Astrazeneca: ricercatori norvegesi stabiliscono un legame tra il vaccino e le trombosi

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“Abbiamo ottenuto dei risultati suscettibili di spiegare l’evoluzione clinica dei nostri pazienti ospedalizzati. Questi risultati sostengono l’ipotesi, che avevamo avanzato in precedenza, secondo cui questi pazienti hanno sviluppato una forte risposta immunitaria, evento che conduce alla formazione di anticorpi che possono influenzare le piastrine e così provocare un trombo.”

(Professor Pal Andre Holme, capo servizio ematologia dell’ospedale universitario di Oslo -tradotto da Le Monde-)

L’Ema: Astrazeneca è “efficace” e “sicuro”

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Alla fine, come si direbbe a Livorno, “sette suo!”

Insomma, è ufficiale, il vaccino Astrazeneca è “efficace”, “sicuro” e, soprattutto “non può essere associato a un incremento degli eventi di trombosi”.

“I benefici sono superiori ai rischi. Il vaccino non è legato a rischio trombosi”.

Ma, dice ancora Emer Cooke, “sulla base delle evidenze disponibili e dopo giorni di analisi approfondita dei report clinici dei risultati in laboratorio, delle autopsie e di ulteriori informazioni dagli studi clinici, non possiamo ancora escludere definitivamente un legame tra questi casi rari (effetti collaterali e trombosi, NdR) e il vaccino”.

“Fino a ieri, gli eventi sospetti di trombosi cerebrali sono stati sette in Germania, tre in Italia, due in Norvegia, uno in Spagna, oltre a tre nel Regno Unito e due in India”,

Pare, quindi, che l’agenzia non abbia assolutamente negato la possibilità o addirittura l’esistenza di casi avversi, ha solo detto che questi casi sono infinitesimali rispetto al totale delle inoculazioni (e le statistiche andrebbero bene, se si parlasse di PC, patate, pezzi di ricambio. Ma qui si sta parlando di persone!).

Anche il foglietto illustrativo del vaccino dovrà essere aggiornato: “è importante che venga comunicato al pubblico e agli operatori sanitari perché apprendano meglio queste informazioni, permettendo loro di mitigare questi effetti collaterali”.

Insomma, il massimo risultato con il minimo sforzo. Dovremo vedere che cosa dirà il foglietto illustrativo, nel dettaglio. Intanto che aspettiamo, continuiamo a dire che noi consideriamo questi “casi” come persone. Al 100%. E come tali le trattiamo.

L’AIFA sospende in via temporanea e precauzionale la somministrazione di AstraZeneca su tutto il territorio nazionale

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“L’AIFA ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid-19 su tutto il territorio nazionale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso. L’AIFA, in coordinamento con EMA e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione. AIFA renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose”.

Nel pomeriggio stessa decisione tra Germania e Francia. Si attende per domani la decisione dell’Unione Europea e dell’EMA.

L’Irlanda sospende in via temporanea e precauzionale la somministrazione del vaccino Astrazeneca

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In Irlanda è stata sospesa la somministrazione del vaccino Astrazeneca. Il tutto sarebbe stato deciso in via del tutto precauzionale e sebbene non esista alcuna evidenza tra la somministrazione e il verificarsi di coaguli nel sangue. La misura è temporanea, ed è stata adottata

“sulla base di nuove informazioni dalla Norvegia emerse la scorsa notte”,

come riferisce il Governo di Dublino.

Il vaccino era stato somministrato agli operatori sanitari, e sconsigliato inizialmente agli over 70.

“Questa raccomandazione è stata formulata a seguito di un rapporto dell’Agenzia norvegese per i medicinali su quattro nuove segnalazioni di gravi eventi di coagulazione del sangue in persone adulte dopo la vaccinazione con il vaccino per il Covid-19 di AstraZeneca” (Ronan Glynn)

La Regione Piemonte sospende la somministrazione del vaccino AstraZeneca dopo la morte di un docente a Biella

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La Regione Piemonte, a seguito della morte di un docente a Biella al quale nella giornata di ieri era stato inoculato il vaccino AstraZeneca, ha disposto l’immediata sospensione della somministrazione del vaccino in questione su tutto il territorio regionale.

