Bollettino medico n. 2

L’illustre paziente anche nella giornata di oggi ha accusato sintomi febbrili e napoletana a coppe (o a picche, per i toscani).

Le condizioni nella notte scorsa si sono aggravate a causa di un rialzamento termico (37,3°) che l’ingravescente ha mal sopportato, tra incubi, sudori notturni, mugolii e pedatoni rifilati alla paziente moglie che gli detergeva il sudore e gli dava anche due schiaffi già che c’era.

Verso le ore 5 antimeridiane il contaminato ha chiesto di essere confortato da un sacerdote. E stato chiamato Don Zauker che, prontamente accorso, gli ha praticato uno dei suoi esorcismi.

Nel resto della mattinata si sono registrate imprecazioni in abruzzese-teramano, miste a giaculatorie in livornese inframezzate da inviti di andare a quel paese rivolti a chicchessia, e appresi nella zona compresa tra le località di Camposampiero e Galliera Veneta.

Durante il pomeriggio, ampi piovaschi di santi tirati giù dal calendario e starnuti accompagnati da apprezzamenti nei confronti della mamma della sindrome da raffreddamento che lo ha ingiustamente colpito nel corpo, nell’animo e nel portafoglio.

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Bollettino medico n. 1

Non l’ho presa a Natale, non l’ho beccata a gennaio, non ho sentito le nevicate, non ho avuto nulla di nulla mentre la gente intorno a me cadeva per terra dalla spossatezza dell’influenza, o dai sintomi parainfluenzali, o da come caspita si chiamano.

Ed eccola qui, con l’ultimo colpo di coda dell’inverno. Leggera, leggerissima. E, come tutte le influenzette leggere e leggerissime, con una febbriciattola che ti si inchioda lì e non si abbassa. Lo diceva Caterina Caselli che il Carnevale (va-va-và…) finisce male.

La mia temperatura normale è di 36,3-36,4° a 36,7 già comincio a sentire la febbre, a 37° vado in giro per casa come un imbecille e mi rompo i coglioni, oltre che romperli al prossimo.

E c’è gente che magari mi invidierebbe anche ("Ah, beato te che te ne puoi stare al calduccio, a me invece tocca andare a lavorare…").

Per oggi il numero è:

37,1°

(e non si schioda, e no che non si schioda non si schioda…)

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L’Aspirina della Coop costa due euro

La COOP l’ha lanciata col solito sensazionalismo di chi, alla fine, arriva sempre con almeno una ventina di anni di ritardo.

E’ l’Aspirina che costa due euro.

Acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’Aspirina, appunto) più 200 mg. di acido ascorbico (nient’altro che Vitamina C).

Tutto lì. La ricetta è nota da tempo immemorabile, perché la molecola dell’acido acetilsalicilico e, soprattutto, quella dell’acido ascorbico, sono note da tempo, sono di pubblico dominio, i linuxari direbbero che sono "open source".

E’ come la ricetta del ciambellone, o quella della fettina ai ferri, o ancora delle uova al tegamino. Tutti la sanno fare, tutti la possono fare.

Perché i due principi attivi costano davvero poco. Con i due euro che paghiamo una confezione di Aspirina COOP si compra un chilo di vitamina C.

Non hanno fatto nulla di nuovo, hanno soltanto prodotto un farmaco generico.

E ora sono qui a dirci che ci hanno fatto anche un favore.

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Aspirina che ti passa!

Alla TV ci sono delle pubblicità che mi lasciano perplesso.

Come quella in cui c’è lui che la sera torna dal lavoro con il raffreddore e l’influenza (mentre lei, invece, sta benissimo, la brava massaia italiana non può permettersi di avere una linea di febbre) e il giorno dopo vanno a trovarli i loro amici.

Lei, premurosa, ma anche un po’ rompicoglioni, gli rifila due aspirine, e poi, via, a letto.

Una bella dormita e il giorno dopo il nostro eroe è risanato e si mette addirittura a giocare a palle di neve.

Ora invece spiegatemi perché io sono cinque giorni che vado strascicando raffreddore, mal di gole, tosse, mi riempo di aspirine e non riesco nemmeno a giocare a briscola?

Gliela darei io la neve a quei due lì, ma quella che è caduta a Campo Imperatore, con -17° di temperatura e bufere di vento incluse!

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