che non legga in modo assolutamente noioso (come in passato hanno imputato a me).

Insomma, mi sono iscritto ad Audible e ne sono contento, più che soddisfatto. Costa solo una decina di eurini al mese, e un Oscar Mondadori costa su per giù quella cifra, solo che non avete 60.000 titoli a disposizione e nessuno che li legga per voi. Insomma, ve lo consiglio, oltretutto il primo mese è gratis. Quindi fatemi questo favore, così io divento ricco. O magari fate diventare ricco qualun altro, che ne so? Fatto sta che è e resta una bellissima esperienza. Forse.