Si tratta, come afferma l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi

“di un atto di estrema prudenza, in attesa di verificare se esista un nesso di causalità tra la vaccinazione e il decesso”.

Icardi sostiene inoltre che

“ad oggi in Piemonte non era mai stata segnalata nessuna criticità particolare dopo la somministrazione dei vaccini”.

(fonte: ANSA)

Sicilia: i magistrati inquirenti di Catania e Siracusa si vaccinano con Astrazeneca. E’ un loro preciso diritto, smettetela di criticarli!

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Ieri sera stavo ascoltando la radio. C’era una trasmissione che fino alla sera precedente aveva detto a un ascoltatore di Cecina che reclamava più pluralità di opinioni nel dibattito, che quando sarà dimostrato che la Terra è piatta, Radio Uno sarà la prima a darne notizia, e che giusto jersera, sul caso Astrazeneca aveva parlato di “doccia fredda”.

Ma la notizia che ha destato qualche clamore e perplessità, paradossalmente, non è stata tanto la sospensione del lotto del vaccino, quanto il fatto che i magistrati che indagano, in Sicilia, sulle morti di almento due persone, avvenute a breve tempo dalla somministrazione della dose, si siano sottoposti allo stesso AstraZeneca a distanza di brevissimo tempo dall’apertura dei rispettivi fascicoli.

Io sono letteralmente scandalizzato per lo stupore. Non dovrebbe essere nemmeno una notizia. Voglio dire che io reclamo per queste persone (che sono persone prima ancora di essere Magistrati al servizio dello Stato) lo stesso diritto che ho rivendicato per me. Loro hanno deciso di vaccinarsi con AstraZeneca, io no. E’ un diritto di scelta insindacabile e indiscutibile, quello che l’individuo, quale unico proprietario della propria vita e della propria salute psico-fisica opera su di sé e su di sé soltanto. Lo può fare un magistrato come un postino, uno spazzino come un professore, una donna delle pulizie come un conduttore radiofonico. Tanto per dirne qualcuna.

Sono scelte delicate e, a volte, dolorose. Non crediate che io la mia di non vaccinarmi con Astrazeneca l’abbia presa tanto a cuor leggero. L’ho presa e ora sono sereno, ma durante le ore del dubbio mi tremavano e mi sudavano le mani. Non sono cose con cui si scherza: Ma, soprattutto, sono scelte PERSONALI.

Quindi smettetela di criticare la scelta di queste persone che, con abnegazione e doveroso puntiglio, stanno cercando di aggiungere un tassello a una verità giudiziaria, che è quanto di cui maggiormente, abbiamo bisogno, ora. Per favore, fatelo. Siete ridicoli.

Astrazeneca e il rito del lotto ABV2856: le mie opinioni

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Vi ho postato, poche ore fa, il comunicato stampa con cui l’AIFA ha annunciato il ritiro su tutto il territorio nazionale del lotto ABV2856 del vaccino Astrazeneca. Quelli erano i fatti. Qui esprimo le mie opinioni. Che, come tali, sono “opinabili”.

Leggendo il comunicato, si evince che sarebbe stato disposto il divieto di utilizzazione del lotto in questione, in quanto sarebbero stati riscontrati “alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione”.

Già, ma quali sono questi “eventi avversi”? L’AIFA non li dettaglia. E invece, a mio parere, dovrebbe. Cosa si è verificato DOPO (e non necessariamente IN CONSEGUENZA DI) la somministrazione delle dosi di vaccino Astrazeneca? Febbre molto alta? Shock anafilattici? Svenimenti? Coma? Morte? Ripeto, non lo sappiamo perché AIFA non lo dice.

Quello che, invece, sì, dice, è che “Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi.” Bene, ne prendiamo serenamente atto, ma allora come mai poche righe più sopra si parlava di “eventi avversi”? “Avversi” a che cosa? Non è chiaro.

