Wikipedia pubblica la notizia della morte di Giulio Andreotti

A Wikipedia è bastata la notizia del ricovero d’urgenza del Senatore a vita Giulio Andreotti presso il Policlinico Gemelli di Roma, per darlo per morto.

Ecco lo screenshot (cliccate sull’immagine per ingrandirla):

Andreotti pare che non stia proprio bene, ma non correrebbe, almeno per il momento, pericolo di vita. E’ l’ennesima gaffe del decimo sito più visitato del mondo, e forziere-colabrodo del sapere umano. Nessun controllo, nessuna certezza. Andreotti è morto perché lo ha detto Wikipedia.

E invece pare che scherzi con le infermiere dell’ospedale.

Wikipedia ha già cominciato a pubblicare l’appello a destinare il 5 per mille dell’IRPEF a Wikimedia Italia. C’è scritto “Libera la cultura”.  [Si vede che la cultura è quella di dover morire quando qualche collaboratore lo decide…]


Ma l’enciclopedia dei misteri dell’Italia è ancora viva.

 

Arrestato di nuovo il mariulo di Tangentopoli Mario Chiesa

Mario Chiesa sa di Milano da bere, di foto in bianco e nero, di tintinnare di manette, di 17 febbraio 1992 quando ci illudemmo che la Prima Repubblica sarebbe effettivamente venuta giù a colpi di avvisi di garanzia.

Non fu così, vennero giù solo i fantocci di quella benedetta realtà granitica e pentapartitica.

Craxi andò giù a colpi di monetine, Forlani sbavava davanti ai Giudici di Milano, Andreotti non lo buttavi giù nemmeno con le cannonate.

Oggi il mariuolo Mario Chiesa è stato di nuovo arrestato e col cavolo che verrà giù Berlusconi. Ma non perché non sia vero che ormai il delinquere in politica sia prassi consolidata, ma perché si arrestano i pupi e mai i pupari.

Il tempio crolla addosso ai Filistei. Sansone è rimasto vivo e vegeto.

Miserere, miseri noi

"(…) che ha trasferito la sua residenza anagrafica in un paradiso fiscale e che conta i giorni di permanenza negli Stati Uniti per non rischiare di dover pagare le imposte sui redditi mondiali, non pare compatibile con la descrizione dell’artista distante e scevro da interessi materiali.

La sua condotta e le sue scelte non paiono per niente affidate al caso, anzi sembrano, almeno in parte, sorrette da strategie mirate e non proprio nobili".

(Dott.ssa Carla Ponterio, Modena, 19 ottobre 2001, Motivazione della sentenza di assoluzione nei confronti di Luciano Pavarotti dall’accusa di dichiarazione infedele dei redditi, perché il fatto, all’epoca della sentenza, non costituiva più reato)