La stampa nazionale aiuta a sgomberare qualche dubbio. “Il Fatto Quotidiano” evidenzia che “il lotto sospeso dall’Aifa è quello relativo ai due casi di decessi avvenuti in Sicilia dopo la somministrazione”. Quindi, almeno per quanto riferito, i due decessi sono da afferirsi al periodo successivo alla somministrazione di dosi del vaccino Astrazeneca. Sarebbero questi gli “eventi avversi”? Se sì, non mi pare che due decessi siano poca cosa, se no, perché il lotto è stato ritirato e non è stata proseguita la sua somministrazione? In fondo, come dicono gli amanti della statistica, due decessi su oltre un migliaio di somministrazioni a pazienti che non hanno accusato effetti colleaterali o non ne hanno accusati di importanti, in fondo, sono niente. Personalmente sono molto più interessato alle persone che ai dati statistici.

E, se possibile, in questo caso mi fido molto più della magistratura che dei comunicati stampa. Ci sono questioni che necessitano di una verità giudiziaria, che non necessariamente deve andare di pari passo con quella scientifica. E il ritiro del lotto AstraZeneca ha proprio bisogno di questo: verità giudiziaria, prima di tutto. L’evidenza scientifica verrà dopo. Rem tene, verba sequentur.

Aifa dispone divieto di utilizzo di un lotto Astrazeneca. Accertamenti in corso in coordinamento con EMA

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A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, AIFA ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea.

Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi.

AIFA sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità.

AIFA comunicherà tempestivamente qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile.

Ringrazio di cuore Melita Manzi per la segnalazione del comunicato

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“Per aspera ad AstraZeneca”: voglio i diritti!!

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Io non so chi sia questo signor Andrea Pennacchi, non guardo La7 e ignoro perfino se esita o no il Pojanistan, se sia, dunque, un paese immaginario o reale, se la sua trasmissione si ironica o seria e non ho né voglia né tempo per andare ad approfondire su Google.

Ma so con certezza che il titolo “Per aspera ad AstraZeneca” l’avevo usato io in un articolo sul blog il 4 marzo scorso. Il post de La7 è del 5/3.

Ora come la mettiamo?

Per aspera ad AstraZeneca

AstraZeneca: le ragioni di una scelta

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Sono stato convocato per domenica mattina prossima per la somministrazione del vaccino AstraZeneca. La convocazione non mi ha affatto tranquillizzato, tutt’altro. Mi sono agitato, hanno comiciato a sudarmi le mani e ho dovuto prendere un tranquillante (alla mia età me lo posso permettere, di qualcosa bisogna pur morire, e una benzodiazepina al bisogno non ha mai ammazzato nessuno).

Una volta che mi sono calmato e ho ripreso contatto con la realtà, bello pacifico e con 20 mg. di prazepam in circolazione, mi sono messo (con calma, ma con molta calma) a cercare e leggere documentazioni ufficiali (parlo dell’AIFA, non delle opinioni di qualche no-vax impazzito o di qualche virologo improvvisato sul web) sul vaccino AstraZeneca. E mi sono imbattuto sul foglietto illustrativo (il cosiddetto “bugiardino”) del farmaco. “Già”, mi sono detto, “chissà che cosa ci sarà scritto?” Andiamo a vedere.

La prima sezione del documento (aggiornato al 2/2/2021, secondo la documentazione in mio possesso), riporta una sezione dedicata alla avvertenze e alle precauzioni:

Dunque, stando ad AIFA, io che ho avuto una pregressa reazione sfavorevole a un vaccino, dovrei, prima di effettuarlo, consultarmi con il mio medico, con il farmacista o con l’infermiere. Che, voglio dire, non mi sembrano “esattamente” la stessa cosa. Ma non solo io, anche chi è svenuto più semplicemente (semplicemente?) dopo un’iniezione con un ago (e a quanti sarà capitato!). Quindi, prima di domenica io dovrei parlare con il mio medico e spiegargli chiaramente la situazione. Ma perché, allora, il preavviso è stato assolutamente incongruo? Me la vogliono dare o no almeno una settimana perché io possa tranquillamente consultare il mio medico curante? Perché se io ricevo la convocazione di giovedì sera alle 21 per domenica mattina alle 9, non è che il venerdì il mio medico tiene aperto l’ambulatorio per me che ho urgenza di consigli sul fare o non fare la vaccinazione AstraZeneca, magari è aperto quando io sono in servizio, e non ho nessunissima intenzione di chiedere un giorno di ferie o di malattia per una cosa del genere. Ma queste sono cose personali, andiamo oltre con la lettura:

In breve, il vaccino AstraZeneca potrebbe non essere efficace completamente su tutti quelli che lo ricevono. Quindi io, oltre al rischio che si ripetano gli effetti come minimo “sgradevoli” subiti con una semplice antitetanica, devo mettere in preventivo anche il fatto che la vaccinazione sia parzialmente o totalmente inefficace. Altrove l’AIFA attesta l’efficacia del vaccino attorno all’82%. Ho riportato lo screenshot nel mio precedente post sul blog. Dunque, oltre ai rischi in premessa, rischierei di trovarmi in quel 18% di persone (che non mi sembra una percentuale così insignificante, si parla pur sempre di persone senzienti e sofferenti) che se ne escono (sfigati loro!) con un “nulla di fatto” e potrei beccarmi il Covid tranquillamente. O, magari, prendermelo sì, ma “in forma leggera”, come dicono gli stupidi. O gli omeopati.
Ma c’è di più: ci sarebbero “dati limitati” sull’efficacia del vaccino AstraZeneca sulla popolazione interessata di età superiore ai 55 anni. Io ne ho 57, come la mettiamo? E com’è che, se ci sono questi “dati limitati”, dal 2 febbraio in poi la somministrazione del farmaco è stata allargata fino ai 65enni e, in seconda battuta, agli over-65? C’è indubbiamente qualcosa che non torna, perché o i dati, nel frattempo (e cioè in poco più di un mese) sono diventati sufficientemente affidabili, numericamente e qualitativamente, su un campione rapppresentativo di pazienti, oppure non si vede il motivo per cui una categoria di soggetti debba ritenersi vaccinabile dalla sera alla mattina, e con una decisione unilaterale, per giunta.

Veniamo ora agli effetti indesiderati o collaterali che dir si voglia. Qui non mi è bastata una schermata intera e ho dovuto suddividere gli screenshot, ma abbiate pazienza e andiamo per gradi:

Dicono che non tutte le persone manifestano questi effetti, e lo spero bene. Ma non c’è scritto QUANTE persone abbiano manifestato uno o più di questi effetti collaterali. Scrupolosi come sono avranno almeno traccia di questi eventi avversi, ma il lettore del “bugiardino” non li conosce. Perché se la percentuale è relativamente bassa (bassa sì, ma bisognerebbe raccontarlo a quelli che quegli effetti li hanno subiti e sofferti) uno può anche decidere, in piena autonomia, di correre il rischio. Viceversa può decidere di non correrlo anche se la percentuale è bassa.

Più dettagliata sotto questo profilo appare, invece, la schermata successiva

Apprendo da quello che leggo, che un effetto indesiderato come l’ingrossamento dei linfonodi, il senso di vertigine, la diminuzione dell’appetito o la sonnolenza, possono riguardare una persona su cento. Che non mi sembra esattamente un valore “Non comune”. Perché se la matematica non è un’opinione (e non lo è) su una popolazione di un milione di vaccinati, 10.000 svilupperebbero queste sintomatologie collaterali. E 10.000 persone non sono bruscolini.

Tra gli effetti “molto comuni” (quindi estremamente frequenti), figurerebbero mal di testa, brividi, sensazione di febbre, malessere generale e quant’altro potete leggere. Che anche queste, voglio dire, non sono cose esattamente piacevoli. Per carità, nulla che non si possa trattare con una buona dose di riposo e con un po’ di paracetamolo, all’occorrenza, ma com’è che per trattare degli effetti indesiderati io devo ricorrere a un medicamento supplementare? Perché anche il paracetamolo, nel suo piccolo, i suoi bravi effetti collaterali li ha. E’ il gatto che si rincorre la coda.

Nel mezzo ci sono i sintomi dichiarati semplicemente (semplicemente?) “comuni” (una persona ogni 10, e neanche questo mi sembra un dato particolarmente lusinghiero): febbre, vomito o diarrea.

Ed ecco che cosa contiene il farmaco:

Io ho molto rispetto per gli scimpanzé, e anche per gli OGM, a cui non sono contrario per preconcetto. Ma mi preoccupa un po’ (tanto!) che l’adenovirus operi una codifica per la glicoproteina Spike del SARS Cov-2. Io non sono un biologo, ma ho portato il DNA come argomento di scienze all’esame di terza media, quando la terza media aveva appena appena un valore. Io, fino ad ora (ma potrei morire domani, come diceva Cat Stevens), ho sempre avuto un DNA perfettamente funzionante e, nonostante le mie disfunzioni motorie, godo di buona salute fisica e psichica. Voglio sapere CHE COSA va a scrivere nel mio DNA questo vettore. Adenina, timina, citosina e guanina, con i loro legami a idrogeno non sono un’opinione, sono un linguaggio universale. Se si altera un linguaggio finisce che nessuno ti capisce più.

E cosa ne dicono le autorità e gli esperti? Come ripeto non me ne sono occupato in dettaglio, ho preferito attenermi ai fatti descritti. Ma mi piace concludere questa disamina con la dichiarazione del Prof. Massimo Galli, riportata dall’Agenzia ADN-Kronos:

“Non c’è farmaco e non c’è vaccino su cui possiamo dire a priori ‘non mi farà male tra 10 anni’.”

E tanto fa. La mia decisione personale (e sulla mia salute decido io) è che non mi sottoporrò all’inoculazione del vaccino AstraZeneca perché PER ME, il rapporto rischio/benefici è troppo alto. Mi hanno dato quello dicendomi (o non dicendomelo affatto, si veda il caso) che “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”. Ma di minestre ce ne sono tante. Non escludo di recarmi a San Marino, o in Austria, dove potrò sottopormi a vaccinazioni che non compromettano il mio patrimonio genetico. Se no volerò a Cuba. Non voglio sottrarmi alla vaccinazione, voglio solo rifiutare di essere trattato con un vaccino che dice di sé di avere risultati incerti ed effetti collaterali importanti. Sono disposto ad assumermi tutte le responsabilità di questa scelta. Schiena dritta e viandare.

Per aspera ad AstraZeneca

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Sto per scrivere cose che non piaceranno a molti. Chi continua nella lettura la fa a proprio rischio e pericolo.

Una professoressa di 62 anni è stata sottoposta all’inoculazione del vaccino AstraZeneca. Successivamente ha cominciato ad accusare seri problemi respiratori. Il giorno dopo la signora è deceduta per arresto cardiocircolatorio.

Questi i fatti. Non è chiaro, a tutt’oggi, e gli scientisti puri lo porranno come prima logica obiezione se ci sia una diretta concausa tra la vaccinazione e l’evento morte. Questo spetta al medico legale in sede di esame autoptico stabilirlo. Non a me, non ai pro-vax o ai no-vax.

Fatto sta che agli insegnanti è stato imposto il vaccino AstraZeneca. Scrivo “imposto” perché non mi risulta che alla categoria dei docenti e personale della scuola sia stato dato il diritto di scelta tra tutti i vaccini finora approvati e disponibili. AstraZeneca ha una storia quantomeno curiosa. Inizialmente ne era stata prevista la somministrazione a soggetti di età pari o inferiore ai 55 anni. Poi, come per un mirabile trucco di prestidigitazione, la sua adattabilità è stata estesa fino a 65 anni. Due giorni fa la stampa ne ha annunciato la destinazione anche agli over 65, con conseguente aumento della produzione. Neanche il mago Silvan sarebbe stato capace di una trasformazione tanto larga ed evidente.

Ma quanto è efficace AstraZeneca? I sito dell’AIFA riferisce testualmente:

“Complessivamente l’efficacia vaccinale di COVID-19 Vaccine AstraZeneca è risultata pari al 59,5% nel prevenire la malattia sintomatica. Nei partecipanti che presentavano una o più comorbilità, l’efficacia del vaccino è stata molto simile (58,3%).”

Questo per quanto riguarda i soggetti che hanno ricevuto la prima somministrazione.

Per quelli che hanno completato l’intero ciclo vaccinale AIFA riferisce:

“Nei partecipanti che hanno avuto la seconda dose dopo 12 settimane dalla prima, l’efficacia dopo 14 giorni dalla seconda dose, è stata dell’82,4%”

Ora, con percentuali di questo tipo io credo che la gente abbia più di una ragione per dirsi preoccupata. L’82% di efficacia non è un traguardo confortante. Vaccini come quello di Pfizer hanno attestato la loro efficacia fino al 90% e oltre. Ma qui non stiamo parlando di punti percentuali, stiamo parlando di persone. AIFA riferisce inoltre che su 14 casi in fase di “controllo”, uno ha avuto decorso “letale”. E qualcun altro (NON AIFA, per fortuna) ci vuole convincere del fatto che il rapporto costi/benifici dell’impiego del vaccino di AstraZeneca è assolutamente favorevole. Certo che è favorevole. A meno di non essere quel poveraccio che ci ha rimesso le penne. O la professoressa di Napoli deceduta pochi giorni dopo aver ricevuto la prima dose. Ma questo è quello che ci tocca.

Dice: “ma hai paura”? E certo che ho paura! Anni fa ebbi una importante reazione avversa conseguente all’inoculazione di un vaccino (era un’antitetanica!), ho rischiato di andare in shoc anafilattico e, se permettete, non mi va tanto di rischiare di ripetere la stessa esperienza.

E le reazioni avverse, appunto? Anche qui AIFA ci informa:

“…sono la febbre, il mal di testa, i dolori muscolari o articolari. Si tratta di reazioni non gravi, di entità lieve o moderata che, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni, spesso senza nemmeno ricorrere a trattamenti sintomatici (antidolorifico o simili).”

Poi però c’è scritto:

“Come per tutti i farmaci, sono inoltre possibili, seppur rarissime, reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico.”

E hanno detto niente! Anche qui bisogna avere il culo sfacciato di non rientrare in quei casi di reazioni “rarissime” (“rarissime” sì, ma QUANTE?) per cui l’esito della somministrazione va a sfociare nell’anafilassi. Si parla, comunque, anche di

“reazioni di tipo ansioso con fenomeni vaso-vagali che vanno dalla sensazione di stare per svenire fino allo svenimento vero e proprio.”

Che, voglio dire, non sono esattamente cose bellissime o piacevoli. Ma per gli insegnanti pare non ci sia nulla da fare, o si mangia questa minestra o si salta dalla finestra. La vaccinazione non è obbligatoria, questo è vero, ma un insegnante che dovesse rifiutare la vaccinazione AstraZeneca rischia di venire demansionato (come fa un insegnante a stare 5 ore al giorno in una classe di trenta alunni se non è vaccinato? Deve essere impiegato per forza in compiti che prevedano contatti ridotti, come le mansioni di segreteria, per esempio) e si può anche arrivare alla sanzione disciplinare del licenziamento per giusta causa (sì, una sanzione disciplinare per una scelta legittima, discutibile e censurabile quanto si vuole, ma pur semre legittima). Del resto questi insegnanti se la sono proprio voluta, con questa didattica a distanza del cavolo. Comodo starsene dietro un computer tutto il giorno a girarsi i pollici, nevvero? Poi tre mesi di vacanza l’anno, le vacanze di Natale, quelle di Pasqua, il loro bello stipendio assicurato, e hanno perfino la tredicesima (signora mia, dove andremo a finire??), ora cosa vogliono? Si tengano AstraZeneca, se gli sta bene, che per loro è anche troppo, parassiti della società, e se ogni tanto ne muore qualcuno, per caso o per necessità, non sarà poi tutto questo gran male, su, via, muore tanta gente, possono morire un pochino anche loro. Tanto, si sa, rientra sempre tutto nel rapporto “costi/benefici”.